Teatro e Spettacolo Moderno e Contemporaneo II
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Di cosa parla
- Le note di regia de "Le furberie di Scapino" scritte da Jacques Copeau intorno al 1915 non costituiscono una semplice rappresentazione anticipata ma fungono da traccia erudita per meditare sulla relazione pedagogica tra regista, attore e spettatore in un teatro vivo.
- Copeau utilizza il dispositivo scenico del tréteau, una pedana centrale collegata a cinque rampe, per imporre una precisione geometrica ai movimenti e differenziare i personaggi attraverso la loro agilità nello spazio ridotto.
- La regia di Copeau mira non a limitare l'interpretazione ma a stimolare l'istinto dell'attore mediante esercizi fisici che collegano il testo alla realtà corporea, come dimostrato dall'esempio del masticare dei semi per Silvestro o dal movimento parlato strascicato di Scapino.
- Il regista concepisce la propria funzione non come un'imposizione statica ma come uno stato mediatore discreto che favorisce l'invenzione perpetua e il lavoro collettivo del gruppo teatrale al di là della cristallizzazione del testo scritto.
- L'edizione pubblicata da Louis Jouvet nel 1950 rompe con le convenzioni dell'epoca presentando un mosaico frammentario in cui la validità delle indicazioni registiche dipende dalla capacità personale del lettore-attore di sperimentarle concretamente.
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