Teatro e Spettacolo Moderno e Contemporaneo II
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Di cosa parla
- L'opera Ubu re di Alfred Jarry del 1896 rappresenta l'inizio simbolico del teatro novecentesco attraverso una carica trasgressiva, un linguaggio provocatorio e la destrutturazione dei codici narrativi tradizionali.
- Peter Szondi definisce il passaggio dalla fine dell'Ottocento al Novecento come una "crisi del dramma", caratterizzata dal rifiuto della nozione assoluta di drammaturgia a favore di forme aperte che fratturano la coesione narrativa e l'unità psicologica dei personaggi.
- August Strindberg avvia con le sue opere del ritorno quella che diventerà "drammaturgia dell'io", mentre Anton Cechov sviluppa una drammaturgia basata sull'inazione, sulla sospensione tragica e su finali privi di speranza per evidenziare l'inerzia dei personaggi.
- Nella scrittura cechoviana il dialogo perde la sua funzione dialettica a favore di frammenti emotivi non espressi compiutamente, mentre l'azione viene negata da una serie di eventi che accadono in modo quasi impercettibile o fuori scena.
- La nascita della regia moderna si colloca tra gli anni '70 e '80 dell'Ottocento con la Compagnia dei Meininger, introducendo un approccio collettivo all'allestimento scenico, l'abolizione del sistema delle vedettes e il ruolo del regista come autore autonomo che riscrive il testo.
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