Terapia dell'obesità
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Di cosa parla
- L'indice di massa corporea (BMI) definisce l'obesità come malattia quando supera 30, correlandosi positivamente alla mortalità vascolare e cancerosa oltre tale soglia mentre valori inferiori a 25 aumentano il rischio per cause opposte.
- I pazienti obesi presentano una serie di comorbidità metaboliche e cardiovascolari tra cui insulino-resistenza, ipertensione arteriosa, dislipidemia caratterizzata da riduzione dell'HDL e aumento delle lipoproteine aterogene oltre a uno stato infiammatorio cronico.
- La terapia farmacologica include Orlistat come inibitore periferico della lipasi pancreatica che riduce l'assorbimento dei grassi ma causa feci oleose, e associazioni centrali come Naltrexone-bupropione o Liraglutide agonista del recettore GLP-1.
- L'intervento chirurgico bariatrico è riservato esclusivamente ai pazienti con BMI superiore a 40 in quanto le modifiche dello stile di vita risultano spesso insufficienti per l'attuazione clinica nei soggetti obesi.
- I farmaci anti-obesità ad azione centrale sono stati ritirati o limitati dopo il ritiro della sibutramina nel 2010 e del bupropione monocomposto, lasciando in Italia solo tre opzioni approvate che richiedono benefici cardiovascolari dimostrabili per l'indicazione.
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