Terapia delle dislipidemie
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Di cosa parla
- Le statine rappresentano la prima scelta terapeutica per il trattamento dell'ipercolesterolemia agendo come competitori reversibili dell'HMG-CoA reduttasi, l'enzima chiave nella sintesi endogena del colesterolo.
- L'inibizione della sintesi epatica di colesterolo da parte delle statine induce un meccanismo compensatorio che sovraesprime i recettori LDL sulle cellule periferiche e nel fegato, aumentando la captazione plasmatica e riducendo così le concentrazioni circolanti di LDL.
- Oltre all'effetto ipocolesterolemizzante diretto, le statine possiedono proprietà pleiotropiche che stabilizzano la placca ateromasica diminuendo l'infiammazione locale, aumentando il collagene e riducendo la componente macrofagica della lesione.
- I principali effetti avversi delle statine includono mialgia associata a un possibile aumento di creatinchinasi, tossicità epatica manifestatasi con alterazioni delle transaminasi e una lieve peggioramento del controllo glicemico nei soggetti prediabetici o diabetici.
- Nel caso in cui il monoterapico non sia sufficiente a raggiungere gli obiettivi terapeutici definiti dal rischio cardiovascolare globale, è indicata la terapia combinata con sequestranti degli acidi biliari come colestiramina o l'ezetimibe per ridurre ulteriormente i livelli di LDL.
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