Il razzismo (taigueff)
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Di cosa parla
- Taguieff definisce il razzismo contemporaneo come un neorazzismo privo di riferimenti a categorie biologiche definite, che si manifesta in forme non tradizionali e spesso mascherate da ideologie culturali o differenzialiste.
- Vengono distinte tre varianti della teoria modernista del razzismo, tra cui quella ampia che riconosce l'esistenza di un protorazzismo pre-scientifico basato su esclusioni legate al sangue e al colore della pelle, in antitesi con le teorie ristrette.
- Il fenomeno viene analizzato attraverso tre modelli distinti: il razzismo come pregiudizio (stereotipi), come comportamento (azioni discriminatorie) e come ideologia (dottrine politiche), evidenziando che non esiste una relazione causale automatica tra credenze e violenza.
- L'antirazzismo ha subito un cambiamento epocale passando dal programma pedagogico universalistico dell'UNESCO, basato sulla lotta all'ignoranza, alla pratica sistematica della sanzione giuridica in risposta ai limiti degli approcci puramente cognitivi o psicanalitici.
- Le nuove forme di intolleranza si basano sul rifiuto della mescolanza e sull'affermazione dell'inassimilabilità tra culture, utilizzando valori come la tolleranza e il diritto alla differenza per giustificare l'esclusione dei migranti e delle minoranze.
- Taguieff sostiene che non si nasce razzisti ma lo si diventa in base a fattori situazionali, permettendo quindi una trasformazione personale, e distingue diverse risposte teoriche all'antirazzismo che oscillano tra imperativi morali, scientifici e progressistici.
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