Dispense VERIFICATO

Antologia 1

Università degli Studi di Padova Scienze Dell'Educazione E Della Formazione 2020
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Di cosa parla

Riassunto AI · si legge in un minuto

Il documento analizza la metodologia della ricerca pedagogica, confrontando il positivismo con il realismo critico e il costruttivismo. Sottolinea come le posizioni ontologiche ed epistemologiche influenzino le scelte metodologiche, privilegiando un approccio multifattoriale e contestualizzato rispetto a leggi universali. Viene enfatizzato il concetto di rigore nella ricerca qualitativa, inteso come appropriatezza metodologica e trasparenza, promuovendo l'ermeneutica e l'inferenza pratica per comprendere l'agire umano. Si propone un "paradigma unificatore" per integrare diverse prospettive e affrontare la complessità educativa, riconoscendo il ruolo attivo del ricercatore.
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  • La ricerca educativa si articola in prospettive teoretiche, storico-comparative e descrittivo-sperimentali, e la sua scientificità dipende da rigore metodologico, esplicitazione di obiettivi, giustificazione delle scelte e replicabilità.
  • Le posizioni ontologiche (realismo ingenuo, realismo critico, costruttivismo) determinano le scelte epistemologiche e metodologiche, influenzando l'approccio alla realtà studiata (oggettiva vs. costruita) e il tipo di conoscenza perseguita (leggi universali vs. interpretazioni contestuali).
  • Il paradigma positivistico, con radici in Galileo e Cartesio, prediligeva metodi quantitativo-sperimentali, escludendo aspetti qualitativi; le scienze sociali hanno spesso "ricevuto" tale approccio, ma esso è criticato per la sua riduttività.
  • La ricerca contemporanea si allontana dal positivismo, riconoscendo la pluralità dei "giochi linguistici" (Wittgenstein) e il "razionalismo critico" (Popper) che enfatizza la falsificabilità delle teorie e il continuo divenire della scienza.
  • L'ermeneutica (Gadamer, Ricoeur) diventa centrale per comprendere la realtà come "interpretazione" e non come dato oggettivo assoluto, valorizzando il dialogo tra interprete e "testo" (contesto, azione umana).
  • Von Wright introduce l'"inferenza pratica" per spiegare le azioni umane basate su intenzioni e volizioni, superando il modello di causa-effetto e riconoscendo la soggettività nell'agire.
  • La pedagogia non deve ridursi a spiegazioni statistiche o psicologiche, ma integrare linguaggi diversi e prospettive multiple per una comprensione olistica dell'"homo educandus", riconoscendo la complessità e l'interdipendenza dei fattori.
  • Il "rigore metodologico" nella ricerca-azione qualitativa include non solo severità e scrupolosità, ma soprattutto l'appropriatezza del metodo rispetto al problema. Si evidenzia la necessità di superare il relativismo radicale tramite un "paradigma unificatore" che assicuri oggettività e razionalità intersoggettiva.
  • La ricerca pedagogica è intrinsecamente legata alla prassi educativa, con il ricercatore che è parte del sistema studiato, influenzando e venendo influenzato dalla realtà.

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