antiaggreganti piastrinici
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Di cosa parla
- I farmaci antiaggreganti piastrinici sono fondamentali nella prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria oltre che nel trattamento della sindrome coronarica acuta per bloccare la formazione di trombi.
- L'aspirina agisce inibendo irreversibilmente l'enzima COX1 nelle piastrine a bassi dosaggi, riducendo così la produzione del potente pro-aggregante trombossano A2 senza compromettere significativamente le prostaglandine vasodilatatorie.
- I tienopiridine come il clopidogrel e il prasugrel inibiscono reversibilmente il recettore P2Y12 dell'ADP, mostrando differenze significative nella conversione metabolica dovuta a varianti genetiche del citocromo CYP2C19 che influenzano l'efficacia terapeutica.
- Nella sindrome coronarica acuta è indicata la doppia terapia antiaggregante con aspirina e un inibitore P2Y12 per ridurre mortalità ed eventi ischemici, sebbene questa combinazione aumenti il rischio emorragico rispetto alla monoterapia.
- I farmaci che agiscono sul complesso glicoproteico 2B3A sono utilizzati esclusivamente nelle fasi acute poiché bloccano direttamente l'aggregazione vera e propria mediata dal legame con il fibrinogeno, indipendentemente dai meccanismi di attivazione precedente.
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