Comunità e sicurezza: un'endiadi complessa - Maria Borrello
Di cosa parla
- Relazione Comunità e Sicurezza:
- L'essere umano si unisce in comunità per garantire la propria sicurezza (rif. Aristotele, animali sociali).
- La relazione è reciproca e complessa; la sicurezza implica una dimensione relazionale.
- Hobbes: lo stato di natura vede ogni uomo come una minaccia per l'altro.
- La sicurezza, intesa solo come difesa, porta a una 'modalità difensiva' che crea barriere ed esclude.
- L'etimologia di 'sicurezza' (dal latino 'se-curus') rimanda a 'cura', che in greco ha tre significati: terapia (difesa), amerina (mantenimento della vitalità), etimeleya (far fiorire).
- Il concetto di sicurezza dovrebbe essere inclusivo, non solo difensivo.
- Il Rischio:
- Il rischio, affermatosi con la modernità, è la sfera del possibile con 'capacità previsionale' degli eventi futuri, specie naturali.
- È uno 'strumento cognitivo' che anticipa il futuro, rendendo prevedibile l'imprevedibile.
- Concetto 'funzionale', non ontologico; si differenzia dal pericolo (minaccia attuale) essendo una minaccia 'potenziale'.
- Implica 'incertezza' e 'probabilità', non certezza.
- Dipende dalla dimensione razionale, dal 'calcolo probabilistico' e dalla 'percezione' individuale e collettiva (consenso).
- La 'dissonanza cognitiva' porta ad accettare rappresentazioni rassicuranti, anche se non vere.
- La 'Teoria Culturale del Rischio' afferma che i rischi esistono narrativamente e sono influenzati dal consenso e dal potere.
- Il potere gestisce il rischio selettivamente, escludendo condizioni, scegliendo modalità e creando rappresentazioni per fronteggiarlo.
- La Paura:
- Sentimento universale e ineliminabile, manifesta su piano individuale e sociale.
- Qualificazione valoriale negativa (immobilità, limite), ma anche positiva (spinta all'azione).
- Caratteristica principale è l''imprevedibilità', sorge dall'ignoto e genera reazioni inattese.
- Concetto 'neutro': il suo valore (positivo/negativo) si manifesta a posteriori.
- È uno strumento fondamentale per l'esercizio del potere.
- Il potere la usa per rafforzare l'appartenenza alla comunità o per mantenersi in essere tramite la coesione sociale.
- La manipolazione delle paure (rif. PANICO MORALE di Cohen) da parte del potere mediatico e politico sposta l'attenzione da problemi reali a problemi 'producibili'.
- La 'percezione' individuale è cruciale in questo meccanismo.
- Rif. Hobbes: la paura aggregante spinge alla costituzione dello stato civile.
- Rif. Montesquieu: 'il potere che arresta il potere' come gestione della paura per limitazioni.
- La paura ha una forte capacità aggregante positiva.