Concetti base sull'epilessia
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Di cosa parla
- L'epilessia non è una singola malattia ma un insieme eterogeneo di patologie croniche caratterizzate dalla comparsa ripetuta o isolata di crisi epilettiche, eventi improvvisi e imprevedibili derivanti da scariche eccessive e sincrone di gruppi neuronali.
- Sotto il profilo definitorio attuale, la diagnosi di epilessia può essere posta anche dopo un'unica crisi epilettica se è documentata una condizione predisponente del sistema nervoso centrale che ne giustifichi la ricorrenza futura.
- In base all'eziologia e alla presenza o meno di fattori scatenanti, le crisi si distinguono in non provocate (tipiche delle forme idiopatiche senza danno cerebrale evidente), provocate sintomatico-acute da eventi acuti come trauma o ipoglicemia e riflesse associate a stimoli sensoriali specifici.
- I principali fattori precipitanti includono traumi cranici, rialzi febbrili, disturbi del ciclo mestruale nelle donne, stress psicologico, privazione di sonno che altera le fasi ristoratrici notturne ed esposizione a determinati pattern luminosi intermittenti.
- Sintomatologicamente le crisi possono manifestarsi con perdita di coscienza accompagnata da automatismi e secrezione salivare, ma esistono forme atipiche come le assenze caratterizzate da arresto psicomotorio o crisi parziali complesse dove il paziente appare vigile ma non risponde agli stimoli.
- L'approccio diagnostico richiede una raccolta accurata dell'anamnesi per distinguere i veri eventi epilettici da fenomeni innocenti o parafisiologici che si verificano nei passaggi tra veglia e sonno, valutando anche la presenza di sintomi prodromici come formicolii o malessere gastrico.
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