Storia della Danza e del Mimo
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Di cosa parla
- La storia della danza come disciplina si consolida nel XIX secolo con il “Manuale della storia della danza” di Sachs, che la classifica in danza astratta e rappresentativa fin dall'antica Roma.
- Nella Grecia antica, la danza era intrinsecamente legata all'armonia, all'educazione e al rito, manifestandosi come Orchesis e Choros nel teatro e nelle danze dionisiache e guerresche (Pìrrica). Platone ne analizzò il valore etico-estetico.
- A Roma, la “saltatio” era inizialmente meno significativa a livello culturale, evolvendo nella pantomima come forma di spettacolo gestuale e rappresentativa, con figure chiave come Pilade e Batino. Il teatro romano era più orientato all'intrattenimento di massa.
- Il Medioevo europeo vede la danza permeare riti e cerimonie, con la figura del giullare che introduce elementi popolari e successivamente si integra nelle corti. I primi trattati rinascimentali (es. Domenico da Piacenza, Guglielmo Ebreo da Pesaro, Antonio Cornazano) codificano le danze cortesi come Bassadanza e Moresca, elevandole a disciplina nobile.
- Il Cinquecento si caratterizza per l'apertura all'Europa e la nascita di una classe media che accede alla danza tramite scuole pubbliche. Si diffondono trattati per autodidatti e si sviluppa l'intermedio teatrale come precursore dell'opera in musica.
- Il Seicento francese, sotto Luigi XIV, codifica il balletto classico con la fondazione delle Accademie reali di danza e musica. Figure come Lully e Beauchamp sono centrali nella creazione di un linguaggio coreografico preciso e nella “Comédie Ballet” di Molière.
- Il Settecento è l'epoca della riforma del balletto d'azione, con Jean-Georges Noverre e Gaspare Angiolini che propongono una danza narrativa, capace di esprimere sentimenti e storie senza parole, come dimostrato in opere quali “Don Juan” e “La Fille mal gardée” (inizialmente di Dauberval).
- Il Balletto Romantico (XIX secolo) è dominato dalla figura della ballerina (Maria Taglioni) e da capolavori come “La Sylphide” e “Giselle”, che introducono la danza sulle punte, il tutù e il contrasto tra realtà e mondo soprannaturale. Marius Petipa consolida il balletto classico in Russia, con coreografie complesse per opere come “La bella addormentata” e “Lo Schiaccianoci”, spesso in collaborazione con Tchaikovsky.
- Il XX secolo segna la rivoluzione dei Ballets Russes di Diaghilev, con coreografi come Fokine, Nijinsky, Massine e Balanchine, che innovano con scenografie, musiche e linguaggi di movimento, esplorando l'esotismo, il primitivismo e il neoclassicismo.
- La danza moderna americana emerge con pionieri come Isadora Duncan (liberazione del corpo, espressione spirituale), Martha Graham (tecnica incentrata su tensione e respiro) e Merce Cunningham (formalismo, collaborazione con John Cage, danza senza scopo narrativo).
- La danza contemporanea europea (Tanztheater di Pina Bausch) esplora temi sociali e psicologici, mentre altre correnti (Butoh giapponese, Nouvelle Danse francese, New Dance inglese) continuano a innovare, utilizzando nuove tecnologie e contaminazioni di linguaggi, come nel lavoro di Virgilio Sieni in Italia.
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