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Alzheimer disease

Università degli Studi di Milano medicina e chirurgia 2020
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Di cosa parla

  • Definizione e Origini:
    • La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva che compromette memoria, pensiero e comportamento.
    • Fu descritta per la prima volta nel 1906 dallo psichiatra tedesco Alois Alzheimer, osservando la paziente Auguste Deter.
    • Caratteristiche autoptiche includono atrofia della corteccia cerebrale e depositi anomali nel tessuto nervoso.
  • Dati Chiave e Decorso:
    • Malattia degenerativa progressiva con esordio subdolo e progressione irreversibile.
    • La terapia attuale è sintomatica.
    • L'incidenza globale della demenza è in aumento: 46.8 milioni nel 2015, proiezioni a 74.7 milioni nel 2030 e 131.5 milioni nel 2050.
    • L'età avanzata è il principale fattore di rischio.
  • Fattori di Rischio e Patogenesi:
    • Fattori accertati: età avanzata, familiarità, assetto allelico ApoE, basso livello di scolarità/professione.
    • Fattori possibili: traumi cranici, malattie cerebrovascolari, depressione ad esordio tardivo, familiarità per malattia di Parkinson, sesso femminile.
    • Fattori modificabili: stile di vita sedentario, condizioni vascolari, diabete, obesità, che possono portare a neuroinfiammazione, stress ossidativo e atrofia corticale.
    • La patogenesi è caratterizzata dall'accumulo di:
      • Placche amiloidi: depositi extracellulari della proteina beta-amiloide (Aβ).
      • Grovigli neurofibrillari: intrecci intracellulari della proteina TAU anomala.
    • Si verifica una significativa perdita di neuroni colinergici, responsabile dei deficit di apprendimento e memoria. L'attività dell'enzima colina-acetiltransferasi è ridotta del 30-70%.
  • Stadiazione e Sintomatologia (Le 4 A):
    • Fase pre-clinica (15-20 anni): inizio biologico con depositi di β-amiloide, ma nessuna sintomatologia clinica grazie alla riserva cognitiva.
    • Fase clinica (5-10 anni): esordio dei sintomi e rapido declino della riserva cognitiva.
    • Segnali di allarme: deficit di memoria, difficoltà nei compiti usuali, difficoltà di linguaggio (afasia), disorientamento spazio-temporale, ridotta capacità di giudizio, smarrimento oggetti, cambiamenti di umore/personalità, perdita di iniziativa.
    • 4 A caratteristiche:
      • Amnesia: perdita significativa di memoria.
      • Afasia: incapacità di formulare e comprendere messaggi verbali.
      • Agnosia: incapacità di riconoscere persone, cose e luoghi.
      • Aprassia: incapacità di compiere movimenti volontari.
    • Fasi di progressione:
      • Iniziale: prevalenti disturbi della memoria.
      • Intermedia: parziale perdita di autonomia, deliri/allucinazioni, necessità di assistenza continua.
      • Severa: completa perdita di autonomia, difficoltà a mangiare, assenza di comunicazione, incontinenza, allettamento o sedia a rotelle.
  • Diagnosi:
    • Valutazione cognitiva tramite Mini Mental State Examination (MMSE).
    • Conferma diagnostica con Tomografia ad Emissione di Positroni (PET) utilizzando 18FDG (fluorodesossiglucosio) per evidenziare il ridotto metabolismo del glucosio cerebrale.
  • Trattamento Farmacologico:
    • Farmaci per rallentare la patologia:
      • Sistema colinergico: Inibitori dell'acetilcolinesterasi (AchE), come Donepezil, Rivastigmina (anche cerotto transdermico) e Galantamina. Offrono benefici clinici limitati e simili, senza rallentare il processo della malattia in modo definitivo.
      • Sistema glutammatergico: Memantina, che blocca gli effetti dei livelli patologicamente elevati di glutammato.
    • Farmaci per i sintomi comportamentali:
      • Antipsicotici: per deliri, allucinazioni, agitazione, aggressività (classici come aloperidolo, atipici come risperidone, olanzapina).
      • Antidepressivi (SSRI): per depressione, ansia, irritabilità.
      • Benzodiazepine: generalmente sconsigliate per il rischio di peggioramento cognitivo e cadute.
    • Importanza di evitare l'autogestione e consapevolezza che l'effetto non è sempre immediato.
  • Nuovi Approcci Terapeutici:
    • Sono in studio e sviluppo nuovi trattamenti basati su anticorpi e vaccini.

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