La cultura occidentale ha i suoi testi fondanti nella Grecia antica, con l'Iliade di Omero (circa 850 a.C.) come primo testo scritto, che pone l'accento sulle relazioni emotive e la "patologia delle passioni".
La parola d'esordio dell'Iliade è "menis" (ira, furore), descritta come un'agitazione violenta e distruttiva, tema centrale che causa infiniti dolori e conseguenze drammatiche.
L'ira di Achille nasce dal rifiuto violento di Agamennone di liberare la figlia di Crise, sacerdote di Apollo. Questo innesca un ciclo di risentimento e vendetta divina (pestilenza), mostrando come una "patologia delle passioni" si traduca in una "patologia del corpo".
La "coscienza esternalizzata" è un concetto chiave: quando Achille sta per uccidere Agamennone, la dea Atena lo ferma fisicamente e poi lo convince a parole. Questo intervento divino rappresenta la ragione esterna che frena la passione, evidenziando una concezione del sé dove razionalità e controllo non sono ancora pienamente interni all'individuo.
In Omero, la personalità non è definita da un'unica "psyche" (anima) come la intendiamo oggi. La "psyche" è il soffio vitale che lascia il corpo alla morte, una forza vitale inconsistente (un'immagine simile a un sogno) legata alla testa, che nell'Odissea necessita di sangue per recuperare vitalità e capacità predittive.
Il "thymos" è la parola più frequente per descrivere la personalità psichica, la sede delle emozioni e dei sentimenti, strettamente associata al cuore e al petto ("phrenes"). Il cuore è visto come il soggetto dell'io, dove passioni e corpo sono in unità indistinta.
Il "soma" non è il corpo vivente in generale, ma il corpo morto, privo di psyche. Il corpo vivente è un assemblaggio modulare di parti (thymos, psyche, corporeità) che si disarticolano con la morte.
Tra l'VIII e il V secolo a.C., si assiste a una profonda trasformazione:
**Interiorizzazione del controllo:** L'istanza di controllo delle passioni si sposta dall'esterno all'interno dell'individuo, formando il concetto di "interiorità".
**Sostituzione di psyche a thymos:** La psyche diventa l'elemento dominante della personalità, assumendo caratteristiche più legate a stati mentali e intellettivi, subordinando la passionalità.
**Psyche indipendente:** L'idea della psyche evolve verso un'entità che può esistere fuori dal corpo, reincarnarsi e possedere immortalità. Diventa il "vero rappresentante dell'uomo", responsabile delle sue azioni e destinata a un'esistenza eterna.
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