Appunti Lezione
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Di cosa parla
- I dibattiti storiografici sviluppati tra gli anni Cinquanta e Sessanta, guidati da studiosi come Berenson, Becherucci e Briganti, hanno ridefinito i confini cronologici del Manierismo spostando il baricentro dalla Firenze dei primi decenni a Roma intorno al 1527.
- Grazie alle ricerche di Shearman e Smith è emersa la connessione tra le innovazioni formali dell'arte della maniera e un contesto sociale sofisticato, che valorizzava l'artificio e il gusto per lo stile come risposta a una società colta ed elegante.
- I critici del passato come Bellori e Lanzi avevano condannato questa produzione artistica accusandola di abbandonare la natura in favore dell'imitazione ossessiva delle forme michelangiolesche, creando un pregiudizio che i moderni storici hanno cercato di superare.
- L'analisi moderna ha evidenziato l'esistenza di una continuità tra le esperienze artistiche fiorentine e romane, smentendo la netta frattura imposta dalla vecchia storiografia e riconoscendo Firenze come momento germinativo fondamentale del fenomeno.
- Sia Shearman che Smith hanno introdotto il concetto di "early anticlassicism" per includere nella definizione storica le opere prodotte prima del Sacco, distinguendole da quelle successive ma mantenendo un legame cronologico e tematico con esse.
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