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Università degli Studi di MILANO-BICOCCA scienze e tecnologie chimiche 2021
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Di cosa parla

  • Chimica dei Colloidi e Interfacciale:
    • I colloidi sono sistemi dispersi con particelle di 1-100 nm in un mezzo solido, liquido o gel.
    • La chimica interfacciale si occupa di sistemi eterogenei dove due fasi sono a contatto, e l'aumento della superficie nei colloidi rende la chimica interfacciale dominante sul comportamento della massa.
    • Le fasi disperse possono avere strutture laminari, fibrillari o corpuscolari.
  • Stati di Aggregazione e Stabilità:
    • Le particelle primarie possono formare aggregati (legami chimici forti, difficile da rompere), agglomerati (particelle che si toccano, più facili da disperdere), o flocculati (più grandi, meno stabili).
    • Forme come sfere e particelle irregolari sono preferibili per dispersioni stabili; blocchi e bastoncini tendono a formare aggregati coesivi.
    • La stabilità di una dispersione dipende dalla forma e dall'area superficiale delle particelle, dalla loro energia superficiale e dalla natura delle molecole stabilizzanti.
  • Caratterizzazione e Tipi di Colloidi:
    • Tecniche come la DLS (Dynamic Light Scattering) sono usate per misurare dimensione, omogeneità e proprietà superficiali (es. potenziale zeta). SEM e TEM sono utili per la morfologia ma problematici per i colloidi di associazione in vuoto.
    • Una dispersione monodispersa ha particelle tutte della stessa dimensione ed è ideale per la stabilità.
    • I colloidi si classificano in liofobi/idrofobi (incompatibili con il mezzo), liofili/idrofili (compatibili, termodinamicamente stabili) e anfifilici/di associazione (molecole che si autoassemblano in micelle, non esistono senza fase disperdente).
  • Tensione Superficiale (γ) e Interfacciale (γ_SL):
    • La tensione superficiale è la forza necessaria per contrastare le forze attrattive interne delle molecole in superficie, calcolata come derivata dell'energia libera per unità di area.
    • Un'interfaccia è l'area di contatto tra due fasi, mentre un'interfase è la regione tra di esse con proprietà diverse.
    • L'aumento dell'area superficiale in una dispersione non è spontaneo (ΔG = γ_SL · ΔA > 0), indicando che le dispersioni sono cineticamente, non termodinamicamente, stabili (eccetto le soluzioni micellari).
  • Energia Coesiva e Parametro di Solubilità di Hildebrand (δ):
    • L'energia coesiva (Ecoh) misura le forze attrattive tra le molecole in una fase.
    • Il parametro di solubilità (δ = √(Ecoh/V)) è un indicatore della tendenza di un materiale a rimanere unito e predice la miscibilità: materiali con δ simili tendono a mescolarsi.
    • L'entalpia di miscelazione (ΔH) è data da ΔH ≈ Φ1 * Φ2 * (δ1 - δ2)², dove ΔH = 0 per δ1 = δ2.
    • I parametri di solubilità di Hansen estendono il concetto considerando interazioni di dispersione, polari e a legame idrogeno.
  • Fenomeni e Fattori Influenzanti la Tensione Superficiale:
    • Il menisco si forma per il bilanciamento tra adesione (liquido-solido) e coesione (liquido-liquido).
    • L'effetto Marangoni è il movimento di liquidi causato da gradienti di tensione superficiale (dovuti a variazioni di temperatura o concentrazione chimica).
    • La temperatura elevata diminuisce la tensione superficiale (termodinamicamente favorevole alla dispersione) ma può aumentare la frequenza di collisione, promuovendo agglomerazione (cineticamente sfavorevole).
    • La presenza di soluti influenza γ: gli elettroliti aumentano γ (ioni preferiscono il bulk), mentre le sostanze liofobe (es. pentanolo) la diminuiscono (preferiscono la superficie, creando eccesso di superficie).

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