Lanzani, appunti di Teorie della pianificazione
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Di cosa parla
- La Grande Trasformazione (1750-1920):
- La Rivoluzione del Popolamento portò a un aumento demografico e all'urbanizzazione, riducendo la mortalità grazie al progresso economico, industriale e medico.
- Il Nuovo Paesaggio Agrario fu caratterizzato da un'agronomia innovativa, con estensione delle terre coltivate e aumento della produttività (nuove culture, rotazioni), portando a trasformazioni nelle relazioni di produzione (dalla piccola impresa a quella capitalistica, specialmente in Gran Bretagna con la scomparsa dei campi aperti).
- Lo Sviluppo dell'Industria, inizialmente in Gran Bretagna (1780-1830), vide la meccanizzazione e la centralità degli imprenditori. Si sviluppò prima in aree rurali, poi si concentrò lungo vie d'acqua e miniere di carbone.
- La Nuova Infrastrutturazione vide la modernizzazione di porti, la creazione di reti di canali, strade e ferrovie, con investimenti statali in Europa continentale e privati in Gran Bretagna.
- Il Processo di Urbanizzazione:
- La crescita urbana fu trainata dallo sviluppo di commerci, attività amministrative e industrializzazione.
- Le città in crescita affrontarono problemi di mortalità, insalubrità, congestione, insicurezza e precarietà del mercato, evidenziando i limiti dell'urbanistica di antico regime.
- I primi urbanisti (ingegneri, medici, giornalisti, politici, architetti) miravano alla riforma urbana e al miglioramento delle condizioni di vita, scontrandosi con concezioni economiche liberali e tendenze protezionistiche.
- Esempi di Città Europee ('800):
- Berlino: Crebbe tumultuosamente. Piani come quello di Horbrecht (1862) per 4 milioni di abitanti, affrontarono problemi di spazi verdi e infrastrutture ferroviarie. La Legge del 1875 assegnò ai comuni l'approvazione dei piani.
- Vienna: Lo Stato guidò la pianificazione. Il piano del 1858 creò il Ring, un boulevard con edifici pubblici e spazi verdi, per risolvere problemi legati alle mura e alle ferrovie.
- Barcellona: Con alta densità e condizioni sanitarie precarie, il piano di Cerdà (1859) si basò sui bisogni sociali, mirando all'uguaglianza con isolati ottagonali e bassa densità, sebbene non fu realizzato pienamente.
- Utopie Urbane e Villaggi Industriali:
- I socialisti utopisti proposero modelli ideali: Owen con il villaggio di "Unità e Cooperazione" (autosufficiente) e Fourier con i "Falansteri" (grandi edifici isolati).
- I villaggi industriali, come Saltaire (Titus Salt), Port Sunlight (Lever), Bournville (Cadbury) ed Essen (Krupp), miravano a migliorare le condizioni dei lavoratori, attirare manodopera e garantire autosufficienza, spesso con controllo padronale.
- Nuovi Modi di Osservare la Terra e Modelli Alternativi:
- La Città Giardino di Ebenezer Howard (1898) propose un modello autosufficiente e multicentrico, che conciliava città e campagna, con cinture verdi e pianificazione economica.
- La Città Lineare di Arturo Soria y Mata (1882) immaginava una città come un'unica strada con trasporto pubblico centrale e residenze laterali, con l'obiettivo di "ruralizzare l'urbano".
- Patrick Geddes (1854-1932) con "Cities in Evolution" promosse un approccio poliedrico all'urbanistica, enfatizzando l'osservazione empirica, l'evoluzione non meccanica, la memoria culturale e il planning come guida per lo sviluppo.
- Marcel Poete (1866-1950), storico dell'urbanistica francese, sottolineò l'importanza della storia di lunga durata e della quotidianità, definendo l'urbanistica come una scienza dell'osservazione.
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