Popolazione e flussi migratori
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Di cosa parla
- Geografia della popolazione: Analizza le relazioni tra dinamiche demografiche, strutture della popolazione e il territorio. Osserva aspetti quantitativi (nascite, morti, rapporti di genere) e qualitativi (contesto culturale, sociale, religioso) per comprendere le disuguaglianze territoriali.
- Strumenti descrittivi:
- Cartogramma della popolazione: Rappresentazione grafica che distorce le dimensioni territoriali per mostrare la distribuzione della popolazione, dove ogni unità grafica rappresenta un numero di persone (es. un milione). Utile per visualizzare densità e squilibri.
- Densità della popolazione:
- Aritmetica: Abitanti per km². Limite: non rispecchia addensamenti interni.
- Fisiologica: Abitanti per unità di terra agricola produttiva. Riflette il potenziale di coltivazione e indica il raggiungimento dei limiti produttivi di un paese.
- Fattori che influenzano la distribuzione:
- Rigidi: Clima, natura dei terreni, morfologia (opportunità fisiche/ambientali).
- Flessibili: Azione umana, trasformazioni dello spazio geografico (urbanizzazione, trasporti, economia, politiche, migrazioni, guerre). La geografia sociale si concentra sui fattori flessibili, con crescente attenzione ai cambiamenti climatici come fattore rigido.
- Principali indicatori demografici: Tassi di natalità, fecondità, mortalità (infantile e femminile).
- Fertilità: Il tasso di fecondità permette previsioni sull'evoluzione della popolazione (es. <1 riduzione drastica, >2.1 crescita). Fattori di condizionamento includono età dell'attività sessuale, contraccezione, fattori religiosi, culturali, politici, economici.
- Mortalità: Paesi con bassa fertilità spesso hanno alta mortalità anziana, mentre alta fertilità si associa ad alta mortalità infantile. Influenzata da malattie, politiche sanitarie, livelli di istruzione.
- Composizione della popolazione: Riguarda i rapporti tra componenti di una società (sesso, età, professioni). Le piramidi della popolazione (istogrammi per età e sesso) e l'indice di dipendenza (popolazione <15 e >65 anni) sono strumenti chiave per analizzare la struttura demografica.
- Transizione demografica: Modello (1940-1950) che descrive il passaggio da alti tassi di natalità e mortalità a bassi tassi. Si accompagna a una transizione epidemiologica (da malattie infettive a quelle legate agli stili di vita).
- Mobilità spaziale e migrazioni:
- Fenomeno antico e fattore "flessibile" significativo. Include movimenti volontari (turismo, lavoro) e coatti (diaspora, schiavitù).
- Contesti storici: Migrazioni antiche legate al clima, colonialismo greco (sovrappopolazione), migrazioni coloniali europee e il mercato del lavoro globale (schiavi, manodopera). Lasciti includono stereotipi razziali, migrazioni de-coloniali e post-colonali.
- Migrazioni oggi: Sempre più globalizzate, differenziate (origine, sociale, culturale), accelerate, femminilizzate, acuite dallo sviluppo globale "duale" (divario ricchi/poveri) e dalla chiusura delle vie legali (aumento irregolari).
- Migrazioni differenziate: "Fuga di cervelli" (migrazione qualificata), migrazioni economiche (rete familiare, rimesse), profughi interni (sfollati entro il paese) e profughi ambientali (causati da cambiamenti climatici).
- Legame con Modulo 1: Si evidenzia il concetto di diffusione spaziale (movimento di persone, idee, ecc.) e la sua rilevanza per le migrazioni, che attivano processi di transnazionalismo economico e culturale ("transculturazione"). Il modulo ha privilegiato una scala geografica globale, riconoscendo che anche i fenomeni locali sono influenzati da processi globali.
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