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Gaudì

Università degli Studi di Roma - La Sapienza scienze dell'architettura 2019
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Anteprima pagina 1 — Gaudì

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Di cosa parla

  • Casa Milà (La Pedrera):
    • Commissionata da Pere Milà i Camps, rappresentò un ambizioso progetto per un palazzo elegante e innovativo a Barcellona.
    • Gaudí affrontò significative sfide burocratiche per la sua facciata aggettante e l'altezza della mansarda, risolte grazie allo status monumentale dell'edificio.
    • Il progetto fu interrotto a causa di conflitti legati al simbolismo religioso (un santuario per la Vergine) dopo la "Settimana Tragica", che costrinse Gaudí ad abbandonare l'opera incompiuta nella sua decorazione finale.
    • Caratterizzata da un lotto di 1.620 m², sei piani, due cortili interni (circolare e ovale) e un tetto architettonicamente autonomo.
    • La struttura portante è in colonne di mattoni e pietra, permettendo pareti interne non strutturali e configurazioni variabili.
    • Le tre facciate distinte (Passeig de Gràcia, Carrer de Provenza e una di raccordo) si fondono in un corpo unico compatto e scultoreo.
    • Gaudí utilizzò pietra grezza per creare una facciata rocciosa, ondulata e scabra, che le valse il soprannome di "La Pedrera" (la cava di pietra), evocando un'emersione geologica.
    • Gli interni sono caratterizzati da geometrie curvilinee e spazi irregolari, resi possibili da una griglia irregolare di travi e pilastri che eliminava la necessità di muri portanti (anticipando il plan libre).
    • Il tetto è concepito come uno spazio funzionale ed estetico, con trenta camini e altre strutture trattate come opere d'arte, alcuni con simbolismi (cuore per Reus, lacrima per Sagrada Familia).
    • Dichiarata monumento storico-artistico nazionale nel 1969 e patrimonio mondiale UNESCO nel 1984.
  • Casa Batlló (Casa de los Huesos):
    • Ristrutturazione commissionata da Josep Batlló nel 1904, trasformando un modesto palazzo in un'opera innovativa completata nel 1907.
    • La facciata principale è rivestita di ceramiche iridescenti e vetri istoriati, creando un effetto magico e fiabesco che richiama la superficie del mare.
    • I balconi, dalla forma bizzarra, sono stati paragonati a maschere, pipistrelli o crani umani, da cui il soprannome "Casa de los huesos".
    • Il tetto a declivio è ricoperto da tassellature sfolgoranti che evocano le squame di un rettile o drago, completato da comignoli colorati e torretta con simboli religiosi.
    • Il simbolismo include riferimenti alla leggenda di San Giorgio che uccide il drago.
    • Gli interni mostrano l'assenza di linee rette e spigoli, con spazi che si fondono armoniosamente.
    • Il piano nobile, abitazione della famiglia Batlló, è un ampio spazio di circa 400 m² con un soffitto che utilizza l'arco catenario, evocando una caverna o la cassa toracica di una balena.
    • Il tetto, oltre alla funzione di drenaggio e ventilazione, è scolpito per esprimere la "personalità" dell'edificio.

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