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Riassunto "Il Colloquio di Counseling" (Calvo)

Università degli studi di Firenze psicologia clinica e della salute e neuropsicologia curriculum psicologia clinica e della salute 2020
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Di cosa parla

  • Il counseling è una relazione d'aiuto specifica e specialistica, offerta da un professionista per aiutare i clienti a risolvere conflitti, difficoltà o problemi di crescita personale, attraverso ascolto e facilitazione della comunicazione.
  • La definizione di counseling è complessa e variabile, influenzata da formazione del counselor, tecniche, caratteristiche del cliente, problema e risultati attesi.
  • Si distingue dalla psicoterapia per l'orientamento alla salute e alla prevenzione piuttosto che alla patologia, e si differenzia da interventi puramente educativi o psicosociali.
  • Esistono due orientamenti principali: specialistico (psicologico) e non specialistico (relazione d'aiuto generale).
  • Storicamente, si è sviluppato diversamente negli Stati Uniti (disciplina autonoma, "psicologia del counseling") e in Europa (definizione più ampia, maggiore tolleranza per operatori di diversa formazione).
  • Rogers, Dexter e Bond distinguono interventi come befriending (solidarietà), advice (informazioni/suggerimenti), guidance (orientamento) e counseling professionale (aiuto specializzato).
  • Il termine "counseling" deriva dal latino "consulo" (avere cura di, venire in aiuto), non "consiglio"; dare consigli è considerato scorretto in counseling.
  • **Aspetti caratterizzanti:** è una forma di intervento d'aiuto, si fonda sull'incontro e la relazione, è finalizzato ad aiutare il cliente all'autocomprensione e all'azione, e il counselor mette a disposizione le proprie competenze.
  • **La definizione della British Association for Counselling (BAC)** lo descrive come l'uso professionale e regolato da principi di una relazione per facilitare la conoscenza di sé, l'accettazione dei problemi emotivi, la crescita emozionale e lo sviluppo delle risorse personali.
  • **Scopo del counseling:** aiutare a vivere in modo soddisfacente, affrontare compiti evolutivi, risolvere problemi specifici, prendere decisioni, gestire crisi. Non cura psicopatologie ma difficoltà connesse ai compiti evolutivi.
  • **Ambiti di applicazione:** individuale, di coppia, familiare, di gruppo; in contesti sanitari (HIV, oncologico, genetico, morte infantile), sociali (genitorialità, disoccupazione, outplacement, drop-out, terza età, orientamento), scolastici/universitari e aziendali.
  • **Il counselor efficace** si basa su tre attitudini personali (condizioni di base): autenticità (genuinità, congruenza), accettazione positiva incondizionata (rispetto senza giudizio) e comprensione empatica (sentire il mondo del cliente "come se").
  • **Abilità di base del counseling:** capacità di comunicare empatia, ascolto attivo (riformulazione, riflessione emozioni/contenuti), consapevolezza del linguaggio non verbale, autosservazione, gestione del colloquio, domande appropriate.
  • **Atteggiamenti scorretti del counselor:** risposta di valutazione/giudizio morale (frena autonomia), interpretazione/spiegazione personale (attribuisce significati propri), supporto/consolazione (minimizza problemi, crea dipendenza), investigativo-inquisitorio (raccoglie informazioni a scapito della relazione, difensivo), soluzione del problema (impone soluzioni, frena autonomia).
  • **Dare consigli al cliente:** è generalmente sconsigliato perché contraddice l'autonomia del cliente e non favorisce la crescita personale; fornire informazioni è diverso e può essere utile se contestualizzato e gestito con cautela.
  • **Domande del cliente:** vanno gestite con sensibilità. Le richieste di consigli o informazioni sul counselor possono celare preoccupazioni sulla relazione di aiuto o curiosità. Il counselor deve comprendere il significato implicito delle domande e, se opportuno, verbalizzare i dubbi del cliente.
  • **Il setting del colloquio:** include aspetti spazio-temporali (stanza tranquilla, orario fisso, durata costante di 45-50 minuti per individuale) e relazionali (contratto chiaro su obiettivi, ruoli, regole).
  • **Il silenzio nel colloquio:** è parte integrante dello scambio. Può significare riflessione, mancanza di idee o chiusura difensiva. Il counselor deve imparare a riconoscerne il significato e a tollerarlo.
  • **La riformulazione:** è la tecnica base del counseling, traduce l'ascolto attivo e la comprensione empatica. Non è una tecnica meccanica, ma un modo di essere. Ha funzioni di dare fiducia, rispecchiamento e arricchimento del messaggio.
  • **Tipi di riformulazione:** semplice (eco, reiterazione parziale, parafrasi, riassunto), del sentimento (riflesso delle emozioni), del significato (unisce sentimento e contenuto).
  • **Le domande:** sono uno strumento direttivo ma essenziale per approfondire temi. Devono essere chiare, lente, brevi e con linguaggio simile al cliente.
  • **Tipi di domande:** aperte (facilitano il discorso), semiaperte (specifiche, es. "perché"), chiuse (precise, limitate), interlocutorie (chiuse+aperte, meno invasive), indirette/implicite (sondano stati d'animo), proiettive (ipotetiche).
  • **Errori comuni nelle domande:** multiple (confusione), retoriche (esprimono opinioni, induttive), allusive/induttive (suggeriscono risposte).
  • **Modelli di intervento:** il modello di Egan ("approccio all'aiuto basato sulla gestione dei problemi e sullo sviluppo di opportunità") prevede stadi (identificazione problemi/opportunità, definizione obiettivi, strategie d'azione) e una fase di implementazione, sottolineando la flessibilità. Il modello di Carkhuff è più sequenziale e si concentra sull'iniziativa del counselor per l'azione.

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