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Storia della pedagogia Tiziana Pironi

Università degli studi di Bologna scienze della formazione primaria 2020
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La storia della pedagogia e della didattica emerge con figure chiave come Comenio, che nel '600 introdusse i metodi ciclico e graduale, e Locke, padre dell'illuminismo pedagogico con l'idea della "tabula rasa" e l'educazione individualizzata. Rousseau enfatizzò l'educazione naturale con l'Emilio, mentre Pestalozzi promosse l'apprendimento intuitivo e il mutuo insegnamento. Il Positivismo di Comte e Spencer portò un approccio scientifico, culminando in Montessori con il metodo sensoriale e le "Case dei Bambini", e nell'attivismo europeo di Decroly e Dewey, incentrato sui bisogni del bambino e l'apprendimento per problemi. Bruner riorganizzò i curricoli, e Freinet sviluppò la cooperazione e la scrittura collettiva, mostrando l'evoluzione della pedagogia tra scienza, natura e contesto sociale.
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  • La nascita della didattica come scienza è anticipata da eventi storici come le Rivoluzioni Americana e Francese, la Rivoluzione Scientifica, la formazione degli Stati Nazionali, la Riforma Protestante e la Rivoluzione Industriale.
  • Giovanni Amos Comenio (1627) fu il primo a sostenere l'istruzione per tutti. Con la "Didattica Magna", introdusse il metodo ciclico (basi del sapere fin da piccoli) e la gradualità (dal generale al particolare) per facilitare l'apprendimento, usando strumenti come l'"Orbis Pictus".
  • John Locke (1632-1704), filosofo illuminista, concepì la mente come una "tabula rasa" e la conoscenza derivante dall'esperienza. Promosse un'educazione individualizzata per la formazione del carattere (civiltà, saggezza, cultura) tramite l'esercizio, valorizzando gioco, lavoro e educazione fisica.
  • Jean Jacques Rousseau si oppose all'uomo "innaturale" della società, sostenendo un'educazione naturale basata sullo sviluppo autonomo del bambino, illustrata nell'"Emilio". Criticò il sistema di premi e castighi, favorendo l'osservazione e il rispetto delle fasi di sviluppo psicologico.
  • Johann Heinrich Pestalozzi fu pioniere nell'educazione dei poveri (Neuhof), promuovendo il mutuo insegnamento e il metodo intuitivo (Burgdof, Yverdon), basato su cuore, intelletto e mano per un'educazione integrale.
  • Il Romanticismo valorizzò la cultura classica e il concetto di "Bildung" (crescita personale armonica).
  • Friedrich Fröbel creò i "Kindergarten", concependo l'educazione come sviluppo del divino nell'uomo attraverso gioco e attività pratiche con "i doni".
  • Il Positivismo, con Auguste Comte e Herbert Spencer, introdusse un approccio scientifico alla pedagogia, basato sull'osservazione oggettiva dei fenomeni, la misura e l'evoluzione. Spencer enfatizzò il condizionamento genetico e la legge biogenetica.
  • In Italia, figure come Pasquale Villari e Pietro Siciliani contribuirono al rinnovamento della scuola post-unitaria, mentre le leggi Casati e Coppino definirono il sistema scolastico e il ruolo degli insegnanti, spesso donne (Inchiesta Torraca).
  • Maria Montessori sviluppò un metodo scientifico-sensoriale per l'educazione dei bambini, incluse quelli con disabilità, fondando le "Case dei Bambini" e promuovendo le classi eterogenee.
  • Ellen Key con "Il secolo dei fanciulli" criticò gli asili come luoghi di "uomini gregge", valorizzando la maternità e un'educazione basata sull'amore e la libertà del bambino.
  • Le Sorelle Agazzi, con l'asilo rurale di Mompiano, promossero un approccio pratico e creativo, con attività manuali, disegno libero, giardinaggio e il "museo delle cianfrusaglie", valorizzando l'ambiente familiare.
  • L'Attivismo europeo (Ginevra), con Ovide Decroly e John Dewey, pose il bambino al centro del processo educativo, enfatizzando i bisogni e l'apprendimento per problemi, la scuola come laboratorio sociale e la didattica per centri d'interesse.
  • Jerome Bruner, in risposta alla crisi dell'attivismo negli USA, si concentrò sui processi di apprendimento, le "aree di scarto", e le rappresentazioni (operativa, iconica, simbolica) per una didattica che motiva e individualizza.
  • Célestin Freinet sviluppò la pedagogia popolare con il "tatonnement" (apprendimento per tentativi), la cooperazione e la scrittura collettiva, ponendo i bisogni del bambino e il contesto sociale al centro.

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