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Università degli studi di Firenze storia dell'arte 2018
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Di cosa parla

  • L'opera della Tavola di Cebete, inizialmente attribuita a Socrate ma databile tra il I e II secolo d.C., rappresenta un testo ecfrastico etico che ha influenzato profondamente l'iconografia rinascimentale attraverso le sue numerose traduzioni ed illustrazioni.
  • Nella struttura allegorica del dipinto descritto, i tre recinti simboleggiano rispettivamente il dominio dei vizi e della frode al primo passaggio, la falsa cultura delle arti liberali nel secondo e l'accesso alla vera virtù e beatitudine nel terzo recinto.
  • La figura di Nemesis o Fortuna è raffigurata su una sfera instabile con attributi contrastanti come il freno morale (briglia) e la coppa della fortuna, evidenziando la natura incerta del destino che premia e punisce secondo le azioni umane.
  • Mentre l'edizione tedesca degli emblemi di Andrea Alciato del 1531 enfatizza temi morali legati all'indigenza e al peso dell'anima con figure ossimoriche, quella francese del 1534 introduce sfumature religiose collegando la prudenza alla saggezza dei serpenti evangelici.
  • Cesare Ripa sistematizza le iconografie delle virtù nella sua Iconologia attribuendo alla Prudenza il serpente come attributo principale e una figura bifronte che guarda contemporaneamente al passato e al futuro per guidare l'azione presente.

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