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orfismo, maieutica socratica, estasi, sapere

Università degli Studi di Padova scienze dell'educazione e della formazione Curriculum servizi educativi per l'infanzia 2020
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Di cosa parla

  • Orfismo (500 a.C. Magna Grecia):
    • Si sviluppò una forma culturale, probabilmente di origine egizia, che vedeva la mummificazione come pratica legata all'idea di vita eterna e alla possibilità dell'anima (kà) di staccarsi dal corpo.
    • L'orfismo, una religione incentrata su esercizi spirituali, introdusse la concezione di un principio divino (dèmone/dàimon) “caduto” in un corpo a causa di una colpa originaria.
    • Questo dàimon è immortale e destinato a reincarnarsi ripetutamente (metempsicosi) in un ciclo di condanna e dolore dopo la morte del corpo.
    • L'obiettivo orfico è interrompere questo ciclo infinito attraverso esercizi spirituali per la “liberazione” del dàimon/anima, permettendole di ritornare in un luogo di serenità.
  • Socrate e la Morte (Appunti Video 9-10):
    • Per Socrate, la morte è la separazione dell'anima dal corpo, vista come una liberazione e non come un fatto negativo.
    • Un vero filosofo non teme la morte, poiché la filosofia è un costante “esercizio di morte”, una preparazione alla disciplina che porta alla morte e, quindi, non se ne può aver paura.
    • La vita, al contrario, è percepita come il negativo della morte, fonte di sofferenza.
  • Estasi e Acquisizione della Sapienza (Appunti Video 11-13):
    • Il corpo è un impedimento alla vera conoscenza; i sensi sono inaffidabili e portano all'inganno.
    • La conoscenza ideale è “non influenzata dalle sensazioni”, oggettiva e auto-evidente.
    • L'anima, per conoscere, deve appartarsi dal corpo e “slanciarsi verso l'essere” in un momento di massima “estasi” (extasis), un'esperienza di conoscenza elevata.
    • Questo slancio è paragonabile alla morte, intesa come la scissione dell'anima dal corpo per raggiungere l'essere.
  • Il “Sapere di non Sapere” (Appunti Video 14-15):
    • L'Oracolo di Delfi indicò Socrate come il più sapiente, ma egli interpretò questa affermazione come una “sapienza umana”, ovvero la consapevolezza dei limiti della propria conoscenza.
    • Socrate distingueva tra “credere di sapere” e “sapere veramente”, criticando coloro che pensano di sapere senza avere vera conoscenza.
    • Il “so di non sapere” è una posizione che evita il “trabocchetto” della falsa conoscenza.
  • La Maieutica Socratica (Appunti Video 16):
    • L'attività di Socrate è paragonata alla tecnica maieutica delle levatrici, che aiutano le donne a “partorire”.
    • Socrate non “riempie” l'allievo con nuove conoscenze, ma lo aiuta a “partorire” ciò che già sa, ma che non riesce a esprimere autonomamente.
    • Questa modalità educativa si basa sull'immortalità dell'anima: la conoscenza è un “ricordo del vecchio”, poiché l'anima ha già appreso nelle vite precedenti.
    • Il ruolo del maestro include il vagliare la verità di ciò che viene “partorito” dall'allievo.
  • Il Mito della Caverna di Platone (Appunti Video 17-18):
    • Nel libro VII della “Repubblica”, il mito serve a spiegare l'educazione e la formazione dei cittadini, essendo un esempio di mito estatico.
    • I prigionieri incatenati nella caverna rappresentano lo stato di ignoranza, vedendo solo ombre come unica realtà.
    • La liberazione e l'ascesa alla luce (verità) è un'esperienza traumatica e difficile, un “innalzamento” (estasi) che richiede impegno e disciplina.
    • L'iniziale accecamento evidenzia la difficoltà e la gradualità nell'approccio alla verità.
    • La parola greca per verità, “aletheia”, significa “il non nascosto”, implicando un processo di scoperta per “cavar fuori” ciò che è celato nell'oscurità dell'ignoranza.

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