storia dello stato moderno
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Di cosa parla
- All'inizio del XVI secolo Carlo V d'Asburgo riunisce sotto il proprio scettro un vasto conglomerato eterogeneo di territori ereditati dai genitori e dal nonno, includendo i domini austriaci, le eredità borgognone, le corone di Castiglia e Aragona con le colonie americane, nonché il titolo elettivo di imperatore del Sacro romano impero.
- Sebbene Carlo V tenti di realizzare la restauratio imperii richiamandosi alla tradizione dell'impero romano cristiano e al modello di Carlo Magno, l'irrealizzabilità del sogno di un unico impero europeo emerge dalla sua stessa decisione finale di dividere l'eredità asburgica tra i figli per gestire le diverse realtà territoriali.
- Il consolidamento delle nuove monarchie comporta la creazione di strutture burocratiche stabili e finanziarie autonome che permettono ai sovrani di mantenere eserciti permanenti e di estendere il controllo statale sui territori, riducendo progressivamente l'autonomia dei grandi feudatari e delle città.
- Parallelamente all'espansione del potere regio si assiste alla formazione di identità proto-nazionali basate su tradizioni comuni e leggi condivise, mentre i monarchi affermano una sovranità indipendente da ogni autorità esterna, sia imperiale che papale.
- L'affermazione della potenza monarchica porta a un conflitto crescente con le istituzioni tradizionali, spingendo i sovrani a subordinare le strutture ecclesiastiche al controllo della corona o a separarsi dalla Chiesa di Roma in risposta alle nuove sfide religiose e politiche dell'epoca.
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