capitolo 12
Di cosa parla
- Il Valore Economico del Capitale (W) rappresenta la configurazione di valore attribuibile al capitale di rischio di un'impresa, influenzato dall'economicità, dalla durabilità e dalla competitività, proiettato nel futuro e soggetto a condizioni di rischio.
- Le informazioni contabili tradizionali (Conto Economico, Stato Patrimoniale) sono considerate insufficienti per descrivere pienamente il W, rendendo necessario un approccio che vada oltre questi valori.
- Il Valore Potenziale del Capitale (Wp) è un concetto correlato che considera gli effetti di discontinuità strategica e nuove capacità economiche future, ed è particolarmente utile in scenari di cessione.
- La determinazione del W deve essere una stima il più possibile razionale, dimostrabile e neutrale, basata su un processo logico chiaro e formule con grandezze oggettive.
- I metodi di valutazione si classificano in assoluti (indiretti, basati sull'azienda) e relativi (diretti, basati sui prezzi di mercato).
- I metodi puri si dividono in patrimoniali (semplici, ma non considerano la generazione di flussi) e basati sui flussi (enfatizzano la ricchezza generata nel tempo tramite attualizzazione dei redditi attesi, ma ignorano la consistenza patrimoniale).
- I metodi misti, come il patrimoniale-reddituale, combinano dati patrimoniali e flussi per superare i limiti dei metodi puri.
- La determinazione basata sui flussi reddituali attesi richiede la stima dei redditi prospettici (tramite proiezione storica, risultati programmati, crescita attesa, opzioni innovative) e del costo del capitale (Ke).
- Il costo del capitale (Ke) deve incorporare tutti i rischi e può essere stimato attraverso la costruzione per fattori o la deduzione dai mercati, come nel Capital Asset Pricing Model (CAPM): Ke = Rf + Beta x [E(Rm) - Rf], dove Beta misura il rischio sistematico.
- I metodi di capitalizzazione possono essere sintetici (stima un unico flusso perpetuo, W = R/Ke) o analitici (per redditi variabili nel tempo, con l'aggiunta di un Terminal Value per la fase di regime).
- Nella valutazione mista, si parte dal Capitale Netto Sostanziale (K), ottenuto rettificando i valori contabili (es. immobili a valore di mercato, impianti a costo di sostituzione, crediti per esigibilità, rimanenze a valori correnti) e includendo i beni immateriali non contabilizzati (es. marketing, tecnologia).
- L'Avviamento (A) rappresenta il valore generato quando il reddito medio normale atteso (R) supera la remunerazione richiesta sul capitale netto sostanziale (K x Ke). Il valore economico totale è W = K + A. Se R < K x Ke, si parla di disavviamento.
- Per le aziende in perdita, il Valore di Liquidazione è spesso l'approccio più razionale, stimando il valore degli attivi al valore di realizzo e dei passivi al valore di estinzione, fornendo una stima minima.
- La scelta del metodo di valutazione dipende dalle condizioni specifiche dell'impresa, dalla logica gestionale e dalla natura delle variabili, riconoscendo che la quantificazione di tali variabili può contenere elementi di soggettività.