gradi di conoscenza, parti dell' anima, forza della ragione, desiderio e logos, forza del carattere, simposio discorso su eros
Di cosa parla
- Il Mito della Caverna (Platone, Repubblica, Libro VII):
- Rappresenta il percorso educativo dall'ignoranza (le ombre e le immagini sensibili, corrispondenti all'eikasía, il grado più basso della doxa) alla conoscenza della verità (le Idee, proprie dell'episteme).
- La liberazione dalle catene e l'ascesa verso la luce è un'esperienza traumatica e dolorosa (l'accecamento iniziale), che simboleggia la difficoltà di accettare e abituarsi alla verità.
- Il concetto greco di verità (aletheia) implica un processo di disvelamento, qualcosa che deve essere 'cavato fuori' dal nascondimento attraverso un lavoro di scoperta e impegno.
- I Gradi della Conoscenza (Linea della conoscenza):
- Platone distingue la conoscenza in due grandi campi: la doxa (opinione), legata al mondo sensibile, e l'episteme (scienza o conoscenza), legata al mondo intelligibile.
- La doxa include l'eikasía (immaginazione), che si basa su ombre e immagini, e la pístis (credenza), che riguarda gli oggetti sensibili diretti. Entrambe sono conoscenze non fondate e parziali.
- L'episteme comprende la diánoia (ragione scientifica), che si occupa di enti matematici, e la nóesis (intelligenza filosofica), il livello più alto, che coglie le Idee-valori e l'Idea del Bene, la verità suprema.
- Le Parti dell'Anima e la Giustizia:
- L'anima individuale è tripartita: l'epithymetikon (appetito), legato agli impulsi naturali e vitali; il thymoeides (irascibilità o cuore), sede delle passioni e dei sentimenti; e il logistikon (ragione o testa), la capacità logica e di discernimento.
- La giustizia nell'individuo e nello stato si realizza quando queste parti sono in equilibrio, con la ragione che guida, supportata dall'irascibilità, nel contenimento degli appetiti e delle passioni.
- La ragione da sola non ha forza sufficiente per dominare completamente le passioni e gli appetiti, necessitando del sostegno del thymos.
- Il Concetto di Eros nel Simposio:
- Eros è descritto non solo come amore romantico, ma come una pulsione fortissima (epizmia), un desiderio universale che spinge verso un obiettivo, la più potente delle passioni.
- Per Platone, è l'unica forza passionale positiva, essenziale per la dialettica e la conoscenza, in quanto supporta il logos nell'avvicinamento all'Idea.
- Secondo il discorso di Diotima, Eros è un dèmone intermedio, né dio né uomo, né bello né brutto, né sapiente né ignorante, ma un ponte tra questi estremi. Nasce da Poros (risorsa, abbondanza) e Penia (povertà, mancanza).
- Egli rappresenta la tensione verso ciò che si desidera ma non si possiede, rivelando la natura incompleta dell'uomo. Il suo compito è colmare gli intervalli e connettere il mondo umano e divino.
- Eros è la forza che guida l'individuo a "procreare nel bello", inteso non solo fisicamente ma come generare conoscenza, armonia e vita alla luce della bellezza e del Bene supremo.