Ricostituzione storica e tensioni del divieto degli atti emulativi: dal dibattito in fine Ottocento al testo definitivo del CC del 1941, con l'introduzione delle garanzie sociali.
3 orientamenti sulla rilevanza del divieto ad aemulationem nel diritto romano: esclusione della sua esistenza (Scialoja), ammissione dal classico all'età giustinianea (Stella Maranca, Bartosek e Palma) e mediano (Rotondi).
Scarso interesse della letteratura di diritto comune per il divieto degli atti emulativi, influenzato dalla mancanza di previsione nel CC unitario del 1865 e dall'autorità di Scialoja.
Riflessioni su limiti esistenti nei rapporti di vicinato, come il divieto di costruire per animus nocendi, non derivante direttamente dal diritto romano (Schupfer).
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