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Psicologia dell'educazione per la disabilità.

Università degli studi di Firenze scienze della formazione primaria 2020
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Il corso esplora l'evoluzione del concetto di disabilità dal modello medico patologico all'approccio sociale inclusivo, adottando il modello ICF che valuta la persona come sistema complesso interagente con fattori ambientali. Si analizzano le diverse tipologie di disturbi (sensoriali, intellettivi, dello spettro autistico) e si distinguono tra menomazione, attività limitata e partecipazione ridotta per superare l'etichettamento clinico. L'intervento educativo mira a rimuovere barriere fisiche e psicologiche attraverso progetti multidisciplinari che valorizzano i punti di forza del bambino.
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  • L'approccio sociale alla disabilità ha sostituito la visione medica patologica degli anni '70, considerando l'inclusione scolastica come responsabilità della società per rimuovere barriere architettoniche, pregiudizi e discriminazioni.
  • Il modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento) si basa su una valutazione multidimensionale che analizza strutture corporee, attività/partecipazione e fattori contestuali ambientali o personali invece di limitarsi all'etichetta diagnostica medica.
  • I Bisogni Educativi Speciali definiscono un quadro complesso che include disabilità certificata (Legge 104), disturbi del neurosviluppo come l'autismo, nonché svantaggi socio-economico e linguistico che ostacolano il successo scolastico.
  • La valutazione funzionale dinamica si distacca dall'etichettamento statico per elaborare progetti educativi personalizzati basati sui punti di forza e debolezza del bambino, aggiornando le strategie ogni sei mesi in collaborazione con la famiglia.
  • L'intervento riabilitativo integra diverse figure professionali (mediche, psicologiche, logopediche) mirate a mantenere o migliorare competenze specifiche attraverso obiettivi chiari, strumenti adatti all'interesse dell'alunno e criteri di verifica misurabili.
  • La disabilità uditiva comporta fragilità nello sviluppo del linguaggio determinate dalla riduzione acustica congenita o acquisita, richiedendo interventi precoci per favorire l'apprendimento della lingua verbale residua o la comunicazione tramite lingua dei segni.

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