Corso di laurea

giurisprudenza

Università degli studi di Pisa · 180 materie · 28 file condivisi

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Il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza è un corso di laurea quinquennale a ciclo unico.
Il percorso formativo ha lo scopo di formare prioritariamente la figura professionale dell'Ufficiale del Corpo di Commissariato della Marina Militare il quale, tuttavia, deve anche acquisire le competenze necessarie per l'accesso alle professioni legali tradizionali (avvocato, magistrato, notaio) che una laurea in giurisprudenza deve garantire agli studenti. Inoltre, esso mira a far conseguire ai laureati una preparazione giuridica che li prepari allo svolgimento di funzioni di elevata responsabilità nelle pubbliche amministrazioni, negli enti privati, nelle organizzazioni comunitarie e internazionali. A questo fine, il corso è inteso a fornire:
- un'approfondita cultura giuridica di base comprensiva del sistema giuridico statale e comunitario, integrata da tecniche e metodologie casistiche;
- conoscenze storiche adeguate per la piena comprensione e valutazione degli istituti di diritto positivo alla luce della loro evoluzione storica;
- capacità di elaborare testi giuridici (normativi, negoziali e processuali) chiari ed efficaci, anche attraverso l'utilizzazione di strumenti informatici;
- capacità interpretative, di analisi casistica, di qualificazione giuridica (rapportando fatti a fattispecie), di comprensione, di rappresentazione, di valutazione e di consapevolezza per affrontare problemi interpretativi ed applicativi del diritto;
- una piena capacità di utilizzare gli strumenti di aggiornamento delle proprie competenze.
Per consentire la realizzazione di tali obiettivi, la formazione è comprensiva di discipline sia di base sia caratterizzanti, comprendenti materie affini ed integrative in funzione dei principali settori professionali per gli ambiti operativi caratterizzanti l'impiego degli Ufficiali del Corpo di Commissariato. Particolare attenzione è dedicata agli aspetti tecnici e metodologici da utilizzare anche per gli approfondimenti settoriali successivi alla laurea. La preparazione è completata con l'insegnamento del linguaggio giuridico e delle principali forme espressive di almeno una delle principali lingue straniere di ambito comunitario, nonché dell'informatica giuridica.

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Materie del corso

DIRITTO COSTITUZIONALE I 1° anno · 9 CFU · IUS/08 · 4 file

Al termine del corso lo studente potrà acquisire una conoscenza critica del diritto costituzionale. In particolare, lo studente potrà dapprima acquisire le conoscenze riguardanti la distinzione tra diritto in senso…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

  • Al termine del corso lo studente potrà acquisire una conoscenza critica del diritto costituzionale.
  • In particolare, lo studente potrà dapprima acquisire le conoscenze riguardanti la distinzione tra diritto in senso oggettivo e in senso soggettivo.
  • Verrà, successivamente, acquisita la conoscenza dei concetti di ordinamento giuridico e di pluralità degli ordinamenti giuridici, di Stato, con i suoi elementi costitutivi, di forma di Stato e di forma di governo.

Ancora, verranno acquisite conoscenze relative alla storia costituzionale, ai principi fondamentali e alla forma di governo italiana, anche avendo riguardo ai rapporti con le autonomie territoriali e con le istituzioni dell’Unione europea

Il corso mira a fornire una conoscenza sistematica dei principi e degli istituti fondamentali dell'organizzazione costituzionale dello Stato, con particolare attenzione alla separazione dei poteri e alle trasformazioni che essa assume negli ordinamenti costituzionali contemporanei.

Il filo conduttore del corso è costituito dall'idea che la sovranità, nello Stato costituzionale, non si concentri in un unico soggetto, ma si distribuisca in una pluralità di «schegge di sovranità»: Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica, corpo elettorale, partiti politici e autonomie territoriali partecipano, secondo logiche differenti, alla formazione e alla limitazione del potere pubblico.

Gli istituti saranno pertanto studiati non isolatamente, ma nelle relazioni, nei conflitti e negli equilibri dinamici che li collegano. La separazione dei poteri sarà ricostruita come principio di organizzazione della tensione costituzionale, più che come rigida ripartizione di funzioni.

Il corso utilizza inoltre, quale dispositivo ermeneutico, alcune categorie tratte dalla riflessione junghiana — in particolare individuazione, archetipo ed enantiodromia — allo scopo di rendere visibili alcune dinamiche ricorrenti nella trasformazione degli istituti costituzionali. Tali categorie costituiscono uno strumento interpretativo del docente e non formano oggetto autonomo di verifica d'esame.

Conoscenze

  • Al termine del corso lo studente potrà acquisire una conoscenza critica del diritto costituzionale.
  • In particolare, lo studente potrà dapprima acquisire le conoscenze riguardanti la distinzione tra diritto in senso oggettivo e in senso soggettivo.
  • Verrà, successivamente, acquisita la conoscenza dei concetti di ordinamento giuridico e di pluralità degli ordinamenti giuridici, di Stato, con i suoi elementi costitutivi, di forma di Stato e di forma di governo.
  • Ancora, verranno acquisite conoscenze relative alla storia costituzionale, ai principi fondamentali e alla forma di governo italiana, anche avendo riguardo ai rapporti con le autonomie territoriali e con le istituzioni dell’Unione europea.

Programma

  • Il corso è inteso a fornire una conoscenza critica del diritto costituzionale.
  • In particolare il corso, prendendo le mosse da una introduzione al diritto, con la distinzione tra diritto in senso oggettivo e in senso soggettivo (e con cenni alle situazioni giuridiche soggettive), passerà alla definizione dell’ambito di interesse del diritto pubblico in generale e del diritto costituzionale in particolare, esaminando i fondamenti del costituzionalismo.
  • Verrà quindi definito l’ordinamento giuridico e la pluralità degli ordinamenti giuridici; la formazione ed il concetto di Stato, con i suoi elementi costitutivi (popolo, territorio e sovranità). Si vedranno i rapporti con gli altri ordinamenti, nel cui ambito speciale risalto verrà conferito a quelli con l’Unione europea.
  • Verranno poi studiate le forme di Stato e le forme di governo, in una prospettiva diacronica e sincronica, anche in una logica comparatistica.
  • Ciò consentirà di passare ad esaminare la forma di Stato e di governo in Italia, con particolare riferimento alle fasi essenziali della storia costituzionale.
  • A questo punto, il corso si soffermerà sullo studio specifico della Costituzione repubblicana, a partire dai principi fondamentali.
  • Successivamente, si prenderà in esame l’ordinamento dello Stato italiano, anche avendo riguardo ai rapporti con le autonomie territoriali e con le istituzioni dell’Unione europea.

In breve questi gli specifici argomenti che verranno trattati: 1. Lo Stato e gli altri ordinamenti giuridici. 2. Le forme di Stato e di governo. 3. La storia dello Stato italiano e del cammino europeo. 4. I principi fondamentali. 5. Il corpo elettorale. 6. L’organizzazione dell’Unione europea. 7. Il Parlamento. 8. Il Governo. 9. Gli organi ausiliari. 10. La Pubblica Amministrazione. 11. Il Presidente della Repubblica. 12. Le Regioni e gli enti locali.

Nessuno

Lo studente dovrebbe poter acquisire la padronanza delle problematiche giuridiche trattate.

Il corso introduce allo studio dell'ordinamento costituzionale italiano assumendo come filo conduttore la separazione dei poteri e la distribuzione della sovranità tra una pluralità di soggetti e istituzioni. Saranno affrontati, in particolare: costituzionalismo, Stato e Costituzione; origine, caratteri e principi fondamentali della Costituzione repubblicana; sovranità popolare e democrazia rappresentativa; corpo elettorale e istituti di partecipazione politica; sistemi elettorali e loro rilevanza costituzionale; partiti politici e rappresentanza; principio della separazione dei poteri e sue trasformazioni; Parlamento: struttura, organizzazione e funzioni; status e rappresentanza dei parlamentari; procedimento di formazione dell'indirizzo politico parlamentare; Governo: formazione, struttura e funzioni; rapporto fiduciario e relazioni tra Parlamento e Governo; Presidente della Repubblica: posizione costituzionale, elezione, funzioni e responsabilità; rapporti tra Presidente della Repubblica, Parlamento e Governo; crisi di governo e trasformazioni della forma di governo parlamentare; autonomie territoriali e distribuzione verticale del potere; Regioni, enti territoriali e rapporti tra centro e autonomie; forme di governo e trasformazioni dell'equilibrio costituzionale; ruolo costituzionale dei partiti e crisi delle tradizionali forme della rappresentanza politica. I diversi istituti saranno ricostruiti come espressione di una distribuzione della sovranità tra una pluralità di centri di potere. Il corso indagherà, in particolare, le tensioni che derivano dal loro reciproco confronto e i meccanismi attraverso i quali l'ordinamento costituzionale trasforma il conflitto tra poteri in equilibrio istituzionale. Le fonti del diritto, la giurisdizione, la giustizia costituzionale e il sistema delle libertà costituzionali non rientrano nel programma d'esame dell'insegnamento. Non sono richieste conoscenze specialistiche pregresse. È tuttavia utile una conoscenza di base della storia contemporanea italiana ed europea e dei concetti fondamentali relativi allo Stato, alla democrazia e alla rappresentanza politica.

Il corso intende promuovere un atteggiamento metodologico capace di considerare l'ordinamento costituzionale come un sistema di relazioni e tensioni, evitando sia la riduzione degli istituti alla sola disciplina formale sia la loro interpretazione esclusivamente politica.

Lo studente sarà sollecitato a distinguere descrizione normativa, ricostruzione sistematica e valutazione critica; a confrontare interpretazioni concorrenti; a utilizzare con precisione il linguaggio costituzionalistico; e a sviluppare autonomia di giudizio nell'analisi dei rapporti tra i diversi poteri e soggetti costituzionali.

Programma (contenuti dell'insegnamento)

  • Il corso è inteso a fornire una conoscenza critica del diritto costituzionale.
  • In particolare il corso, prendendo le mosse da una introduzione al diritto, con la distinzione tra diritto in senso oggettivo e in senso soggettivo (e con cenni alle situazioni giuridiche soggettive), passerà alla definizione dell’ambito di interesse del diritto pubblico in generale e del diritto costituzionale in particolare, esaminando i fondamenti del costituzionalismo.
  • Verrà quindi definito l’ordinamento giuridico e la pluralità degli ordinamenti giuridici; la formazione ed il concetto di Stato, con i suoi elementi costitutivi (popolo, territorio e sovranità). Si vedranno i rapporti con gli altri ordinamenti, nel cui ambito speciale risalto verrà conferito a quelli con l’Unione europea.
  • Verranno poi studiate le forme di Stato e le forme di governo, in una prospettiva diacronica e sincronica, anche in una logica comparatistica.
  • Ciò consentirà di passare ad esaminare la forma di Stato e di governo in Italia, con particolare riferimento alle fasi essenziali della storia costituzionale.
  • A questo punto, il corso si soffermerà sullo studio specifico della Costituzione repubblicana, a partire dai principi fondamentali.
  • Successivamente, si prenderà in esame l’ordinamento dello Stato italiano, anche avendo riguardo ai rapporti con le autonomie territoriali e con le istituzioni dell’Unione europea.
  • In breve questi gli specifici argomenti che verranno trattati: 1. Lo Stato e gli altri ordinamenti giuridici. 2. Le forme di Stato e di governo. 3. La storia dello Stato italiano e del cammino europeo. 4. I principi fondamentali. 5. Il corpo elettorale. 6. L’organizzazione dell’Unione europea. 7. Il Parlamento. 8. Il Governo. 9. Gli organi ausiliari. 10. La Pubblica Amministrazione. 11. Il Presidente della Repubblica. 12. Le Regioni e gli enti locali.

Prerequisiti (conoscenze iniziali)

Non è prevista, come requisito, alcuna conoscenza iniziale in ambito giuridico

Comportamenti

  • Lo studente potrà acquisire conoscenza e sensibilità alle problematiche giuridiche trattate nel corso, nonché autonomia di giudizio, capacità di divulgazione delle conoscenze acquisite.

Modalità d'esame

Le capacità saranno verificate in sede di esame finale attraverso una valutazione della capacità applicativa delle nozioni apprese durante l’insegnamento.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il conseguimento dei risultati formativi attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d’esame è volta a valutare in modo integrato le conoscenze maturate in materia di ordinamento e funzionamento degli enti locali, la capacità di analisi e applicazione degli istituti giuridici rilevanti, nonché l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative dello studente.

La valutazione finale, espressa in trentesimi, si basa su una valutazione complessiva delle diverse dimensioni e si svolge attraverso un esame orale consistente in un colloquio finalizzato ad accertare:

  • la conoscenza e la comprensione dei principi costituzionali che regolano il sistema delle autonomie locali, dell’evoluzione del relativo quadro normativo e delle principali fonti del diritto degli enti locali, dell’assetto istituzionale, dei principali profili organizzativi e di funzionamento degli stessi, nonché degli strumenti di raccordo tra i livelli di governo;
  • la capacità di applicare le conoscenze di Diritto degli Enti Locali per valutare il quadro normativo e i suoi atti, individuare competenze e ruoli degli organi e dell’apparato amministrativo, e analizzare criticamente le principali dinamiche operative e gestionali dell’ente locale;
  • la capacità di sviluppare un’argomentazione critica e consapevole, espressa in modo chiaro e coerente e con un linguaggio giuridico appropriato, collocando gli istituti esaminati nel contesto storico e ordinamentale di riferimento, nei rapporti tra i diversi livelli di governo e nelle loro possibili evoluzioni normative.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18-20: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 21-23: conoscenza certamente adeguata, discreta capacità di applicazione degli istituti e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 24-26: buona conoscenza, capacità di applicazione degli istituti e argomentazione corretta;
  • 27-29: conoscenza molto buona e articolata, capacità di analisi consapevole delle fonti e degli istituti e argomentazione critica coerente;
  • 30: ottima conoscenza , autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura, padronanza del linguaggio giuridico;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi sistematica e di rielaborazione autonoma, piena padronanza del linguaggio giuridico.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Le capacità saranno verificate attraverso la discussione di questioni e casi nei quali lo studente dovrà mettere in relazione più istituti costituzionali, individuare gli interessi e i principi coinvolti e ricostruire le diverse soluzioni compatibili con il quadro costituzionale.

Particolare rilievo sarà attribuito alla capacità di comprendere le dinamiche di equilibrio, conflitto e reciproca limitazione tra i diversi centri del potere costituzionale.

L'esame si svolge in forma orale ed è diretto a verificare la conoscenza degli istituti di diritto costituzionale compresi nel programma e la capacità dello studente di ricostruirne le relazioni sistematiche.

La valutazione terrà conto della precisione delle conoscenze, della comprensione dei rapporti tra i diversi organi e soggetti costituzionali, della capacità di collegare istituti differenti, del corretto utilizzo del linguaggio giuridico e dell'autonomia nell'argomentazione.

Particolare rilievo sarà attribuito alla capacità di leggere la separazione dei poteri come sistema dinamico di attribuzione, limitazione e bilanciamento del potere costituzionale.

Le categorie ermeneutiche eventualmente utilizzate dal docente durante le lezioni per illustrare tali dinamiche non costituiscono oggetto autonomo della prova d'esame.

Per i soli studenti frequentanti è prevista, nel mese di ottobre, una prova intermedia finalizzata a verificare le conoscenze maturate nella prima parte del corso e a consentire allo studente una valutazione del proprio livello di apprendimento.

La prova ha pertanto una funzione sia di verifica sia di autovalutazione in itinere.

Modalità di verifica delle capacità

  • Le capacità saranno verificate in sede di esame finale attraverso una valutazione della capacità applicativa delle nozioni apprese durante l’insegnamento

Modalità d'esame

  • La verifica dell'apprendimento è finalizzata a verificare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino.
  • In particolare, la prova finale è volta ad una verifica integrata delle diverse conoscenze richieste e a dimostrare autonomia e consapevolezza nell'utilizzo delle stesse.
  • La prova è orale e consiste in un colloquio tra il candidato e il docente, o anche tra il candidato e altri collaboratori del docente titolare. La prova orale intende verificare, in particolare, la conoscenza e comprensione degli istituti giuridici che caratterizzano l'ordinamento giudiziario, la capacità di argomentare in modo autonomo, consapevole, critico, con terminoligia corretta, le conoscenze acquisite.
  • La prova orale è ritenuta la più idonea alla tipologia di apprendimento richiesto, che sollecita lo studente a manifestare e mettere in pratica soprattutto in forma orale le proprie conoscenze e capacità.
  • Il voto finale è espresso in trentesimi e consta delle seguenti dimensioni: conoscenza e comprensione dei contenuti del corso, capacità di autonomia di giudizio e capacità critica, abilita comunicative ed espositive.
  • Ai fini dell'attribuzione del voto finale la performance dello studente è valutata sulla base della seguente scala: 18-21 conoscenza essenziale degli argomenti, argomentazione basilare, capacità applicative essenzjali; 22-25, conoscenze adegute, discreta capacità di argomentare in modo corretto e autonomo; 26-28, conoscenza approfondita, piena capacità e autonomia nell'argomentare e divulgare le consocenze; 30 e 30 e lode, eccellente conoscenza, capacità di argomentazione cirtica notevole.
  • L'esame ha esito positivo se tutte le richiamate dimensioni sono almeno sufficienti.

Testi di riferimento

Testi consigliati: R. ROMBOLI (a cura di), Manuale di diritto costituzionale italiano ed europeo, Giappichelli, Torino, ultima edizione, Volume I.

Può essere utile integrare lo studio della materia con la lettura di PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA. Da De Nicola al secondo mandato di Mattarella, Il Mulino, Bologna, 2022. Il saggio, infatti, attraverso i diversi Presidenti, affronta i passaggi dell'esperienza repubblicana utili a collocare l'evoluzione della forma di governo italiana.

Si precisa che per la preparazione dell’esame è necessaria la conoscenza attenta e critica della Costituzione italiana, con particolare riferimento alle disposizioni cui ineriscono gli argomenti trattati nel corso.

Può rendersi altresì necessaria la conoscenza diretta di alcuni atti normativi ai quali rinviano i testi d’esame.

Fra le raccolte di testi e documenti di diritto costituzionale impiegabili a tal fine, e che pertanto potranno essere utilizzate per la consultazione, si segnalano, ad esempio

  • – M. AINIS, T. MARTINES (a cura di), Piccolo codice costituzionale, Led, Milano, ultima edizione;
  • – M. BASSANI, V. ITALIA ED ALTRI (a cura di), Leggi fondamentali del diritto pubblico e costituzionale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.
  • I testi normativi possono peraltro essere recuperati anche on line. Si consiglia tuttavia di verificare sempre attentamente che si tratti della versione vigente.
F. Dal Canto, E. Malfatti, S. Panizza (R. Romboli, ed.), Manuale di diritto costituzionale italiano ed europeo. Vol. 1: Lo Stato e gli altri ordinamenti giuridici, i principi fondamentali e le istituzioni politiche, Torino, Giappichelli, ed. 2024

Bibliografia e materiale didattico

Testi consigliati: R. ROMBOLI (a cura di), Manuale di diritto costituzionale italiano ed europeo, Giappichelli, Torino, 2024, vol. I.

Si precisa che per la preparazione dell’esame è necessaria la conoscenza attenta e critica della Costituzione italiana, con particolare riferimento alle disposizioni cui ineriscono gli argomenti trattati nel corso.

Può rendersi altresì necessaria la conoscenza diretta di alcuni atti normativi ai quali rinviano i testi d’esame.

Fra le raccolte di testi e documenti di diritto costituzionale impiegabili a tal fine, e che pertanto potranno essere utilizzate per la consultazione, si segnalano, ad esempio

  • – M. AINIS, T. MARTINES (a cura di), Piccolo codice costituzionale, Led, Milano, ultima edizione;
  • – M. BASSANI, V. ITALIA ED ALTRI (a cura di), Leggi fondamentali del diritto pubblico e costituzionale, Giuffrè, Milano, ultima edizione.
  • I testi normativi possono peraltro essere recuperati anche on line. Si consiglia tuttavia di verificare sempre attentamente che si tratti della versione vigente.
  • Si segnala altresì: piattaforma didattica con casi studio, mappe concettuali e quiz di autovalutazione: www.giappichelliedu.it

Codice insegnamento P723824739

Appunti diritto costituzionale 1 (prima parte) — 2021 Lo stato moderno e il diritto pubblico emergono nel 1600 con le grandi monarchie nazionali, fondando un ordinamento giuridico coerente. Il diritto si adatta alla società in movimento, regolando gruppi sociali all'interno dello stato. L'ordinamento giuridico comprende diverse istanze (stato, regione, comune) con regole interrelate e struttura organizzativa per l'osservanza. Il diritto pubblico studia le regole principali dello stato, mentre il privato si concentra sui singoli individui. L'Unione europea rivolge norme a tutti i cittadini, relativizzando la sovranità statale. La sovranità è unico all'ordinamento dello stato, benché possa delegare potere a Appunti diritto costituzionale 1 — 2021 Lo stato moderno e il diritto pubblico emergono nel 1600 con le grandi monarchie nazionali, fondando l'idea di un ordinamento giuridico coerente. Il diritto si adatta alla società in movimento, regolando gruppi sociali come cittadini, regioni e università. L'ordinamento giuridico include istituzioni che producono e osservano regole, con lo stato moderno come ordinamento principale. La sovranità dello stato è fondamentale, anche se l'Unione europea ridimensiona in parte questa idea. Appunti Diritto Costituzionale I — 2021 Principi fondamentali: Italia repubblica democratica fondata sul lavoro; sovranità popolare con esercizio attraverso democrazia rappresentativa e diretta. Diritti inviolabili dell'uomo, uguaglianza formale e sostanziale, diritto al lavoro promosso dall'饺肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉肉 Riassunti diritto cost — 2024 L'ordinamento giuridico è composto da regole che disciplinano gruppi sociali. Lo Stato, con elementi costitutivi di sovranità, popolo e territorio, distingue i diversi tipi di ordinamenti (statali, infrastatuali, internazionali). La costituzione stabilisce regole principali, formalmente o materialmente. Le regole giuridiche sono generali, innovative, esterne, eteronome e formate in ipotetico. Fonti del diritto (atti, fatti) vengono risolte con criteri gerarchici, cronologici, di competenza e specialità. L'interpretazione giuridica include letterale, estensiva, restrittiva, storica e sistemativa. Lo Stato moderno introdusse separazione dei poteri e cost
DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA 1° anno · 9 CFU · IUS/14 · 1 file
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L’insegnamento concorre al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di Studi in Giurisprudenza, contribuendo alla formazione di una solida cultura giuridica di base in ambito sovranazionale e allo sviluppo…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento concorre al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di Studi in Giurisprudenza, contribuendo alla formazione di una solida cultura giuridica di base in ambito sovranazionale e allo sviluppo delle capacità interpretative, applicative e argomentative proprie del giurista. Il corso mira a consentire allo studente di acquisire una conoscenza sistematica degli istituti fondamentali del diritto dell’Unione europea e di sviluppare la capacità di comprendere e analizzare criticamente le fonti normative e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, anche in relazione ai rapporti tra ordinamento dell’Unione e ordinamenti nazionali e alle principali dinamiche del processo di integrazione europea.

L’insegnamento è inoltre integrato nel Modulo Jean Monnet MAC-EUPACT (“Mechanisms of Accountability in the Application of the EU Pact on Migration and Asylum”), iniziativa finanziata dall’Unione europea e dedicata allo studio dei meccanismi di accountability nell’applicazione del nuovo Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo.

In tale ambito, il corso si propone di fornire agli studenti gli strumenti concettuali e metodologici necessari per comprendere le competenze dell’Unione europea in materia di migrazione e asilo e per analizzare i diversi meccanismi di responsabilità e controllo (giurisdizionali, non giurisdizionali, politici e finanziari) previsti dall’ordinamento dell’Unione, anche alla luce delle riforme introdotte dal nuovo Patto.

Il metodo di insegnamento, fondato sull’analisi delle fonti normative e della giurisprudenza, sul confronto critico in aula e sulle attività seminariali (anche nell’ambito del Modulo Jean Monnet), consente di sviluppare le conoscenze, le capacità applicative e i comportamenti previsti dal profilo formativo del CdS, in coerenza con i Descrittori di Dublino, con particolare riferimento alla capacità di applicare le conoscenze acquisite, all’autonomia di giudizio, alle abilità comunicative e alla capacità di apprendimento autonomo.

L’insegnamento contribuisce al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di Studi in Giurisprudenza, fornendo agli studenti le conoscenze fondamentali del diritto dell’Unione europea e favorendo lo sviluppo delle capacità interpretative, applicative e argomentative proprie del giurista. In particolare, il corso consente di acquisire una conoscenza sistematica degli istituti fondamentali dell’ordinamento dell’Unione europea e di sviluppare la capacità di analizzare criticamente fonti normative e giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, anche in relazione ai rapporti tra ordinamento dell’Unione e ordinamenti nazionali e alle principali dinamiche del processo di integrazione europea.

Il metodo di insegnamento, fondato su lezioni frontali, analisi di casi pratici, discussione guidata e attività seminariali, consente di consolidare le conoscenze acquisite e di sviluppare autonomia di giudizio, capacità argomentativa e abilità comunicative.

Nell’ambito del corso è integrato il Modulo Jean Monnet ExTraEUDem (“Expanding Representation and Participation: Towards a Transnational Public Sphere to Reinforce EU Democratic Legitimacy”), iniziativa finanziata dall’Unione europea, dedicata allo studio dei meccanismi di partecipazione e rappresentanza nella democrazia europea. Tale modulo prevede l’analisi dei processi decisionali e degli strumenti di e-participation, contribuendo allo sviluppo di competenze pratiche e riflessive sugli aspetti di rappresentanza, deliberazione e legittimità democratica, con particolare attenzione all’inclusione sociale, alla parità di genere e ai gruppi vulnerabili.


Programma

Per seguire il corso in modo proficuo, è consigliabile che lo studente abbia una buona conoscenza del funzionamento dell’ordinamento giuridico internazionale ed interno e che lo stesso presti costante attenzione agli avvenimenti politici europei (anche di più stretta attualità).

Al termine del corso lo studente avrà sviluppato autonomia di giudizio nell’analisi delle problematiche giuridiche trattate, dimostrando la capacità di valutare criticamente fonti normative, prassi e orientamenti giurisprudenziali. Attraverso il confronto in aula e le attività seminariali, lo studente svilupperà inoltre la capacità di argomentare e comunicare in modo chiaro e consapevole le proprie posizioni, nonché di approfondire in modo autonomo i temi oggetto dell’insegnamento, anche in relazione a questioni di attualità del diritto dell’Unione europea.

Il corso mira a fornire agli studenti una conoscenza sistematica degli aspetti istituzionali e sostanziali del diritto dell’Unione europea. La parte generale del corso sarà dedicata all’analisi della struttura e del funzionamento dell’Unione europea, con particolare attenzione a: l’origine e lo sviluppo del processo di integrazione europea, dalla dichiarazione Schuman al Trattato di Lisbona, inclusa la Conferenza sul futuro dell’Europa e le sue conseguenze; il processo di allargamento dell’Unione, con riferimento ai valori e ai meccanismi che ne regolano il funzionamento; il riparto delle competenze tra Unione e Stati membri; la costituzionalizzazione del diritto dell’Unione europea: primato, effetto diretto, responsabilità degli Stati e tutela dei diritti fondamentali; il quadro istituzionale: composizione e funzioni delle istituzioni politiche dell’Unione, processo decisionale, democrazia ed equilibrio; i processi e gli strumenti di democrazia partecipativa, con riferimento alle opportunità offerte dagli strumenti di e-participation; il sistema delle fonti dell’Unione europea: Trattati, principi generali, accordi internazionali e atti di diritto derivato; le istituzioni giudiziarie e il sistema giurisdizionale: procedimenti contenziosi, rinvio pregiudiziale, altri ricorsi e tutela dei privati; i rapporti tra le norme dell’Unione europea e l’ordinamento italiano, con analisi della prassi e della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE.

Nell’ambito del Modulo Jean Monnet ExTraEUDem, è prevista la partecipazione a un convegno finale per stimolare la discussione e la riflessione sui meccanismi di partecipazione e rappresentanza nell’UE.


Per una proficua frequenza del corso è richiesta una conoscenza di base dell’organizzazione dello Stato e delle principali categorie giuridiche, nonché la disponibilità ad acquisire progressivamente gli strumenti concettuali propri del diritto dell’Unione europea. Sono utili le conoscenze acquisite in materia di diritto dell’Unione europea costituiscono un utile supporto per l’approfondimento di tematiche affrontate in corsi di livello successivo.

Al fine di favorire una migliore comprensione dei temi trattati, è consigliata una costante attenzione all’attualità istituzionale e politica europea, anche attraverso la consultazione di quotidiani e fonti di informazione specialistiche.


Accanto alla didattica frontale, sono previste attività volte a sviluppare la capacità di applicare le conoscenze acquisite, quali l’analisi guidata delle fonti normative e della giurisprudenza della Corte di giustizia, la discussione di casi e problemi giuridici.

Nell’ambito del Modulo Jean Monnet ExTraEUDem, tali attività saranno orientate anche all’approfondimento dei meccanismi decisionali dell’UE e dei temi della partecipazione, rappresentanza ed e-participation, favorendo lo sviluppo dell’autonomia di giudizio, delle capacità argomentative e delle abilità comunicative degli studenti.


Modalità d'esame

La verifica delle capacità avviene nel corso della prova in itinere e dell’esame finale orale. In tali sedi è valutata la capacità dello studente di applicare le conoscenze acquisite all’analisi delle fonti normative e della giurisprudenza dell’Unione europea, di collegare in modo sistematico i diversi istituti del programma e di affrontare problemi giuridici complessi con adeguata capacità argomentativa.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, le prove di valutazione sono progettate per verificare in modo integrato:

  • la conoscenza e la comprensione dei principali istituti del diritto dell’Unione europea;
  • la capacità di applicare le conoscenze acquisite all’analisi delle fonti e della giurisprudenza dell’Unione;
  • l’autonomia di giudizio e le capacità di collegamento sistematico tra i diversi temi del programma;
  • le abilità comunicative e l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

L’esame finale si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

a) la conoscenza e la comprensione delle istituzioni, delle fonti e dei meccanismi fondamentali dell’ordinamento dell’Unione europea;

b) la capacità di analizzare e discutere criticamente la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea;

c) la capacità di collegare i diversi profili del programma, anche in relazione ai rapporti tra ordinamento dell’Unione e ordinamenti nazionali e alle principali dinamiche del processo di integrazione europea;

d) la chiarezza, la correttezza e la sistematicità dell’esposizione, nonché l’uso appropriato della terminologia giuridica.

Per gli studenti frequentanti è prevista una prova in itinere scritta facoltativa, che si svolge indicativamente a metà del corso. La prova, riservata agli studenti frequentanti, consiste in quesiti a risposta multipla e in domande aperte ed è finalizzata a verificare l’acquisizione delle conoscenze e delle capacità relative alla prima parte del programma. Gli studenti che superano la prova intermedia sostengono l’esame orale finale limitatamente alla seconda parte del programma.

Per tutti gli altri studenti, l’esame orale verte sull’intero programma.

La valutazione finale è espressa in trentesimi.

Per gli studenti che hanno sostenuto la prova in itinere, il voto finale è determinato dalla media aritmetica del voto della prova in itinere e del voto dell’esame orale finale.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la valutazione si basa sulle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare le conoscenze acquisite all’analisi delle fonti e della giurisprudenza dell’Unione europea;
  • autonomia di giudizio e capacità di argomentazione critica;
  • abilità comunicative e correttezza terminologica.

Indicativamente:

  • 18–21: conoscenza essenziale dei contenuti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione e argomentazione corretta;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di analisi critica e collegamento sistematico;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, spiccata capacità critica e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

La verifica delle capacità avviene nel corso della prova in itinere e dell’esame finale orale. In queste occasioni viene accertata l’abilità dello studente di utilizzare le conoscenze acquisite per interpretare e analizzare le fonti normative e la giurisprudenza dell’Unione Europea, di mettere in relazione in maniera coerente i vari istituti trattati nel programma e di affrontare problemi giuridici complessi con un’argomentazione chiara e strutturata.

Durante le lezioni saranno inoltre analizzati casi pratici e presentate domande aperte, al fine di verificare l’applicazione delle conoscenze e stimolare lo sviluppo di capacità critiche e metodologiche nello studio del diritto dell’Unione Europea.


La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il conseguimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino.

L’esame finale orale consente di verificare in modo integrato tutte le dimensioni di apprendimento sopra indicate, collegando conoscenze, capacità applicative, autonomia di giudizio e abilità comunicative. In particolare, la valutazione è finalizzata a verificare:

· la conoscenza e la comprensione delle istituzioni, delle principali norme e dei principali istituti del diritto dell’Unione europea;

· la capacità di applicare le conoscenze acquisite all’analisi di casi, fonti normative e giurisprudenza;

· l’autonomia di giudizio e la capacità di collegare in modo coerente i diversi temi del programma;

· le abilità comunicative e l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

Per gli studenti frequentanti potranno essere previste prove in itinere, con funzione di monitoraggio dell’apprendimento. Tali prove concorrono alla valutazione complessiva e consentono di verificare preliminarmente la comprensione dei contenuti e l’applicazione delle conoscenze. La partecipazione è riservata ai frequentanti e le modalità di svolgimento saranno comunicate all’inizio del corso.

La valutazione finale è espressa in trentesimi secondo la seguente indicazione qualitativa:

· 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;

· 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, capacità di applicazione sufficiente e argomentazione corretta;

· 26–28: buona conoscenza e capacità di applicazione, argomentazione chiara e coerente;

· 29–30: conoscenza approfondita, piena autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;

· 30 e lode: eccellente padronanza dei contenuti, capacità critica elevata e rielaborazione autonoma dei temi trattati.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate


Testi di riferimento

Gestri, Di Filippo, Marinai, Diritto dell'Unione Europea. Istituzioni e politiche, Giappichelli, Torino, 2024.

In aggiunta, deve essere studiato: Casolari, Di Filippo, Gestri, Marinai, Diritto della migrazione e dell’asilo: profili di diritto internazionale, europeo e italiano, Wolters Kluwer, Milano, 2026, limitatamente ai capitoli IV, V, VIII, IX.

Ulteriori letture relative al Patto sulla migrazione e l'asilo potranno essere indicate nel corso delle lezioni.

In ogni caso, è richiesta la conoscenza dei trattati e degli atti normativi richiamati nei testi consigliati.

A tal fine, utile complemento è rappresentato da Nascimbene, Unione europea. Trattati, Giappichelli, Torino, VII edizione, 2024.

Gli atti normativi dell'UE sono reperibili anche consultando il sito internet <https://eur-lex.europa.eu/>

Testo base obbligatorio:

  • R. Adam, A. Tizzano, Lineamenti di diritto dell’Unione Europea, Giappichelli, 2025

Per studenti frequentanti: Le sentenze analizzate a lezione (ed eventuali materiali integrativi) saranno disponibili sulla piattaforma Microsoft Teams,costituiscono parte integrante del programma e sono oggetto di valutazione in sede d’esame. Ulteriori materiali di studio, inclusi contributi selezionati tratti dal volume di prossima pubblicazione "Voto e Voce: Rafforzare la legittimità democratica dell'Unione europea tra rappresentanza e processi partecipativi" (Jean Monnet Module ExTraEUDem), saranno indicati durante il corso e resi disponibili attraverso la piattaforma e-learning del sito ExtraEUdem (https://extraeudem.jus.unipi.it/) e la piattaforma del corso su Microsoft Teams. Strumento di riferimento consigliato:

  • Si raccomanda la consultazione di eur-lex, il portale ufficiale per l'accesso al diritto dell'Unione Europea, contenente link a: trattati, (da utilizzare come testo di riferimento per lo studio e l’analisi degli istituti dell’Unione), atti legislativi, giurisprudenza della Corte di giustizia, documenti preparatori e Gazzetta ufficiale dell'UE (https://eur-lex.europa.eu/homepage.html).

Codice insegnamento P496801606

DIRITTO PRIVATO I 1° anno · 9 CFU · IUS/01 · 4 file

Le conoscenze da acquisire concernono i fondamenti del diritto privato: situazioni giuridiche soggettive, persone, fatti, atti, parte generale del contratto. Il corso mira a fornire agli studenti la capacità di…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

  • Le conoscenze da acquisire concernono i fondamenti del diritto privato: situazioni giuridiche soggettive, persone, fatti, atti, parte generale del contratto. Il corso mira a fornire agli studenti la capacità di comprendere e di interpretate le fonti e di risolvere problemi giuridici.

Lo/la studente al termine del corso sarà in grado di dimostrare una solida conoscenza della struttura del codice civile e delle nozioni base del diritto privato, anche con riguardo al rapporto con il diritto costituzionale e - sia pure ad un livello iniziale - al diritto privato europeo. Saranno oggetto di particolare approfondimento le regole relative ai soggetti giuridici e alla disciplina del contratto.

L’insegnamento contribuisce agli obiettivi formativi del Corso di studi in Giurisprudenza ponendo le fondamenta per l'acquisizione del linguaggio giuridico e competenza nell'uso delle categorie giuridiche, per lo sviluppo delle competenze critiche e analitiche proprie del giurista, consentendo allo studente di utilizzare consapevolmente fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali.

Il corso ha per oggetto lo studio sistematico degli istituti del diritto privato, con particolare riferimento alle Persone, alle Situazioni giuridiche soggettive e all'Autonomia contrattuale, attraverso lo studio approfondito delle norme costituzionali, del codice civile e delle principali leggi complementari pertinenti, con attenzione alle più significative e aggiornate esperienze giurisprudenziali.

Il corso concorre a realizzare gli obiettivi formativi del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, fornendo agli studenti:

  1. un'approfondita cultura giuridica di base nel settore privatistico, comprensiva del sistema giuridico nazionale e comunitario;
  2. la comprensione e l'uso del linguaggio giuridico specifico del diritto privato;
  3. la capacità di consultare e utilizzare testi normativi, con particolare riferimento al codice civile e alla legislazione complementare;
  4. tecniche e metodologie casistiche per l'analisi e la soluzione di problemi giuridici concreti;
  5. capacità interpretative, di analisi casistica e di qualificazione giuridica, ossia la capacità di rapportare fatti a fattispecie, di comprendere, rappresentare e valutare consapevolmente i problemi applicativi del diritto privato.

Programma

Il programma include i seguenti argomenti:

  • Fonti del diritto
  • Persone fisiche e giuridiche
  • Situazioni giuridiche soggettive
  • Fatti Atti negozi giuridici: il contratto in generale e il diritto dei consumatori 

Non sono richieste conoscenze iniziali

Interventi in classe e soluzione di casi pratici

Caratteristiche generali del diritto privato

Fonti e interpretazione del diritto privato

I soggetti giuridici

Le situazioni giuridiche soggettive

Il contratto e l'autonomia privata: lineamenti generali

Forma e formazione del contratto

Contenuto del contratto

Efficacia del contratto

Patologia del contratto

Rimedi per gli squilibri originari e sopravvenuti

I contratti dei consumatori e il dibattito sulla giustizia contrattuale

Lo studente deve conoscere la Costituzione italiana e, auspicabilmente, la storia del '900. Si raccomanda la lettura costante della stampa quotidiana

Lo studente potrà acquisire competenza e sensibilità rispetto alle tematiche trattate.

Il corso si propone inoltre di sviluppare e rafforzare nelle studentesse e negli studenti la consapevolezza della stretta connessione tra diritto privato e organizzazione della relazioni giuridiche e sociali, anche alla luce dei valori e dei principi costituzionali, nonchè del ruolo di emancipazione e partecipazione alla vita sociale che deriva dalla conoscenza delle nozioni basilari del diritto privato

Il diritto privato nel sistema giuridico; le fonti del diritto privato; situazioni giuridiche soggettive e rapporti giuridici; fatti, atti, effetti giuridici; i soggetti del diritto: persone fisiche e organizzazioni; i diritti della personalità; l'autonomia contrattuale e il contratto (definizione; formazione e forma; rappresentanza; elementi del contratto; regolamento contrattuale; interpretazione e integrazione; effetti del contratto; rimedi contrattuali: invalidità, risoluzione e altri rimedi); Contratti dei consumatori.

Nessuna.

La prova finale e l'eventuale prova intermedia mirano a verificare:

  1. la capacità di ricostruire il sistema delle fonti del diritto privato;
  2. la capacità di risalire dalla fattispecie concreta al suo inquadramento astratto e viceversa;
  3. la capacità di argomentare correttamente la soluzione di un problema giuridico;
  4. la capacità di comprendere la funzione delle regole e degli istituti affrontati durante il corso;
  5. l'utilizzo appropriato del linguaggio tecnico-giuridico.

Modalità d'esame

Attraverso discussioni durante le lezioni e le esercitazioni; alle prove di esame

L'esame si svolge in forma orale. Per gli studenti frequentanti è prevista una modalità opzionale scritta, alla fine del corso, che mira ad appurare la capacità di risolvere casi pratici. Essa non esime gli studenti dalla prova orale, che verrà svolta tenendo conto dei risultati conseguiti nella prova scritta, se gli studenti lo chiederanno. L'esame orale è volto a verificare l'acquisizione di conoscenze almeno sufficienti degli istituti giuridici, la capacità di ragionamento e di collegamento, l'abilità a risolvere casi pratici sulle materie di studio. La verifica dell'acquisizione di un corretto linguaggio specialistico e la chiarezza espositiva sono ulteriori elementi di valutazione. La scala su cui si basa la valutazione finale è espressa in trentesimi. L'acquisizione di una votazione minima di 18 esige che si raggiunga una conoscenza sufficiente degli istituti e che se ne comprenda il funzionamento. La votazione massima di 30/30 presuppone una conoscenza ottima della materia e un'elevata capacità di ragionamento e di collegamento.

In sede di esame finale sarà valutata la capacità argomentativa degli studenti con riguardo agli argomenti trattati nel corso; particolare rilievo sarà attribuito alla capacità di coordinamento tra i vari istituti, nell'ottica dell'approccio sistematico alla materia

L’esame si svolge in forma orale ed è volto ad accertare l’effettiva acquisizione delle conoscenze, delle capacità e dei comportamenti indicati negli obiettivi di apprendimento dell’insegnamento.

In particolare, attraverso il colloquio orale lo studente dovrà dimostrare:

la conoscenza e la comprensione dei principali concetti, istituti e casi giurisprudenziali affrontati nel corso (accertamento delle conoscenze);

la capacità di applicare il metodo giuridico e di collocare gli istituti esaminati nel loro contesto storico, politico e istituzionale (accertamento delle capacità);

la capacità di argomentare in modo critico e coerente, utilizzando un linguaggio giuridico appropriato (accertamento dei comportamenti).

Il voto finale è espresso in trentesimi ed è attribuito sulla base della prova orale, tenendo conto della partecipazione attiva alle lezioni e alle discussioni in aula, nonchè alle eventuali attività didattiche integrative.

Ai fini della valutazione:

un voto sufficiente (18–20) è attribuito allo studente che dimostri una conoscenza essenziale degli argomenti trattati;

un voto più che sufficiente (21-23) è attribuito allo studente che dimostri una conoscenza essenziale degli argomenti trattati e una esposizione lineare ma descrittiva;

voti intermedi (24–26) corrispondono a una buona conoscenza dei contenuti e a una esposizione chiara e coerente;

voti elevati (27–30 e lode) sono riservati agli studenti che dimostrino una conoscenza approfondita e sistematica della materia, capacità di analisi critica e di collegamento tra i diversi temi affrontati, nonché padronanza del linguaggio giuridico e delle categorie concettuali.

L'insegnamento mira a sviluppare negli studenti i seguenti atteggiamenti e competenze trasversali:

  1. la capacità di collocare i problemi giuridici del diritto privato in una precipua dimensione istituzionale ed economica, comprendendo le interazioni tra regole giuridiche e dinamiche sociali;
  2. l'attitudine al ragionamento critico e all'analisi rigorosa delle questioni giuridiche;
  3. la capacità di lavorare su testi normativi e giurisprudenziali in modo autonomo e consapevole;
  4. la propensione al confronto dialettico e alla discussione argomentata di tesi contrapposte.

La verifica di tali comportamenti avviene attraverso la partecipazione attiva alle esercitazioni settimanali e, ove sostenuta, attraverso la prova scritta intermedia.

La verifica dell'acquisizione delle conoscenze avviene attraverso un esame orale finale, volto ad accertare:

  1. la conoscenza degli argomenti oggetto del programma;
  2. le acquisizioni metodologiche relative all'analisi e alla soluzione di problemi giuridici;
  3. l'utilizzo appropriato del linguaggio giuridico.

È prevista una prova scritta facoltativa intermedia, finalizzata a verificare la capacità di applicare gli istituti affrontati a lezione a casi concreti e a monitorare il progresso nell'apprendimento.

L'esame si svolge in forma orale. È prevista una prova scritta facoltativa alla fine del corso.

La prova finale e la prova intermedia intendono verificare:

  1. la conoscenza e la comprensione degli istituti giuridici oggetto del corso;
  2. la capacità di applicare a un caso concreto le nozioni teoriche e le regole studiate;
  3. la capacità di argomentare in modo consapevole e critico e di formulare le corrette connessioni tra le regole e gli istituti giuridici esaminati durante il corso;
  4. la chiarezza e la completezza dell'esposizione.

La valutazione finale è espressa in trentesimi (con eventuale lode). Il voto è attribuito secondo i criteri :

  1. conoscenza e comprensione degli istituti affrontati durante il corso;
  2. capacità di applicare le nozioni teoriche e le regole giuridiche a un caso concreto;
  3. capacità argomentativa e interpretativa del dato normativo;
  4. abilità comunicativa, coerenza dell'esposizione e correttezza terminologica.

La tassonomia della valutazione applicata è la seguente:

Fascia

18-21 : Conoscenza essenziale degli argomenti, limitata capacità applicativa e argomentativa, sufficiente padronanza del linguaggio giuridico

22-25 : Conoscenza complessiva degli argomenti e capacità argomentativa e applicativa adeguate ma non approfondite, discreta padronanza del linguaggio giuridico

26-28 : Buona conoscenza degli argomenti e capacità argomentativa e applicativa consapevoli, buona padronanza del linguaggio giuridico

29-30: Ottima conoscenza degli argomenti, piena e matura capacità applicativa e argomentativa, ottima capacità di espressione

30 e lode: Eccellente conoscenza degli argomenti, elevata capacità di analisi e acquisizione di senso critico, eccellente capacità di espressione

Testi di riferimento

Gli studenti possono scegliere fra:

  • a) Breccia, Busnelli, Bruscuglia, Giardina, Giusti, Loi, Navarretta, Paladini, Poletti, Zana, Diritto Privato, tomo I, ult. ed., Utet. La Sez. III del Cap. 2 (LE FORMAZIONI SOCIALI E I SOGGETTI COLLETTIVI DI DIRITTO PRIVATO) è sostituito da. Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, Wolters Kluwer, 2025, pp. 593-539; La Sez. V del cap. 4, Parte Seconda (I contratti dei consumatori e il problema della giustizia contrattuale) è sostituito da: Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, Wolters Kluwer, 2025, 1511-1565.

Oppure

b) Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, Wolters Kluwer, 2025, cap. I, II, III

 

Gli/le studenti possono scegliere fra due opzioni:

1) Breccia, Busnelli, Bruscuglia, Giardina, Giusti, Loi, Navarretta, Paladini, Poletti, Zana, Diritto Privato, tomo I, ult. ed., Utet. Lo studio del manuale va integrato con i seguenti aggiornamenti, che verranno caricati sulla piattaforma TEAMS dalla docente: Torrente - Schlesinger, Manuale di diritto privato, 2024, pp. 154 - 184 (Gli enti); Dai contratti del consumatore al diritto del consumatore, p. 708-730

2) A.Trabucchi Istituzioni di diritto civile Wolters Kluwer 2024. Lo studio del manuale va integrato con i seguenti approfondimenti, che verranno caricati sulla piattaforma TEAMS dalla docente: Breccia Clausole generali, in Discorsi sul diritto, pp 302-314; Roppo, Contratto di diritto comune, contratto del consumatore, contratto con asimmetria di potere contrattuale: genesi e sviluppi di un nuovo paradigma, in Riv. dir. privato, 2001, p. 769-790.

E' essenziale una Edizione aggiornata del codice civile con le principali leggi speciali

Gli studenti possono scegliere fra due opzioni:

Opzione 1:

Breccia, Busnelli, Bruscuglia, Giardina, Giusti, Loi, Navarretta, Paladini, Poletti, Zana, Diritto Privato, tomo I, ult. ed., Utet.

Lo studio del manuale va integrato con i seguenti aggiornamenti:

Torrente - Schlesinger, Manuale di diritto privato, 2021, pp. 154-184 (Gli enti);

Dai contratti del consumatore al diritto del consumatore, pp. 708-730.

Opzione 2:

A. Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, Wolters Kluwer, 2024.

Lo studio del manuale va integrato con i seguenti approfondimenti, che verranno caricati sulla piattaforma Teams dalla docente:

Breccia, Clausole generali, in Discorsi sul diritto, pp. 302-314;

Roppo, Contratto di diritto comune, contratto del consumatore, contratto con asimmetria di potere contrattuale: genesi e sviluppi di un nuovo paradigma, in Riv. dir. privato, 2001, pp. 769-790.

È indispensabile l'uso di un Codice civile aggiornato, integrato col testo della Costituzione e delle principali leggi speciali.

Codice insegnamento P585676217

Appunti Diritto Privato I parte 1 - Prof. E. Pellecchia — 2021 Il diritto privato si occupa delle relazioni tra privati, caratterizzate dalla parità e autonomia; contrasta con il diritto pubblico, verticale e organizzatore dello Stato. C'è progressiva integrazione tra i due ambiti, con regole del diritto privato applicate in aree di diritto pubblico (es: contratti con la pubblica amministrazione) e viceversa. Norme derogabili riflettono interessi privati, mentre inderogabili proteggono interessi pubblici o generali, limitando l'autonomia dei privati per prevenire vulnerabilità. Appunti Diritto privato I parte 2° - Prof. E. Pellecchia — 2021 Patti in vista della conclusione di contratti, trattative e responsabilità precontrattuale, vizi del consenso, forma del contratto, oggetto e causa. Discussione su patto di opzione e prelazione, contratti preliminari e sequenza contratto preliminare-contratto definitivo per gestire sopravvenienze. Contratto preliminare contiene elementi del successivo, obbligo di stipulare contratto definitivo entro data. Utilizzato per approfondimenti o completamento accertamenti, forma relazionem, nullità se non conforma a quella del contratto definitivo. Appunti Diritto Privato I — 2025 Il diritto privato riguarda i rapporti orizzontali tra soggetti privati, con grande autonomia e patrimonio. Interseca il pubblico in Costituzione. Istituzioni sono pilastri del diritto privato, regole sono enunciati testuali con nome tecnico. Disposizioni sono statiche, norme dinamiche; le prime sono derogabili, le seconde imperative o di ordine pubblico. Le regole giuridiche hanno protasi e apotasi. Fonti del diritto: scritte (leggi) e non scritte (consuetudini). Codice civile 1942 sopravvissuto alla caduta del fascismo, con ruolo persistente nell'attualità. Figlio di codici precedenti, caratterizzato da dinamismo. Particolarismo giuridico indica rego Appunti Forza di legge fra le parti — 2019 pillola free Il riassunto affronta la forza di legge del contratto, "pacta sunt servanda", e le modalità di scioglimento del vincolo, inclusi il recesso unilaterale (liberatorio, di autotutela, o 'ius penitendi' per i consumatori) e le sue regolamentazioni secondo l'Art. 1373, con possibili corrispettivi come la multa penitenziale. Successivamente, esplora il concetto di invalidità del contratto, distinguendo tra nullità (tutela interessi generali, imprescrittibile, insanabile ma convertibile, rilevabile d'ufficio) e annullabilità, e le diverse forme di nullità (testuali, virtuali, parziali), analizzando anche gli effetti su usucapione e acquisti a non domino.
ECONOMIA POLITICA 1° anno · 9 CFU · SECS-P/01 · 3 file
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Il corso di Economia Politica - EPLMG per gli studenti della laurea magistrale in Giurisprudenza mira a fornire le nozioni di microeconomia e di macroeconomia fondamentali per la comprensione del funzionamento delle…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso di Economia Politica - EPLMG per gli studenti della laurea magistrale in Giurisprudenza mira a fornire le nozioni di microeconomia e di macroeconomia fondamentali per la  comprensione del funzionamento delle moderne economie. Particolare attenzione sarà rivolta a quegli aspetti della microeconomia, quali la teoria delle esternalità, dei beni pubblici e delle asimmetrie  informative, la teoria delle forme di mercato non perfettamente concorrenziali ed il ruolo dello Stato nell’economia che hanno maggiore rilevanza per lo studente di materie giuridiche.

L’insegnamento di Economia Politica si propone di fornire allo studente gli strumenti necessari per acquisire conoscenze rispetto ai contenuti microeconomici e macroeconomici della disciplina. Lo scopo principale è quello di offrire le nozioni (a partire da quelle di base fino a quelle più avanzate) di microeconomia e macroeconomia, presentando e dimostrando la loro applicabilità alla teoria economica contemporanea. Particolare attenzione verrà rivolta a quegli aspetti dell’economia politica al fine di garantire un migliore apprendimento dei meccanismi istituzionali preposti alla politica economica e finanziaria nazionale e internazionale (da un punto di vista macroeconomico). Da un punto di vista microeconomico, invece, l’insegnamento si propone di spiegare le scelte individuali di soggetti economici posti in interazione di mercato con o senza interazione strategica, insistendo sulla valutazione degli effetti delle scelte individuali sul benessere sociale. Verrà quindi analizzato il funzionamento di un’economia da un punto di vista macroeconomico concentrandosi su ciclo economico, inflazione e disoccupazione. Nel corso delle lezioni, verranno studiati i seguenti temi:

1) Microeconomia: principi e metodi di teoria della scelta, preferenze del consumatore e domanda, ricavi e costi dell’impresa, efficienza e concorrenza, monopolio e regolazione, oligopolio e difesa della concorrenza, effetti esterni (esternalità), asimmetrie informative e beni pubblici, problemi della scelta collettiva, situazioni di interazione strategica.

2) Macroeconomia: introduzione alla contabilità nazionale, domanda aggregata e reddito di equilibrio (mercato dei beni), bilancio pubblico, mercato della moneta e mercati finanziari, analisi di determinazione del tasso di interesse, modello reddito-spesa, modello IS-LM, modello domanda aggregata e offerta aggregata, politiche economiche (politica economica in economia chiusa: politica monetaria e politica fiscale), bilancia dei pagamenti, economia aperta e politiche economiche in economia aperta, problemi di crescita e sviluppo.

Al termine del corso lo studente conoscerà i concetti fondamentali, i modelli di base e i più comuni approcci teorici della microeconomia e della macroeconomia.

La parte di microeconomia introduce preliminarmente il concetto di costo opportunità e la teoria del vantaggio comparato come criterio di specializzazione, gli elementi base del modello di domanda e offerta e il concetto di ottimo paretiano come criterio generale di efficienza. Su queste basi, vengono poi trasmesse le conoscenze necessarie per analizzare il funzionamento del mercato a partire dalla logica delle scelte individuali dei consumatori in base alle loro preferenze e al loro reddito e delle imprese in base ai costi che è necessario affrontare e ai ricavi che si possono ottenere per ogni livello della produzione. Verranno quindi acquisite le conoscenze utili all'analisi delle strutture di mercato, cioè la concorrenza perfetta, il monopolio, la concorrenza perfetta e l'oligopolio.

Dopo aver considerato i fallimenti del mercato legati al potere di mercato delle imprese nelle strutture di mercato non perfettamente concorrenziali, sia in situazioni non strategiche (monopolio e concorrenza monopolistica) che strategiche (oligopolio), questa parte del corso fornisce poi gli strumenti di analisi dei fallimenti del mercato derivanti dalla presenza di imperfezioni e asimmetrie informative, esternalità positive e negative, non escludibilità e non rivalità dei beni (beni pubblici, beni comuni, beni di club).

La parte di macroeconomia introduce gli elementi fondamentali della contabilità economica nazionale per quanto riguarda il calcolo del PIL nominale come misura di base dell’attività economica aggregata, del PIL reale e delle sue variazioni come misura della crescita, del deflatore del PIL e dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) come misure dell’inflazione.

A partire dai concetti di PIL potenziale e domanda aggregata e dall’analisi delle funzioni svolte dalla moneta, le principali conoscenze fornite da questa parte del corso si sviluppano a partire dalla distinzione tra teoria macroeconomia di lungo periodo e di breve periodo.

L’analisi di lungo periodo introduce il modello di Solow, il modello del mercato dei fondi mutuabili e la teoria quantitativa della moneta come base per l’analisi di un sistema economico che funziona normalmente lungo il percorso di crescita del suo PIL potenziale. L’analisi di breve periodo fornisce i concetti che permettono l’analisi delle fluttuazioni cicliche del PIL attorno al potenziale. Ne fanno parte il modello reddito spesa, il concetto di moltiplicatore della spesa e il modello IS-LM per l’analisi a prezzi costanti; il modello di offerta aggregata - domanda aggregata per l’analisi a prezzi variabili. In questa parte vengono anche analizzati gli elementi essenziali del sistema bancario, il meccanismo di trasmissione e gli strumenti della politica monetaria della banca centrale, la politica di bilancio (politica fiscale) del governo. Il mercato dei cambi e la teoria della parità di potere d’acquisto, l’estensione del meccanismo di trasmissione in presenza di mercato dei cambi, l’applicazione della teoria dei vantaggi comparati al commercio estero completano il corso estendendo l’analisi di breve periodo al caso dei sistemi aperti.

Programma

Microeconomia: Formazione dei prezzi nei mercati perfettamente concorrenziali. Benessere sociale e distorsioni del mercato. Le imprese e i mercati dei fattori di produzione. I fallimenti del mercato e le relative soluzioni.

Macroeconomia: La crescita economica. Le fluttuazioni cicliche. Le istituzioni e le politiche macroeconomiche. L’economia internazionale.

Le informazioni di dettaglio sul programma, incluse le parti del manuale da preparare, sono disponibili sul Team del corso.

Nessun particolare prerequisito, se non la conoscenza di nozioni base di matematica (a livello di scuola secondaria di primo grado) e di costruzione dei grafici cartesiani.

Il corso mira a incoraggiare e sviluppare, in ciascuna/o studentessa/studente, una maggiore autonomia di giudizio su questioni economiche, fornendo, allo stesso tempo, l’orientamento per eventuali studi e approfondimenti successivi in campo economico. Certamente non ultimo in termini di importanza, scopo del corso è anche di incoraggiare il confronto con il punto di vista proprio degli economisti sulle tante questioni che rientrano, da punti di vista diversi e non sempre traducibili tra loro in modo immediato, negli interessi professionali della/del giurista così come in quelli dell’economista. 

Microeconomia

Il mercato. La teoria del consumatore e la curva di domanda. L'offerta di lavoro ed il risparmio. Consumo intertemporale. La teoria dell'impresa e la curva di offerta. La tecnologia ed i costi di produzione. La teoria del mercato concorrenziale: i prodotti. La teoria del mercato concorrenziale: i fattori. L'equilibrio economico generale e la Pareto ottimalità. I mercati incompleti (fallimenti del mercato, esternalità e beni pubblici). Il monopolio e la concorrenza monopolistica. L'oligopolio (interazione strategica ed equilibrio di Nash).

Macroeconomia

La contabilità nazionale e le principali grandezze macroeconomiche. Il ciclio economico, l'inflazione e la disoccupazione. Il principio della domanda effettiva. Gli investimenti ed i mercati finanziari: la curva IS. La moneta ed i titoli: la curva LM. L'equilibrio di breve periodo: il modello reddito-spesa ed il modello IS-LM. L'equilibrio di breve periodo in economia aperta. I prezzi e la produzione nel medio periodo: keynesiani e neoclassici, il modello domanda aggregata ed offerta aggregata. Le rigidità reali e l'equilibrio di medio periodo. Le aspettative, le rigidità nominali e le fluttuazioni del reddito. La crescita nel lungo periodo.

Per seguire in modo più proficuo il corso si ritengono necessarie le conoscenze di base per studiare le relazioni matematiche tra le variabili. I concetti studiati dagli economisti possono essere espressi numericamente, le variabili economiche sono quindi correlate tra loro e l’analisi geometrica rappresenta uno dei modi possibili per descrivere ed analizzare queste relazioni. I modelli economici (matematico-geometrici) servono a due scopi. In primo luogo, alla formulazione delle teorie economiche, offrendo una rappresentazione sintetica e visiva delle teorie più facilmente comprensibile della corrispondente espressione analitica, che ricorre generalmente ad equazioni matematiche. In secondo luogo, nell’analisi dei dati economici, i modelli di scoprire come le variabili siano correlate tra loro nella realtà.

I fondamenti delle ragioni delle scelte individuali di consumatori e imprese e dell'intervento pubblico nell'economia, nonché l'analisi della teoria macroeconomica daranno allo studente la possibilità di capire e valutare gli effetti delle politiche di redistribuzione del reddito e delle politiche monetarie e fiscali. Inoltre, lo studente avrà la capacità di comprendere più approfonditamente e da un punto di vista critico i fatti osservati.

MICROECONOMIA:

  • Specializzazione e benefici dello scambio
  • Fondamenti della teoria della domanda e dell'offerta. L'elasticità della domanda. La relazione tra elasticità e spesa totale.
  • La teoria del consumatore come comportamento massimizzante attraverso lo studio degli elementi oggettivi e degli elementi soggettivi: la retta di bilancio e la mappa delle curve di indifferenza.
  • La teoria dell'offerta. L'impresa, i costi e la produzione ottima nel breve periodo e nel lungo periodo.
  • La concorrenza perfetta
  • Il monopolio, l'inefficienza del monopolio, la discriminazione sul prezzo, criteri di intervento del regolatore in caso di potere monopolistico.
  • La concorrenza monopolistica.
  • L'oligopolio e il comportamento strategico.
  • Le esternalità e il problema del costo sociale.
  • Beni pubblici, beni comuni, beni di club.
  • Economia dell'informazione e alcune applicazioni relativi agli strumenti base dei mercato finanziari
  • Il mercato del lavoro e i mercati dei fattori produttivi in generale.

MACROECONOMIA

  • Contabilità economica nazionale e calcolo del PIL.
  • Alcune questioni fondamentali: crescita economica, disoccupazione, inflazione. Il concetto di PIL potenziale e la distinzione tra macroeconomia del lungo e del breve periodo.
  • La macroeconomia del lungo periodo, la crescita economica e il modello di Solow; il mercato dei fondi mutuabili.
  • Un primo modello di breve periodo a prezzi costanti del settore reale: il modello reddito-spesa e il principio del moltiplicatore: un primo approccio alla politica fiscale.
  • Moneta, banche, mercato monetario: la banca centrale, le sue funzioni, e un primo approccio alla politica monetaria e al suo meccanismo di trasmissione in un sistema chiuso.
  • La neutralità della moneta nella macroeconomia del lungo periodo: teoria quantitativa e dicotomia classica.
  • Un secondo modello di breve periodo a prezzi costanti: il modello IS-LM e il superamento della dicotomia classica nella macroeconomia del breve periodo.
  • Politica monetaria e politica fiscale in un sistema chiuso nel modello IS-LM.
  • Mercati dei cambi e bilancia dei pagamenti. Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria in un sistema aperto.
  • Il modello di breve periodo a prezzi variabili: il modello di offerta aggregata e domanda aggregata (AS-AD).
  • Vantaggio comparato e commercio estero, ragioni del protezionismo.

Ai fini di una migliore comprensione del corso la/lo studentessa/studente deve accertarsi di avere dimestichezza con alcune nozioni di base di matematica. In particolare, è necessario saper leggere un’equazione, conoscere il concetto di funzione, avere dimestichezza con i grafici cartesiani.

Il corso mira a incoraggiare e sviluppare, in ciascuna/o studentessa/studente, una maggiore autonomia di giudizio su questioni economiche, fornendo, allo stesso tempo, l’orientamento per eventuali studi e approfondimenti successivi in campo economico. Certamente non ultimo in termini di importanza, scopo del corso è anche di incoraggiare il confronto con il punto di vista proprio degli economisti sulle tante questioni che rientrano, da punti di vista diversi e non sempre traducibili tra loro in modo immediato, negli interessi professionali della/del giurista così come in quelli dell’economista.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità mira a valutare la preparazione teorica dello studente. L ’uso corretto della terminologia economica da parte dello studente è essenziale a svolgere in modo adeguato questa verifica. Durante la frequenza del corso e la preparazione dell’esame, è suggerito il confronto con l’attualità economica, attraverso la lettura dei mezzi di informazione, come esercizio utile alla verifica della capacità di applicazione dei concetti acquisiti. 

La verifica dell’apprendimento è finalizzata a valutare i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi formativi del corso. In particolare, la prova d’esame è strutturata in modo da poter valutare le conoscenze teoriche acquisite, la capacità di sviluppare, con autonomia di giudizio e con appropriata terminologia, un tipo di analisi basata sulla teoria economica.

Ferma restando la facoltà per gli studenti di sostituire, come sopra specificato (vedi la sezione “Verifica delle conoscenze”), parte del programma per la prova orale con una prova scritta, l’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza dei concetti fondamentali

(b) la conoscenza dei modelli teorici della microeconomia e della macroeconomia

(c) la capacità di individuare i modelli teorici rilevanti rispetto a una singola questione

(d) la capacità di confrontare tra loro, ove questi siano stati presentati, approcci analitici diversi ad una stessa questione

(e) la chiarezza espositiva e proprietà di linguaggio

Gli stessi criteri saranno oggetto di verifica per coloro che si avvarranno della prova scritta.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti di teoria micro e macroeconomica;
  • capacità di individuare i modelli teorici rilevanti rispetto ad una singola questione;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità di discutere, in termini molto generali ma chiari, la rilevanza di un modello teorico astratto, basato su un sistema di ipotesi, rispetto a un problema concreto;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Per coloro che si avvarranno della prova scritta, la valutazione finale terrà conto delle risultanze di entrambe le prove, scritta e orale, valutate in modo equilibrato e in funzione del contenuto delle prove stesse.

In sede di prova scritta o di esame orale integrativo o generale verrà valutata dalla commissione d'esame la capacità espositiva e applicativa delle nozioni apprese durante il corso.

La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato e il docente titolare del corso. La prova orale è superata se lo studente mostra di essere a conoscenza delle nozioni fondamentali e di sapersi esprimere in modo chiaro. La prova orale è valutata in trentesimi. Relativamente alla prova scritta di microeconomia e macroeconomia che sarà effettuata al termine del ciclo delle lezioni, essa conterrà domande su argomenti trattati durante il corso. Esse avranno lo scopo di accertare le conoscenze dello studente sui temi trattati nonché cercare di capire l'autonoma capacità critica che ci si aspetta lo studente abbia nell'affrontare una materia come Economia Politica.

La verifica delle capacità mira a valutare la preparazione teorica dello studente. L’uso corretto della terminologia economica da parte dello studente è essenziale a svolgere in modo adeguato questa verifica. Durante la frequenza del corso e la preparazione dell’esame, è suggerito il confronto con l’attualità economica, attraverso la lettura dei giornali, come esercizio utile alla verifica della capacità di applicazione dei concetti acquisiti.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata a valutare, nel quadro fornito dai Descrittori di Dublino, i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi formativi del corso. In particolare, la prova d’esame è strutturata in modo da poter valutare le conoscenze teoriche acquisite, la capacità di sviluppare, con autonomia di giudizio e con appropriata terminologia, un tipo di analisi basata sulla teoria economica.

Il voto è in trentesimi. Studentesse e studenti possono scegliere tra due modalità di esame:

(1) esame finale in forma orale su tutto il programma;

(2) una prova scritta sulla parte di microeconomia a metà del corso (aprile) ; una prova scritta sulla parte di macroeconomia alla fine del corso (metà maggio).

Data l'opzione (1), la partecipazione alle prove scritte, per quanto consigliata, rimane puramente facoltativa.

Le prove, sia scritte che orali, sono volte a verificare:

(a) conoscenza dei concetti fondamentali

(b) conoscenza dei modelli teorici della microeconomia e della macroeconomia

(d) capacità di individuare i modelli teorici rilevanti rispetto a una singola questione

(e) la capacità di confrontare tra loro, ove questi siano stati presentati, approcci analitici diversi ad una stessa questione

(d) chiarezza espositiva e proprietà di linguaggio

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti di teoria micro e macroeconomica;
  • capacità di individuare i modelli teorici rilevanti rispetto ad una singola questione;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità di discutere, in termini molto generali ma chiari, la rilevanza di un modello teorico astratto, basato su un sistema di ipotesi, rispetto a un problema concreto;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la prova è valutata secondo la seguente scala qualitativa:

18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità analitiche limitate e uso elementare della terminologia economica;

22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di utilizzo dei modelli teorici ai fini dell’analisi economica, capacità di svolgere in esporre in modo autonomo i singoli contenuti analitici del corso;

26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di impostare una discussione in cui si pongono in relazione tra loro le diverse parti della teoria economica, piena dimestichezza con la terminologia economica;

29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza tanto dell’apparato teorico quanto del linguaggio economico, autonomia nella trattazione analitica dei singoli modelli teorici e del loro campo applicativo;

30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, piena padronanza tanto dell’apparato teorico quanto del linguaggio economico, completa autonomia nella trattazione analitica dei singoli modelli teorici e nell’individuazione dei modelli teorici rilevanti rispetto a una singola questione concreta.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

Libro di testo:

Mankiw & Taylor, Principi di Economia, 9°ed., Zanichelli 2025.

In alternativa gli studenti possono utilizzare:

Mankiw, L’Essenziale di Economia, 8°ed., Zanichelli 2024.

Dispense delle lezioni OBBLIGATORIE, disponibili su Teams.

Lettura consigliata: Russell Roberts, Una favola sul libero scambio, il protezionismo e i dazi, Rubbettino Editore 2025.

Testo d'esame: Saltari E., Di Bartolomeo, G., Tilli, R., 2019. Principi di economia politica, Roma, Carocci editore, 2019. Sarà eventualmente messo a disposizione degli studenti altro materiale (dispense, grafici, ecc.) che, tuttavia, non sostituirà lo studio del libro di testo.

Per preparare l'esame è consigliato l'utilizzo del seguente manuale:

Robert. H. Frank, Ben S. Bernanke, Kate Antonovics, Ori Heffetz, Principi di economia, McGraw Hill, V edizione.

Fa parte del programma di esame anche tutto il materiale che verrà caricato sulla piattaforma e-learning a sul Team del corso durante il periodo delle lezioni.

Codice insegnamento P595956745

FILOSOFIA DEL DIRITTO 1° anno · 9 CFU · IUS/20 · 3 file
Archivio Globale

Il corso si propone di far acquisire agli studenti una solida conoscenza della storia della filosofia del diritto e delle questioni più rilevanti della teoria del diritto e dello stato, in modo da metterli in…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di far acquisire agli studenti una solida conoscenza della storia della filosofia del diritto e delle questioni più rilevanti della teoria del diritto e dello stato, in modo da metterli in condizioni di affrontare con buone capacità di analisi critica lo studio del diritto positivo.

Il corso si propone di far acquisire alle/agli studenti una solida conoscenza della storia della filosofia del diritto e delle questioni più rilevanti della teoria del diritto e dello stato, contribuendo alla formazione della loro cultura giuridica di base e favorendo lo sviluppo delle attitudini necessarie per affrontare con buone capacità di analisi e adeguata consapevolezza critica lo studio del diritto positivo.

Il corso si propone di far acquisire alle/agli studenti una solida conoscenza della storia della filosofia del diritto e delle questioni più rilevanti della teoria del diritto e dello stato, contribuendo alla formazione della loro cultura giuridica di base e favorendo lo sviluppo delle attitudini necessarie per affrontare con buone capacità di analisi e adeguata consapevolezza critica lo studio del diritto positivo.

Programma

Attraverso lo studio dei classici del pensiero politico e giuridico verranno ricostruiti i principali concetti della teoria del diritto e della giustizia nella loro evoluzione storica. Particolare attenzione verrà dedicata al rapporto tra guerra, pace e diritto.

Argomenti delle lezioni:

Introduzione alla filosofia del diritto e al tema monografico.

Diritto, forza e giustizia nella Grecia antica. I sofisti. Socrate. Platone. Aristotele.

Diritto e giustizia a Roma: Cicerone.

Città di Dio e Città dell’uomo: il pensiero cristiano delle origini.

Agostino d’Ippona. Tommaso d’Aquino.

Il pensiero politico-giuridico del medioevo: Marsilio da Padova.

La nascita dello Stato moderno. Jean Bodin.

La seconda scolastica e la tematica della guerra giusta

La nascita del diritto internazionale moderno: Ugo Grozio.

Il modello giusnaturalistico: Hobbes, Locke, Spinoza, Rousseau.

Guerra, diritto, pace perpetua: Immanuel Kant.

L’illuminismo giuridico.

Tra Ragione e Storia: La polemica sulla codificazione

Il positivismo giuridico: Bentham e Austin.

La teoria del diritto novecentesca: Kelsen, Hart, giusrealismo e neocostituzionalismo.

L’ordine internazionale nel secondo dopoguerra e la riflessione filosofico-giuridica.

Il corso presuppone un’adeguata conoscenza delle principali tematiche di ca­rattere culturale e storico-po­li­ti­co che sono oggetto dei programmi delle scuole secondarie di secondo grado.

Il corso intende fare acquisire agli studenti attitudine a prendere posizione in modo argomentato e consapevole e a esprimere efficacemente il loro pensiero facendo un uso appropriato del linguaggio e imparando a sfruttarne appieno le potenzialità.

La parte istituzionale del corso verterà sui seguenti temi: Diritto e politica nella cultura classica; Socrate, Platone e 'il potere della verità' – Aristotele: etica, politica, diritto; Agostino d'Ippona e Tommaso d’Aquino: legge, ragione, volontà – Marsilio da Padova – Machiavelli: diritto e conflitto - Francisco de Vitoria: i diritti e la guerra – Stato e sovranità: Bodin – Grozio e il giusnaturalismo moderno – Hobbes, Locke, Spinoza: diritto e forza – Montesquieu e la dottrina della separazione dei poteri – Rousseau e Kant: diritto e libertà – Bentham e l'utilitarismo giuridico – Illuminismo e codificazione – Savigny e la Scuola storica del diritto – Dalla giurisprudenza dei concetti alla giurisprudenza degli interessi – La dottrina pura del diritto: Kelsen. La parte monografica del corso verterà sulla questione palestinese, che costituisce un tragico esempio della complessità dei nessi intercorrenti fra diritto, politica e violenza, e si svolgerà in modo seminariale. Il corso presuppone un’adeguata conoscenza delle principali tematiche di carattere storico-politico che sono oggetto dei programmi delle scuole secondarie di secondo grado. Il corso intende fare acquisire alle/agli studenti attitudine a prendere posizione in modo argomentato e consapevole e a esprimere efficacemente il loro pensiero facendo un uso appropriato del linguaggio e imparando a sfruttarne appieno le potenzialità.

Attraverso lo studio dei classici del pensiero politico e giuridico verranno ricostruiti i principali concetti della teoria del diritto e dello Stato nella loro evoluzione storica. Nel presente anno accademico la sezione monografica sarà dedicata a “Il diritto tra la guerra e la pace”.

Introduzione alla filosofia del diritto e al tema monografico. Diritto, forza e giustizia nella Grecia antica. I sofisti. Socrate. Platone. Aristotele. Diritto e giustizia a Roma: Cicerone. Città di Dio e Città dell’uomo: il pensiero cristiano delle origini. Agostino d’Ippona. Tommaso d’Aquino. Il pensiero politico-giuridico del medioevo: Marsilio da Padova. La nascita dello Stato moderno: Machiavelli. La Riforma protestante. Jean Bodin. La seconda scolastica e la tematica della guerra giusta. Nascita del diritto internazionale moderno: Ugo Grozio. Il modello giusnaturalistico: Hobbes, Locke, Spinoza, Rousseau. Guerra, diritto, pace perpetua: Immanuel Kant. L’illuminismo giuridico. Il pensiero giuridico dello storicismo: Montesquieu, Hegel, la polemica sulla codificazione. Il positivismo giuridico: Bentham, Austin, Jhering, Kelsen.

Il corso presuppone un’adeguata conoscenza delle principali tematiche di carattere storico-politico che sono oggetto dei programmi delle scuole secondarie di secondo grado.

Il corso intende fare acquisire alle/agli studenti attitudine a prendere posizione in modo argomentato e consapevole e a esprimere efficacemente il loro pensiero facendo un uso appropriato del linguaggio e imparando a sfruttarne appieno le potenzialità.

Modalità d'esame

Nel corso dell'esame finale sarà verificata la capacità degli studenti di riconoscere e utilizzare criticamente i concetti fondamentali della teoria giuridica e della dottrina dello stato e di elaborare in modo rigoroso, coerente e conseguente riflessioni autonome tenendo conto anche delle nozioni apprese. Durante le revisioni periodiche degli argomenti trattati a lezione, partecipando all'elaborazione delle domande che potranno essere rivolte loro all'esame, gli studenti potranno mettere alla prova le loro capacità analitiche e argomentative.

L’esame finale si svolgerà in forma orale e consisterà in un colloquio nel corso del quale gli studenti dovranno dimostrare di avere acquisito le conoscenze, le capacità e le attitudini richieste rispondendo correttamente a domande inerenti ai contenuti del corso.

L'esame verificherà, in particolare:

(a) la conoscenza degli argomenti indicati nel programma;

(b) la capacità di applicare le conoscenze acquisite elaborando riflessioni autonome in modo rigoroso, coerente e conseguente;

(c) l'attitudine a esprimersi correttamente, facendo un uso per quanto possibile appropriato del linguaggio.

La determinazione del voto finale terrà conto in egual misura di questi tre elementi.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la prova dello studente sarà valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità analitiche, argomentative ed espressive limitate, limitata padronanza del linguaggio;
  • 22–25: conoscenza adeguata ma non approfondita degli argomenti, discrete capacità analitiche, argomentative ed espressive; discreta padronanza del linguaggio;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata degli argomenti, buone capacità analitiche, argomentative ed espressive, buona padronanza del linguaggio;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita degli argomenti, ottime capacità analitiche, argomentative ed espressive, piena padronanza del linguaggio;
  • 30 e lode: conoscenza esaustiva degli argomenti ed eccellenti capacità analitiche, argomentative ed espressive, assoluta padronanza del linguaggio.

Nel corso dell'esame finale sarà verificata la capacità degli/delle studenti di riconoscere e utilizzare criticamente i concetti fondamentali della teoria giuridica e della dottrina dello stato e di elaborare in modo rigoroso, coerente e conseguente riflessioni autonome tenendo conto anche delle nozioni apprese. Durante le revisioni periodiche degli argomenti trattati a lezione, partecipando all'elaborazione delle domande che potranno essere rivolte loro all'esame, le/gli studenti potranno mettere alla prova le loro capacità analitiche e argomentative.

L’esame finale si svolgerà in forma orale e consisterà in un colloquio nel corso del quale le/gli studenti dovranno dimostrare di avere acquisito le conoscenze, le capacità e le attitudini richieste rispondendo correttamente a domande tratte da un elenco previamente concordato. L'esame verificherà, in particolare: (a) la conoscenza degli argomenti indicati nel programma; (b) la capacità di applicare le conoscenze acquisite elaborando riflessioni autonome in modo rigoroso, coerente e consequenziale; (c) l'attitudine a esprimersi correttamente, facendo un uso per quanto possibile appropriato del linguaggio. La determinazione del voto finale terrà conto in egual misura di questi tre elementi. Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la prova dello studente sarà valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa: 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità analitiche, argomentative ed espressive limitate, limitata padronanza del linguaggio; 22–25: conoscenza adeguata ma non approfondita degli argomenti, discrete capacità analitiche, argomentative ed espressive; discreta padronanza del linguaggio; 26–28: conoscenza buona e articolata degli argomenti, buone capacità analitiche, argomentative ed espressive, buona padronanza del linguaggio; 29–30: conoscenza molto approfondita degli argomenti, ottime capacità analitiche, argomentative ed espressive, piena padronanza del linguaggio; 30 e lode: conoscenza esaustiva degli argomenti ed eccellenti capacità analitiche, argomentative ed espressive, assoluta padronanza del linguaggio.

Nel corso dell'esame finale sarà verificata la capacità degli/degli studenti di riconoscere e utilizzare criticamente i concetti fondamentali della teoria giuridica e della dottrina dello stato e di elaborare in modo rigoroso, coerente e conseguente riflessioni autonome tenendo conto anche delle nozioni apprese. Durante le revisioni periodiche degli argomenti trattati a lezione, partecipando all'elaborazione delle domande che potranno essere rivolte loro all'esame, le/gli studenti potranno mettere alla prova le loro capacità analitiche e argomentative.

L’esame finale si svolgerà in forma orale e consisterà in un colloquio nel corso del quale le/gli studenti dovranno dimostrare di avere acquisito le conoscenze, le capacità e le attitudini richieste rispondendo correttamente a domande tratte da un elenco previamente concordato.

L'esame verificherà, in particolare:

(a) la conoscenza degli argomenti indicati nel programma;

(b) la capacità di applicare le conoscenze acquisite elaborando riflessioni autonome in modo rigoroso, coerente e conseguente;

(c) l'attitudine a esprimersi correttamente, facendo un uso per quanto possibile appropriato del linguaggio.

La determinazione del voto finale terrà conto in egual misura di questi tre elementi.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la prova dello studente sarà valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità analitiche, argomentative ed espressive limitate, limitata padronanza del linguaggio;
  • 22–25: conoscenza adeguata ma non approfondita degli argomenti, discrete capacità analitiche, argomentative ed espressive; discreta padronanza del linguaggio;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata degli argomenti, buone capacità analitiche, argomentative ed espressive, buona padronanza del linguaggio;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita degli argomenti, ottime capacità analitiche, argomentative ed espressive, piena padronanza del linguaggio;
  • 30 e lode: conoscenza esaustiva degli argomenti ed eccellenti capacità analitiche, argomentative ed espressive, assoluta padronanza del linguaggio.

Testi di riferimento

Coloro che frequenteranno le lezioni potranno studiare sugli appunti presi personalmente e sui materiali che verranno forniti dal docente durante il corso, a cui è da aggiungere la lettura del testo seguente, dedicato al tema monografico del rapporto tra guerra, pace e diritto::

  • T. Greco, Critica della ragione bellica, Laterza, Roma-Bari 2025.

Chi volesse accompagnare lo studio degli appunti con un manuale, può adoperarne uno dei seguenti:

— T. Casadei-G. Zanetti, Manuale multimediale di filosofia del diritto, Giappichelli 2022.

— T. Gazzolo-S. Pietropaoli (a cura di), Manuale di filosofia del diritto. Teoria e storia del pensiero giuridico, Quodlibet 2024 (capitoli: 1-10; 13-22; 26-32).

Chi frequenterà regolarmente le lezioni potrà studiare sugli appunti presi personalmente a lezione e sui materiali che verranno forniti dal docente. È comunque suggerita la lettura di uno dei seguenti testi: T. Casadei-G. Zanetti, Manuale multimediale di filosofia del diritto, Giappichelli 2022. T. Gazzolo-S. Pietropaoli (a cura di), Manuale di filosofia del diritto. Teoria e storia del pensiero giuridico, Quodlibet, 2024 (capitoli: 1-10; 13-22; 26-32).

Coloro che frequenteranno le lezioni potranno studiare sugli appunti presi personalmente e sui materiali che verranno forniti dal docente durante il corso, cui è da aggiungere per la parte monografica il testo seguente:

  • T. Greco, Critica della ragione bellica, Laterza, Roma-Bari 2025.

Chi volesse accompagnare lo studio degli appunti con un manuale, può adoperare uno dei testi seguenti:

  • Per la storia della filosofia del diritto, uno dei due manuali seguenti (a scelta)

—   T. Casadei-G. Zanetti, Manuale di filosofia del diritto. Figure, categorie e contesti, Giappichelli 2019.

—   T. Gazzolo-S. Pietropaoli (a cura di), Manuale di filosofia del diritto. Teoria e storia del pensiero giuridico, Quodlibet, Macerata 2024.

  • Per una introduzione ai principali concetti:

—   Dimensioni del diritto, a cura di A. Andronico, T. Greco, F. Macioce, Giappichelli 2019.

Durante le lezioni è utile avere a disposizione la dispensa contenente le citazioni tratte dalle opere degli autori che verranno trattati, disponibile sulla piattaforma elearning.jus.unipi.it (alla quale occorre iscriversi).

Codice insegnamento P755639678

Riassunti Le antinomie — 2021 pillola free Antinomie sono conflitti tra norme che stabiliscono conseguenze diverse per la stessa fattispecie. In astratto rare, in concreto più comuni. Soluzioni: interpretazione adeguatrice, tecniche positive (principi gerarchico, cronologico, competenza), specialità e incompatibilità. Antinomie tra principi costituzionali risolti mediante ponderazione assiologica. Riassunti Civil law e common law — 2021 pillola free I sistemi civil law e common law differiscono nella natura dei precedenti. Nel civil law, i precedenti sono interpretazioni di testi, mentre nel common law sono decisioni su casi specifici. I giudici inferiori devono conformarsi alle decisioni superiori nel common law a causa della regola del precedente vincolante. Tuttavia, l'uso dei precedenti presenta problematiche: la somiglianza tra casi è soggettiva e non c'è un criterio specifico per determinarla; spesso si applica la tecnica di distinguishing per evitare il vincolo. La regola del precedente richiede l'interpretazione della ratio discendi, la giustificazione interna della sentenza, che è vincola Appunti Appunti Filosofia del diritto — 2023 pillola free Bodin affronta la questione dello stato in un contesto storico di guerre civili religiose. Definisce lo stato come governo giusto con potere sovrano su diverse famiglie, fondato sulle relazioni verticali di potere. La sovranità non è solo per assicurare la giustizia, ma soprattutto l'esistenza dello stato stesso. Il sovrano deve mantenere unità attraverso il potere assoluto e perpetuo, anche se può ottenere questo potere con forza o consenso. La relazione tra sovrano e sudditi è diversa da quella con i nemici. Questo modello di stato influenzò la concezione moderna dello stesso.
ISTITUZIONI (Diritto Romano I) 1° anno · 2 file
Riassunti Riassunto libro Istituzioni diritto romano — 2025 Il documento "Istituzioni di Diritto Romano" offre una panoramica completa del diritto romano, dalla sua periodizzazione (arcaico, preclassico-classico, postclassico-giustinianeo) ai fondamenti delle persone, famiglia, proprietà e obbligazioni. Esplora concetti chiave come la capacità giuridica e di agire, gli status (libertatis, civitatis, familias), il matrimonio (conventiones in manum, dote, divorzio), e le unioni diverse. Vengono dettagliati i modi di acquisto e difesa della proprietà, i diritti reali minori (usufrutto, servitù, superficie, enfiteusi) e il possesso. Ampio spazio è dedicato alle obbligazioni: fonti, classificazioni, contratti reali, verbali, letterali e consensuali, patti, adempimento, inadempimento e responsabilità, nonché le garanzie. Infine, si analizzano i processi civili, le patologie della volontà e le obbligazioni da fatto illecito (furto, rapina, danneggiamento, iniuria, quasi delitti). Riassunti Processo formulare — 2019 pillola free Il Processo Formulare, introdotto dal pretore peregrino (242 a.C.) e generalizzato con le leggi Giulie, ha rivoluzionato il diritto romano. Basato su 'formule' scritte contenute nell'editto del pretore, offriva maggiore flessibilità rispetto alle precedenti legis actiones. Le formule erano composte da elementi come 'intentio', 'condemnatio' e 'exceptio', adattandosi a diverse pretese. Il procedimento si articolava in due fasi: 'in iure' (davanti al magistrato) e 'apud iudicem' (davanti al giudice). La 'litis contestatio' fissava definitivamente la lite, precludendo nuove azioni per la stessa causa. La sentenza era sempre pecuniaria e portava a esecuzione forzata.
ISTITUZIONI DI DIRITTO ROMANO 1° anno · 9 CFU · IUS/18 · 0 file

Il corso si propone di presentare agli studenti del primo anno un panorama sintetico ma quanto più possibile completo degli istituti di diritto privato romano, illustrando la loro evoluzione nell'opportuna prospettiva…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di presentare agli studenti del primo anno un panorama sintetico ma quanto più possibile completo degli istituti di diritto privato romano, illustrando la loro evoluzione nell'opportuna prospettiva storica ed anche attraverso la lettura diretta di talune fonti romanistiche, oggetto di esame sistematico nel corso di Storia del diritto romano. Nel medesimo tempo, mira anche ad offrire un primo approccio all'approfondimento di problematiche specifiche. Al termine del corso, lo studente avrà ottenuto una conoscenza degli istituti del diritto privato quali: diritto delle persone, diritto ereditario, diritti reali, obbligazioni, diritto commerciale, ordinamenti processuali, con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente, utili alla prosecuzione del corso di studi.

l corso si propone di presentare agli studenti del primo anno un panorama sintetico ma quanto più possibile completo degli istituti di diritto privato romano, illustrando la loro evoluzione nell'opportuna prospettiva storica ed anche attraverso la lettura diretta di talune fonti romanistiche, oggetto di esame sistematico nel corso di Storia del diritto romano. Nel medesimo tempo, mira anche ad offrire un primo approccio all'approfondimento di problematiche specifiche. Al termine del corso, lo studente avrà ottenuto una conoscenza degli istituti del diritto privato quali: diritto delle persone, diritti reali, delle obbligazioni, degli ordinamenti processuali e del diritto ereditario, con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente, utili alla prosecuzione del corso di studi.

Il corso si propone di presentare agli studenti del primo anno un panorama sintetico ma quanto più possibile completo degli istituti di diritto privato romano, illustrando la loro evoluzione nella prospettiva storica ed anche attraverso la lettura diretta di talune fonti romanistiche, oggetto di esame sistematico nel corso di Storia del diritto romano. Nel medesimo tempo, mira anche ad offrire un primo approccio all'approfondimento di problematiche specifiche. Al termine del corso, lo studente avrà ottenuto una conoscenza degli istituti del diritto privato quali: diritto delle persone, diritto ereditario, diritti reali, delle obbligazioni, diritto commerciale e ordinamenti processuali, con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente, utili alla prosecuzione del corso di studi.

Programma

Si procede in modo sistematico all’esposizione delle fonti di produzione dell'ordinamento giuridico nelle varie epoche, del diritto delle persone, dei diritti reali, delle obbligazioni, degli ordinamenti processuali e del diritto ereditario, con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente.

Al fine del raggiungimento degli obiettivi rappresenta un presupposto necessario ed indispensabile la conoscenza di base della storia romana dalle origini al VI secolo d.C., fondata su qualunque corrente manuale scolastico.

Lo studente potrà acquisire una conoscenza delle problematiche giuridiche in chiave di prospettiva storica, indispensabile preparazione alla comprensione del diritto moderno.

Si procede in modo sistematico all’esposizione delle fonti di produzione dell'ordinamento giuridico nelle varie epoche, del diritto delle persone, dei diritti reali, delle obbligazioni, degli ordinamenti processuali e del diritto ereditario, con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente. 

Lo studente potrà acquisire una conoscenza delle problematiche giuridiche in chiave di prospettiva storica, indispensabile preparazione alla comprensione del diritto moderno.

Si procede in modo sistematico all’esposizione delle fonti di produzione dell'ordinamento giuridico nelle varie epoche, del diritto delle persone e della famiglia, del diritto ereditario, dei diritti reali, delle obbligazioni, del diritto commerciale e degli ordinamenti processuali, con richiami relativi all’evoluzione dei diversi istituti e cenni al diritto vigente. 

Al fine del raggiungimento degli obiettivi rappresenta un presupposto necessario ed indispensabile la conoscenza di base della storia romana dalle origini al VI secolo d.C., fondata su qualunque corrente manuale scolastico. Lo studente potrà acquisire una conoscenza delle problematiche giuridiche in chiave di prospettiva storica, indispensabile preparazione alla comprensione del diritto moderno.

Modalità d'esame

In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa da parte degli studenti delle nozioni apprese durante il corso.

L’esame orale consiste in un colloquio tra il candidato, il docente e i collaboratori del docente volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

L’esame orale consiste in un un colloquio tra il candidato, il docente e i collaboratori del docente volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa da parte degli studenti delle nozioni apprese durante il corso. L’esame orale consiste in un un colloquio tra il candidato, il docente e i collaboratori del docente volto a verificare: (a) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso; (b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico; (c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico. La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni: conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso; autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici; abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica. Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa: 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice; 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita; 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente; 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura; 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma. Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

A. Petrucci, Manuale di diritto privato romano, 3 ed., Torino, Giappichelli 2026.

Su indicazione del docente, gli studenti FREQUENTANTI potranno sostituire parti del programma con gli appunti delle lezioni

A. Petrucci, Manuale di diritto privato romano, 3 ed., Torino, Giappichelli 2026. Su indicazione del docente, gli studenti FREQUENTANTI potranno sostituire parti del programma con gli appunti delle lezioni

Codice insegnamento P263104465

STORIA (Diritto Romano II) 1° anno · 1 file
STORIA DEL DIRITTO I (STORIA NAVALE E DEL DIRITTO MARITTIMO) 1° anno · 1 file
STORIA DEL DIRITTO ROMANO 1° anno · 6 CFU · IUS/18 · 0 file

L’insegnamento si propone di illustrare in modo sintetico l’evolversi nei vari periodi storici degli assetti costituzionali, delle fonti del diritto, del sistema di repressione penale, dell'inquadramento giuridico dei…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento si propone di illustrare in modo sintetico l’evolversi nei vari periodi storici degli assetti costituzionali, delle fonti del diritto, del sistema di repressione penale, dell'inquadramento giuridico dei rapporti internazionali e dell'organizzazione amministrativa di Roma antica, dalla sua fondazione all'età di Giustiniano, con accenni anche all'influenza che l'esperienza giuridica romana ha esercitato sulla cultura giuridica occidentale fino all'età contemporanea.

Programma

Il contenuto dell'insegnamento verte sui seguenti argomenti:

a) le strutture costituzionali;

b) le fonti del diritto;

c) gli elementi del diritto e della procedura penale;

d) i profili giuridici dei rapporti internazionali;

e) l'organizzazione amministrativa del territorio.

È presupposta una conoscenza di base della storia romana.

Il corso mira a fornire agli studenti un quadro istituzionale delle problematiche del diritto pubblico, incoraggiandoli a coglierne i principali elementi di continuità di lungo periodo, le peculiarità delle singole fasi di sviluppo e le principali direttrici di evoluzione.

Oltre al possesso di competenze di base (lettura e comprensione di un testo scritto in lingua italiana, capacità di esprimersi in modo corretto in forma orale in lingua italiana anche su argomenti non elementari, capacità di rielaborazione, sintesi e critica di un testo o di una lezione orale), è presupposta una conoscenza di base della storia romana (alcuni suggerimenti a tal fine sono disponibili alla sezione Bibliografia).

Il corso mira a fornire alla comunità discente un quadro istituzionale delle problematiche del diritto pubblico romano, incoraggiandola a coglierne i principali elementi di continuità di lungo periodo, le peculiarità delle singole fasi di sviluppo e le principali direttrici di evoluzione. L'assegnazione, lezione per lezione, di materiali da esaminare in vista della lezione successiva intende abituare la comunità discente alla lettura e comprensione di un testo scritto di livello universitario, a svilupparne le capacità di rielaborarlo e discuterlo in aula, ad autovalutarsi e a richiedere i chiarimenti necessari quando i testi suscitino dubbi o richiedano ulteriori spiegazioni.

Modalità d'esame

La prova finale servirà a valutare la capacità dello studente alla contestualizzazione storica dei principali fenomeni del diritto pubblico romano.

L’esame orale consiste in un un colloquio tra il candidato, il docente e i collaboratori del docente volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

L’esame orale consiste in un colloquio tra il candidato, il docente e i collaboratori del docente volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

La prova finale servirà a valutare le competenze e i contenuti acquisiti dalla comunità discente, con particolare alla contestualizzazione storica dei principali fenomeni del diritto pubblico romano, la capacità di svolgere un discorso logico, ben argomentato e con l'impiego della terminologia tecnica.

La prova prevede un test scritto preliminare a risposta multipla. Chi avrà raggiunto la sufficienza nel test scritto sarà ammesso a sostenere l'esame orale.

L’esame orale consiste in un colloquio tra il candidato, il docente e gli altri membri della commissione d'esame, volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione degli argomenti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti giuridici nel rispettivo contesto storico;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva dei seguenti aspetti:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

A.PETRUCCI, Corso di diritto pubblico romano, ed. Giappichelli, Torino 2017.

Parte speciale C. VENTURINI, Damnatio iudicum, Pacini Editore, Pisa 2008, limitatamente ai capitoli 2, 3 e 5.

Durante il corso verranno distribuite fotocopie dirette alla schematizzazione nonché all'approfondimento di singoli argomenti.

Il testo consigliato per gli argomenti oggetti del corso è:

A. PETRUCCI, Corso di diritto pubblico romano, Torino, 2017, ed. Giappichelli, per intero.

Materiali integrativi e di approfondimento, messi a disposizione dal docente nel corso delle lezioni, costituiscono parte integrante del materiale didattico.

Per l'acquisizione delle conoscenze prerequisite dal corso (una conoscenza elementare, ma accurata, della storia romana) è sufficiente impiegare un manuale elementare di storia romana o la lettura di voci enciclopediche. Per consolidare o approfondire tali conoscenze il docente suggerisce – su base assolutamente facoltativa – di consultare G. CLEMENTE, Guida alla storia romana, ed. Mondadori (qualsiasi edizione) o A. MARCONE – G. GERACI, Storia Romana, ed. Le Monnier (qualsiasi edizione).

Codice insegnamento P431429142

STORIA E ISTITUZIONI DEL DIRITTO ROMANO 1° anno · 1 file
DIRITTO AGRARIO 2° anno · 6 CFU · IUS/03 · 0 file

Il corso si propone di fornire agli studenti la conoscenza degli strumenti giuridici che connotano lo svolgimento dell' attività agricola. Da segnalare che la materia tiene conto del mutamento dei tradizionali…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire agli studenti la conoscenza degli strumenti giuridici che connotano lo svolgimento dell' attività agricola. Da segnalare che la materia tiene conto del mutamento dei tradizionali conflitti d'interesse legati all'uso del bene fondiario, rendendo necessario considerare, accanto al tradizionale rapporto impresa-proprietà, le relazioni impresa-mercato, impresa-ambiente, impresa-sistema agro-alimentare.

Programma

La nozione giuridica di agricoltura - L'agricoltura nella Costituzione - La distribuzione di competenze fra Stato e Regioni - Il diritto agrario comunitario e la politica agricola comune - Impresa agraria e sistema agroalimentare- Impresa agraria, territorio, ambiente - L' impresa agraria e l' azienda - Le attività agricole - Le tipologie di imprenditore agricolo - Formazione dell'impresa agraria - Contratti agrari - Contratti agroindustriali.

È necessaria la conoscenza delle nozioni di base di diritto costituzionale, diritto privato e diritto pubblico. Al primo posto il tema delle fonti del diritto e le nozioni fondamentali del diritto dell'Unione europea

Si richiedono agli studenti del corso i comportamenti appropriati per studenti di Giurisprudenza.

Modalità d'esame

La speranza è che il metodo di insegnamento sia in grado di sollecitare un dialogo docente-studenti idoneo anche a esprimere il livello di apprendimento degli studenti. Gli studenti saranno sollecitati a preparare ed esporre, durante lo svolgimento dell'insegnamento, una presentazione con l'approfondimento di singoli temi concordati. La verifica finale terrà conto del lavoro svolto nel periodo della frequenza.

Nel caso di studenti non frequentanti, la verifica avverrà con colloquio orale.

Esame orale

Testi di riferimento

Il materiale didattico per i frequentanti viene indicato a lezione e inserito sulla piattaforma Teams .Il manuale di riferimento è: Luigi Costato - Luigi Russo,Corso di diritto agrario italiano e dell' Unione Europea, ed. Giuffrè Francis Lefebre (ult ed)

Codice insegnamento P555585676

DIRITTO COSTITUZIONALE II 2° anno · 9 CFU · IUS/08 · 0 file

L’insegnamento di Diritto costituzionale II propone agli studenti il necessario completamento delle conoscenze in materia costituzionalistica, rispetto a quelle già acquisite nel corso di Diritto Costituzionale I, con…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento di Diritto costituzionale II propone agli studenti il necessario completamento delle conoscenze in materia costituzionalistica, rispetto a quelle già acquisite nel corso di Diritto Costituzionale I, con riguardo al sistema delle fonti del diritto, ai diritti e doveri fondamentali e agli strumenti di garanzia a livello interno e sovranazionale, con specifico riferimento alla magistratura e alla giustizia costituzionale italiana ed europea.

L’insegnamento di Diritto costituzionale II propone agli studenti il necessario completamento delle conoscenze in materia costituzionalistica, rispetto a quelle già acquisite nel corso di Diritto Costituzionale I. Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze rispetto ai seguenti contenuti: Fonti del Diritto, Corte costituzionale e le sue varie competenze, Magistratura, Libertà e Diritti fondamentali.

Programma

Il corso è inteso a fornire una conoscenza critica del diritto costituzionale, completando gli argomenti già trattati durante il corso di Diritto costituzionale I. In particolare il corso sarà dedicato all'analisi dei seguenti macrotemi: Le fonti del diritto - I diritti e i doveri costituzionali - La magistratura - La giustizia costituzionale e sovranazionale.

Tenuto conto che gli studenti devono aver già sostenuto e superato l’esame di Diritto costituzionale I, non sono richiesti ulteriori prerequisiti o conoscenze iniziali.

Alla fine del corso gli studenti, avendo già sostenuto e superato l’esame di Diritto costituzionale I, avranno acquisito la piena conoscenza delle fonti, degli istituti e degli organi che regolano il funzionamento del sistema costituzionale italiano.

Il corso ha per oggetto la trattazione a livello costituzionale dei seguenti istituti sotto i profili dell’organizzazione e delle funzioni:

  • - LE FONTI DEL DIRITTO
  • - L’INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO
  • ‐ LA GIUSTIZIA COSTITUZIONALE
  • - DIRITTI E DOVERI DEL CITTADINO
  • - DIRITTI SOCIALI E SOLIDARIETA' IN EUROPA
  • ‐ LA MAGISTRATURA

E' importante una buona preparazione storica, quanto meno a partire dall'epoca delle rivoluzioni statunitense e francese. E' poi necessario aver superato l'esame di diritto costituzionale I

Lo studente potrà sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate.

Modalità d'esame

In sede d’esame, lo studente è chiamato a dimostrare di saper utilizzare in modo consapevole gli strumenti del diritto costituzionale, analizzando gli istituti giuridici specificamente proposti al II anno di corso, anche in collegamento a quelli già studiati durante il I anno di corso, e collocandoli nel rispettivo contesto.

L’esame si svolgerà attraverso una o due prove orali, le quali consisteranno nella verifica della piena acquisizione, da parte degli studenti frequentanti, dei contenuti del corso ed affrontati in modo approfondito durante le lezioni.

Più precisamente, per gli studenti frequentanti sarà possibile sostenere una prova intermedia sulla prima parte del programma, così come concordata con la docente; ai successivi appelli della sessione invernale, e dunque entro febbraio 2027, l'esame dovrà essere completato, in modo che le due prove concorrano in parti eguali alla valutazione finale.

Per gli studenti non frequentanti, l'esame consisterà in un'unica prova orale, da sostenersi nell'appello d'esame prescelto, ed avente ad oggetto il testo d'esame consigliato.

Sia agli studenti frequentanti, sia agli studenti non frequentati, è consentito iniziare l'esame da un argomento a piacere, purché esso sia stato approfondito attraverso la lettura di uno dei contributi caricati dalla docente sulla Piattaforma Teams. Nel caso degli studenti frequentanti che intendano suddividere l'esame in due prove orali, l'argomento a piacere servirà ad iniziare la prima prova orale.

Sia per gli studenti frequentanti, sia per gli studenti non frequentanti, la valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione, con particolare riferimento alle caratteristiche degli istituti affrontati durante il corso;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica. 

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, limitata capacità di comprensione ed applicazione delle categorie costituzionalistiche, argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di comprensione ed applicazione delle categorie costituzionalistiche, argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, consapevolezza delle categorie costituzionalistiche e del relativo utilizzo, argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza delle categorie costituzionalistiche, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico delle categorie costituzionalistiche, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Al termine del corso gli studenti, in possesso dei contenuti dell’insegnamento, saranno in grado di svolgere una ricerca autonoma sugli argomenti trattati e di procedere a un’analisi maggiormente approfondita degli stessi. In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l'insegnamento.

La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato ed il docente, od anche tra il candidato e collaboratori del docente titolare. La prova orale potrà essere condizionata dal superamento di una prova scritta consistente in una o due domande a risposta aperta che consentano la verifica preliminare di una conoscenza minima della materia e la capacità di scrivere in modo adeguato le tematiche costituzionali (questa prova scritta può essere esclusa per gli studenti erasmus). La prova non è superata se il candidato mostra di non aver compreso le nozioni fondamentali e/o di non essere in grado di esprimersi in modo chiaro e di usare la terminologia corretta.

Più nel dettaglio: la valutazione della/dello studente prevede una prova orale in cui vengono proposte almeno tre domande, una sulle fonti, una sulla giustizia costituzionale o sulla magistratura ed una sulle libertà fondamentali. La/Lo studente dovrà dimostrare in particolare la capacità di ragionamento, la capacità di connessione fra le varie tematiche, la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale ed infine dovrà dimostrare la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

Il punteggio della prova d'esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi. La docente potrà inoltre prevedere, previo accordo con gli studenti frequentanti, lo svolgimento di prove intermedie scritte, con funzione formativa e di monitoraggio in itinere dell’apprendimento, secondo modalità comunicate all’inizio e poi ribadite durante tutta la prima parte del corso. Per gli studenti che hanno svolto e superato la prova intermedia (solo facoltativa) non verrà fatta una domanda specifica sulle fonti del diritto su cui la prova intermedia si svolge e la valutazione di detta prova incide per un terzo sul voto finale.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate, ma in ogni caso sufficienti per comprendere il ruolo nel sistema del tema trattato e un'argomentazione semplice ma comprensibile;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di ragionamento e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del linguaggio e della connessione fra principi costituzionali, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico dei temi studiati, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma, capacità critica anche alla luce dei nuovi problemi che si pongono indipendentemente da quanto analizzato a lezione.

Tali prove sono finalizzate a valutare le capacità di analisi comparata, di argomentazione giuridica e di utilizzo consapevole delle fonti, e concorrono alla valutazione complessiva.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

Testo consigliato:

R. ROMBOLI (cur.), Manuale di diritto costituzionale italiano ed europeo, Giappichelli Editore, Torino, vol. II, edizione 2026 (in corso di pubblicazione).

E' necessario disporre altresì di una versione aggiornata della Costituzione italiana.

  • Per la preparazione dell’esame si consigliano i seguenti testi:

R. ROMBOLI (cur.), Manuale di diritto costituzionale italiano ed europeo, II edizione, Giappichelli Editore, Torino, 2024, vol. II.

oppure

M. RUOTOLO, Corso di diritto costituzionale, Giappichelli Editore, 2025 e, limitatamente al tema della magistratura R. ROMBOLI (cur.), Manuale di diritto costituzionale italiano ed europeo, II edizione, Giappichelli Editore, Torino, 2024, vol. II, capitolo IV

Codice insegnamento P324910723

DIRITTO DEL LAVORO I E II 2° anno · 15 CFU · IUS/07 · 0 file

L’insegnamento si propone di fornire le nozioni di base del diritto sindacale e del diritto del lavoro. La prima parte dell’insegnamento (Diritto del Lavoro I) si pone l’obiettivo di far acquisire agli studenti le…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

L’insegnamento si propone di fornire le nozioni di base del diritto sindacale e del diritto del lavoro.

La prima parte dell’insegnamento (Diritto del Lavoro I) si pone l’obiettivo di far acquisire agli studenti le conoscenze di base nella materia del Diritto sindacale (nel settore privato e in quello pubblico). I suoi principali contenuti sono i seguenti:

  • Le fonti del diritto sindacale
  • La libertà sindacale
  • Il sindacato
  • Le rappresentanze e i diritti sindacali nel luogo di lavoro
  • La contrattazione collettiva
  • Il conflitto collettivo

La seconda parte dell’insegnamento (Diritto del Lavoro II) si pone l’obiettivo di sviluppare la conoscenza del Diritto del lavoro in senso stretto (rapporto di lavoro). In particolare, sono oggetto di specifica indagine i fondamenti della disciplina lavoristica e del mercato del lavoro, nonché le regole che presiedono costituzione, svolgimento ed estinzione del rapporto di lavoro. I principali contenuti sono i seguenti:

  • Il lavoro subordinato e i suoi confini
  • Datori di lavoro, esternalizzazioni e vicende dell’impresa
  • Eguaglianza, parità, discriminazioni nel lavoro
  • Il contratto di lavoro
  • I servizi per il lavoro
  • I rapporti di lavoro flessibili
  • L’attuazione del rapporto di lavoro
  • La sospensione del rapporto di lavoro
  • L’estinzione del rapporto di lavoro
  • Inoccupazione, disoccupazione, tutela del reddito
  • Lavoro giovanile e formazione professionale
  • La dismissibilità dei diritti del lavoratore, la prescrizione, la decadenza.

L’insegnamento concorre al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di Studio nei seguenti modi:

  • fornendo una preparazione giuridica di livello avanzato;
  • fornendo gli strumenti utili per applicare le conoscenze acquisite nella soluzione di problemi applicativi; 
  • mettendo nella condizione gli studenti di sviluppare abilità analitiche e valutative in modo consapevole e critico anche mediante l’organizzazione di seminari che prevedano la partecipazione di esperti; 
  • fornendo le competenze di base necessarie per la redazione di atti giuridici, anche nella prospettiva di avvicinare gli studenti alle principali professioni giuridiche;
  • stimolando gli studenti a sviluppare abilità comunicative, mediante l’organizzazione di momenti di discussione in aula sui temi oggetto dell’insegnamento. 

Programma

La prima parte del corso (che corrisponde all'insegnamento di Diritto del Lavoro I) attiene al diritto sindacale e i suoi principali contenuti sono i seguenti:

  • Le fonti del diritto sindacale
  • La libertà sindacale
  • Il sindacato
  • Le rappresentanze e i diritti sindacali nel luogo di lavoro
  • La contrattazione collettiva
  • Il conflitto collettivo

La seconda parte del corso (che corrisponde all'insegnamento di Diritto del Lavoro II) attiene al diritto del lavoro in senso stretto (rapporto di lavoro). I suoi principali contenuti riguardano la dinamica del contratto di lavoro e sono i seguenti:

  • Il lavoro subordinato e i suoi confini
  • Datori di lavoro, esternalizzazioni e vicende dell’impresa
  • Eguaglianza, parità, discriminazioni nel lavoro
  • Il contratto di lavoro
  • I servizi per il lavoro
  • I rapporti di lavoro flessibili
  • L’attuazione del rapporto di lavoro
  • La sospensione del rapporto di lavoro
  • L’estinzione del rapporto di lavoro
  • Inoccupazione, disoccupazione, tutela del reddito
  • Lavoro giovanile e formazione professionale
  • La dismissibilità dei diritti del lavoratore, la prescrizione, la decadenza.

Si segnala che è caldamente consigliata la conoscenza di un contratto collettivo (a scelta), alla luce dell’importanza rivestita da questa peculiare fonte nella comprensione degli istituti giuslavoristici.

Per la comprensione della materia è senz’altro auspicabile che lo studente disponga delle conoscenze di base del diritto costituzionale, del diritto civile e dell’economia politica. 

In ogni caso, è necessario aver sostenuto l’esame di Diritto Privato I, come da Regolamento didattico (v. propedeuticità obbligatorie).

L’insegnamento concorre a sviluppare competenze trasversali quali l’autonomia di giudizio e la capacità di analizzare i fenomeni che interessano il mondo del lavoro anche in una prospettiva interdisciplinare.  

Poiché il diritto del lavoro costituisce una esperienza vicina alla vita quotidiana del cittadino, al termine del corso lo studente sarà in grado di comprendere la terminologia tecnica e le caratteristiche dei principali istituti, anche allo scopo di muoversi con agio e consapevolezza nel mondo del lavoro e di comprendere il dibattito pubblico e mediatico inerente alla disciplina del mercato del lavoro.

Modalità d'esame

In sede di prova intermedia o di esame finale sarà valutata la capacità applicativa degli studenti rispetto alle nozioni apprese durante l’insegnamento, mediante la formulazione di quesiti che richiedano di saper coniugare la preparazione mnemonica con la capacità di ragionare sulla ratio degli istituti, per dimostrare di averne compreso la logica.

Durante il corso, sarà possibile per gli studenti frequentanti effettuare una autovalutazione della propria capacità applicativa attraverso attività di tipo seminariale o laboratoriale (redazione di atti o pareri scritti, discussione in aula su temi oggetto dell’insegnamento).

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi.

In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare gli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(1) la conoscenza e la comprensione degli istituti oggetto del corso;

(2) la capacità di applicare gli istituti trattati, anche attraverso esempi o casi concreti;

(3) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole;

(4) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle dimensioni appena indicate.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicativa limitata e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità applicativa e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, consapevole capacità applicativa e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza della capacità di applicare gli istituti trattati a casi concreti, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico degli istituti trattati, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Al fine di consentire una progressiva e più efficace acquisizione delle conoscenze e competenze è data la possibilità agli studenti di sostenere una prova intermedia al termine della prima parte del Corso (Diritto del Lavoro I). La prova intermedia si svolge in forma orale e il superamento della stessa viene espresso mediante un giudizio (che concorre alla formazione del voto finale), in base alle seguenti fasce di corrispondenza con i voti in trentesimi: D = 18-21; C = 22-24; B = 25-27; A = 28-30 (per maggiori dettagli si rinvia al Regolamento per le prove intermedie approvato per la LM in Giurisprudenza dal CdD del 20.11.2012 e modificato dal CdD del 24.01.2017).

Testi di riferimento

Il testo di esame di riferimento consigliato per l’intero programma (diritto sindacale e diritto del lavoro in senso stretto) è il seguente:

ALBI, Manuale di Diritto del lavoro, terza edizione, Milano, Giuffré, 2025.

È consigliabile disporre di una raccolta di leggi sul lavoro aggiornata, ai fini di studio.

Si consiglia M.T. CARINCI (a cura di), Codice del lavoro, Giuffrè, ultima edizione. 

E’ comunque possibile accedere, per la consultazione delle fonti normative, al sito WWW.NORMATTIVA.IT

Si consiglia di consultare, durante la preparazione dell’esame, uno o più contratti collettivi, quali, ad esempio, il CCNL Metalmeccanici Industria per il lavoro privato e il CCNL del Comparto Funzioni Centrali per il lavoro pubblico.

I CCNL per il lavoro privato possono essere consultati sul sito WWW.CNEL.IT

I CCNL per il lavoro pubblico possono essere consultati sul sito WWW.ARANAGENZIA.IT

In caso di passaggio dalla laurea triennale alla laurea magistrale, il testo da studiare per sostenere l'integrazione da 6 crediti formativi è il seguente:

Albi P. (a cura di), Il diritto del lavoro nell’era delle transizioni, Pacini Giuridica, 2024.

Letture consigliate in materia di lavoro agile:

Albi P., Il lavoro agile tra emergenza e transizione, in WP CSDLE “Massimo D’Antona” .IT - 430/2020.

Bavaro V., L’orario di lavoro agile senza precisi vincoli, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 1.

Brollo M., Fragilità e lavoro agile, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 1.

D’Onghia M., Lavoro agile e luogo del lavoro: cosa ci ha insegnato la pandemia?, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 1.

Ponterio C., Sicurezza e lavoro agile, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 1.

Timellini C., Il diritto alla disconnessione nella normativa italiana sul lavoro agile e nella legislazione emergenziale, in Lavoro Diritti Europa n. 4/2021.

Zoppoli L., Dopo la digi-demia: quale smart working per le pubbliche amministrazioni italiane?, in WP CSDLE “Massimo D’Antona” .IT - 421/2020.

Letture consigliate in materia di salario minimo e salario giusto:

Bavaro V., Sul salario adeguato, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 2.

Magnani M., Le politiche di contrasto al lavoro povero e il salario minimo legale, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 2.

Martone M., L’emergenza retributiva tra riforma della contrattazione collettiva e salario minimo legale, in Lavoro Diritti Europa, 2022, n. 2.

Ponterio C., Il lavoro per un’esistenza libera e dignitosa: art. 36 Cost. e salario minimo legale, in Questione Giustizia, 2019, n. 4.

Treu T., Salario minimo: estensione selettiva dei minimi contrattuali, in WP C.S.D.L.E. “Massimo D’Antona”.IT, 2022, n. 456.

I testi delle letture consigliate sono reperibili sul web in open access. 

Codice insegnamento P451389512

DIRITTO PENALE I 2° anno · 2 file
DIRITTO PRIVATO II 2° anno · 9 CFU · IUS/01 · 2 file

Il corso è finalizzato all'acquisizione dei concetti, dei principi e delle regole del diritto delle obbligazioni. In particolare, il corso si svilupperà, dapprima, attraverso lo studio della disciplina del rapporto…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso è finalizzato all'acquisizione dei concetti, dei principi e delle regole del diritto delle obbligazioni.

In particolare, il corso si svilupperà, dapprima, attraverso lo studio della disciplina del rapporto obbligatorio in tutte le sue fasi - costituzione, attuazione, vicende modificative ed estintive, responsabilità -, mettendo in particolare rilievo, anche attraverso la casistica, il ruolo socio-economico dei diversi istituti quale risultante dalla sistematica del IV Libro del codice civile e dagli interventi delle leggi speciali.

In seguito, la trattazione approfondirà due fonti delle obbligazioni di primaria importanza, nella realtà giuridica ed economica, quali il fatto illecito e i singoli contratti.

Con riferimento al fatto illecito, si esamineranno, anzitutto, le funzioni della responsabilità aquiliana e i suoi elementi costitutivi, ai sensi dell'art. 2043 c.c., anche alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale, onde poi soffermarsi sull'analisi delle ipotesi normative speciali di responsabilità previste all'interno (artt. 2047 ss.) e al di fuori del codice civile (responsabilità del medico, responsabilità del produttore, responsabilità per danno ambientale, responsabilità del magistrato), nonché sulla determinazione del danno risarcibile e sulle tecniche di tutela del danneggiato.

Con riferimento, invece, ai singoli contratti, il corso intende fornire agli studenti gli strumenti teorici per comprendere la funzione svolta, nella vita economica, dai principali contratti tipici e atipici, mettendo in evidenza la disciplina dei vari modelli e le interazioni che si registrano tra parte generale e parte speciale della materia, soprattutto per quanto concerne le fattispecie negoziali che presentano più complesse questioni ricostruttive.

Il corso è finalizzato all'acquisizione dei concetti, dei principi e delle regole del diritto delle obbligazioni.

In particolare, il corso si svilupperà, dapprima, attraverso lo studio della disciplina del rapporto obbligatorio in tutte le sue fasi - costituzione, attuazione, vicende modificative ed estintive, responsabilità -, mettendo in particolare rilievo, anche attraverso la casistica, il ruolo socio-economico dei diversi istituti quale risultante dalla sistematica del IV Libro del codice civile e dagli interventi delle leggi speciali.

In seguito, la trattazione approfondirà due fonti delle obbligazioni di primaria importanza, nella realtà giuridica ed economica, quali il fatto illecito e i singoli contratti.

Con riferimento al fatto illecito, si esamineranno, anzitutto, le funzioni della responsabilità aquiliana e i suoi elementi costitutivi, ai sensi dell'art. 2043 c.c., anche alla luce dell'evoluzione giurisprudenziale, onde poi soffermarsi sull'analisi delle ipotesi normative speciali di responsabilità previste all'interno (artt. 2047 ss.) e al di fuori del codice civile (responsabilità del medico, responsabilità del produttore, responsabilità per danno ambientale, responsabilità del magistrato), nonché sulla determinazione del danno risarcibile e sulle tecniche di tutela del danneggiato.

Con riferimento, invece, ai singoli contratti, il corso intende fornire agli studenti gli strumenti teorici per comprendere la funzione svolta, nella vita economica, dai principali contratti tipici e atipici, mettendo in evidenza la disciplina dei vari modelli e le interazioni che si registrano tra parte generale e parte speciale della materia, soprattutto per quanto concerne le fattispecie negoziali che presentano più complesse questioni ricostruttive.

Programma

Le obbligazioni e la disciplina del rapporto obbligatorio:

  • fonti e contenuto del rapporto obbligatorio;
  • categorie di obbligazioni;
  • l'attuazione del rapporto obbligatorio;
  • i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale;
  • l'inadempimento e la responsabilità del debitore;
  • i modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall'adempimento;
  • le modificazioni soggettive del rapporto obbligatorio;
  • cause di prelazione, garanzie reali ed esecuzione forzata; il sovraindebitamento del consumatore.

La responsabilità civile:

  • introduzione al tema, regola generale dell'art. 2043 c.c. ed elementi costitutivi del fatto illecito;
  • ipotesi normative speciali di resposabilità civile (codicistiche ed extracodicistiche);
  • il danno risarcibile (patrimoniale e non patrimoniale) e gli strumenti di tutela del danneggiato.

Fonti delle obbligazioni diverse dal contratto e dal fatto illecito:

  • la gestione di affari altrui;
  • l'indebito oggettivo e soggettivo;
  • l'arricchimento senza causa.

I singoli contratti:

  • i contratti traslativi onerosi;
  • la donazione e le altre liberalità;
  • i contratti obbligatori per il godimento dei beni;
  • i contratti obbligatori per l'esecuzione di opere o servizi;
  • i contratti obbligatori per la conclusione degli affari;
  • i contratti aleatori;
  • i contratti di finanziamento;
  • i contratti obbligatori di garanzia;
  • i contratti per la composizione delle liti.

Ai fini della preparazione dell'esame è indispensabile una solida padronanza dei concetti e degli istituti oggetto dell'insegnamento di Diritto privato I, e, in particolare, di quelli relativi alle situzioni giuridiche soggettive e al contratto in generale.

Gli studenti svilupperanno l'attitudine a misurare i fenomeni della realtà sociale ed economica secondo il dato legale astratto, e a trarre da questa sussunzione la soluzione ai problemi giuridici, attingendo altresì argomentazioni sia dai principi di vertice del sistema, e in particolare da quelli costituzionali, sia dai riscontri provenienti dall'attività decisoria delle corti, e specialmente da quella della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale

Le obbligazioni e la disciplina del rapporto obbligatorio: - fonti e contenuto del rapporto obbligatorio; - categorie di obbligazioni; - l'attuazione del rapporto obbligatorio; - i mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale; - l'inadempimento e la responsabilità del debitore; - i modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall'adempimento; - le modificazioni soggettive del rapporto obbligatorio; - cause di prelazione, garanzie reali ed esecuzione forzata; il sovraindebitamento del consumatore. La responsabilità civile: - introduzione al tema, regola generale dell'art. 2043 c.c. ed elementi costitutivi del fatto illecito; - ipotesi normative speciali di resposabilità civile (codicistiche ed extracodicistiche); - il danno risarcibile (patrimoniale e non patrimoniale) e gli strumenti di tutela del danneggiato. Fonti delle obbligazioni diverse dal contratto e dal fatto illecito: - la gestione di affari altrui; - l'indebito oggettivo e soggettivo; - l'arricchimento senza causa. I singoli contratti: - i contratti traslativi onerosi; - la donazione e le altre liberalità; - i contratti obbligatori per il godimento dei beni; - i contratti obbligatori per l'esecuzione di opere o servizi; - i contratti obbligatori per la conclusione degli affari; - i contratti aleatori; - i contratti di finanziamento; - i contratti obbligatori di garanzia; - i contratti per la composizione delle liti. Gli studenti svilupperanno l'attitudine a misurare i fenomeni della realtà sociale ed economica secondo il dato legale astratto, e a trarre da questa sussunzione la soluzione ai problemi giuridici, attingendo altresì argomentazioni sia dai principi di vertice del sistema, e in particolare da quelli costituzionali, sia dai riscontri provenienti dall'attività decisoria delle corti, e specialmente da quella della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale

Modalità d'esame

La verifica delle capacità avviene attraverso le presentazione di casi pratici, reali o inventati, che richiedano per la loro soluzione l'uso delle fonti del diritto privato e la ricerca di precedenti giurisprudenziali.

L'esame finale consiste in un colloquio sugli argomenti del corso volto ad accertare la conoscenza teorica della materia e la capacità di applicare a casi concreti i concetti e le nozioni apprese. Al termine della trattazione della disciplina generale del rapporto obbligatorio è previsto lo svolgimento di una prova intermedia scritta. In caso di superamento, il colloquio finale verterà solo sulla parte restante del programma.

Il voto dell'esame finale è espresso in trentesimi e la valutazione tiene conto dei seguenti profili: conoscenza e comprensione degli istituti del diritto privato, della loro funzione e della loro disciplina; capacità di definire correttamente i risvolti operativi dei vari istituti e di inquadrare precisamente i profili teorici di un problema giuridico pratico; capacità argomentativa e attitudine critica; chiarezza dell'esposizione e uso adeguato del linguaggio tecnico. La determinazione del voto finale avviene sulla base della seguente scala: 18-21: conoscenza sufficiente ma superficiale degli argomenti del corso e limitata capacità di coglierne le connessioni; 22-25: conoscenza mediamente adeguata, ma non approfondita, degli argomenti del corso; 26-28: buona conoscenza degli argomenti del corso e consapevole capacità di coglierne le connessioni; 29-30: conoscenza approfondita degli argomenti del corso ed elevata capacità argomentativa caratterizzate da un utilizzo impeccabile del linguaggio tecnico. 30L: conoscenza approfondita degli argomenti del corso, capacità argomentativa matura e autonomia di giudizio espresse con impeccabile linguaggio tecnico. La prova intermedia si svolge per iscritto su argomenti del diritto delle obbligazioni e si compone di una domanda aperta e dello svolgimento di un parere giuridico. La prima mira ad accertare la conoscenza dei profili teorici, normativi e applicativi di un dato istituto; il secondo mira ad accertare la capacità di risolvere, alla luce delle conoscenze acquisite, un problema giuridico concreto. Il voto della prova intermedia è espresso attraverso un giudizio corrispondente a una fascia di voto. Ai fini della determinazione del giudizio si tiene conto dei medesimi profili valutativi dell'esame finale. La verifica delle capacità avviene attraverso le presentazione di casi pratici, reali o inventati, che richiedano per la loro soluzione l'uso delle fonti del diritto privato e la ricerca di precedenti giurisprudenziali. L'esame finale consiste in un colloquio sugli argomenti del corso volto ad accertare la conoscenza teorica della materia e la capacità di applicare a casi concreti i concetti e le nozioni apprese. Al termine della trattazione della disciplina generale del rapporto obbligatorio è previsto lo svolgimento di una prova intermedia scritta. In caso di superamento, il colloquio finale verterà solo sulla parte restante del programma. Il voto dell'esame finale è espresso in trentesimi e la valutazione tiene conto dei seguenti profili: conoscenza e comprensione degli istituti del diritto privato, della loro funzione e della loro disciplina; capacità di definire correttamente i risvolti operativi dei vari istituti e di inquadrare precisamente i profili teorici di un problema giuridico pratico; capacità argomentativa e attitudine critica; chiarezza dell'esposizione e uso adeguato del linguaggio tecnico. La determinazione del voto finale avviene sulla base della seguente scala: 18-21: conoscenza sufficiente ma superficiale degli argomenti del corso e limitata capacità di coglierne le connessioni; 22-25: conoscenza mediamente adeguata, ma non approfondita, degli argomenti del corso; 26-28: buona conoscenza degli argomenti del corso e consapevole capacità di coglierne le connessioni; 29-30: conoscenza approfondita degli argomenti del corso ed elevata capacità argomentativa caratterizzate da un utilizzo impeccabile del linguaggio tecnico. 30L: conoscenza approfondita degli argomenti del corso, capacità argomentativa matura e autonomia di giudizio espresse con impeccabile linguaggio tecnico. La prova intermedia si svolge per iscritto su argomenti del diritto delle obbligazioni e si compone di una domanda aperta e dello svolgimento di un parere giuridico. La prima mira ad accertare la conoscenza dei profili teorici, normativi e applicativi di un dato istituto; il secondo mira ad accertare la capacità di risolvere, alla luce delle conoscenze acquisite, un problema giuridico concreto. Il voto della prova intermedia è espresso attraverso un giudizio corrispondente a una fascia di voto. Ai fini della determinazione del giudizio si tiene conto dei medesimi profili valutativi dell'esame finale.

Testi di riferimento

Ai fini della preparazione dell'esame, si consigliano i seguenti testi:

  • per lo studio delle obbligazioni, Breccia, Le obbligazioni, Utet, 2025 [con l'esclusione del cap. I e della prima sezione ("Fonti tipiche e atipiche") del cap. II, oltre che delle note a pie' di pagina];
  • per lo studio della responsabilità extracontrattuale, Favilli, Danno ingiusto e responsabilità, in Amadio-Macario (a cura di), Diritto civile. Norme, questioni, concetti, I, il Mulino, 2022, 1007-1107 [con l'esclusione delle parti in piccolo];
  • per lo studio della responsabilità patrimoniale, delle altre fonti delle obbligazioni e dei singoli contratti, Roppo, Diritto privato, IX ed., Giappichelli, 2024, limitatamente alle pp. 337-355, 513-570, 627-633, 797-806, 836-839 e 982-991.



oppure, in alternativa:

  • Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, a cura di G.Trabucchi, 51. ed., Cedam, 2024 [limitatamente alle pp. 857-870; 1005-1122; 1145-1223; 1252-1254; 1259-1458; 1501-1510, 1547-1554, 1567-1695], con l'integrazione dei seguenti approfondimenti che saranno resi disponibili sulla piattaforma e-learning del corso:
  • D'Amico, Responsabilità per inadempimento, in Giustizia civile, 2023, 791-823;
  • Carnevali, Il saggio degli interessi legali pendente lite: una importante pronuncia della Cassazione sull'ambito di applicazione dell'art. 1284, comma 4, c.c., in I Contratti, 2023, 585-587;
  • Carnevali, Le clausole claims made e le Sezioni Unite: bis in idem, in I Contratti, 2018, 648-655.
  • Luminoso, La nuova disciplina delle garanzie nella vendita al consumatore, in Europa e diritto privato, 2022, 483-514.

Durante lo studio è, in ogni caso, raccomandata la consultazione di un codice civile aggiornato con le leggi complementari.

Ai fini della preparazione dell'esame, si consigliano i seguenti testi:

  • per lo studio delle obbligazioni, Breccia, Le obbligazioni, Utet, 2025 [con l'esclusione del cap. I e della prima sezione ("Fonti tipiche e atipiche") del cap. II, oltre che delle note a pie' di pagina];
  • per lo studio della responsabilità extracontrattuale, Favilli, Danno ingiusto e responsabilità, in Amadio-Macario (a cura di), Diritto civile. Norme, questioni, concetti, I, il Mulino, 2022, 1007-1107 [con l'esclusione delle parti in piccolo];
  • per lo studio della responsabilità patrimoniale, delle altre fonti delle obbligazioni e dei singoli contratti, Roppo, Diritto privato, IX ed., Giappichelli, 2024, limitatamente alle pp. 337-355, 513-570, 627-633, 797-806, 836-839 e 982-991.



oppure, in alternativa:

  • Trabucchi, Istituzioni di diritto civile, a cura di G.Trabucchi, 51. ed., Cedam, 2024 [limitatamente alle pp. 857-870; 1005-1122; 1145-1223; 1252-1254; 1259-1458; 1501-1510, 1547-1554, 1567-1695], con l'integrazione dei seguenti approfondimenti che saranno resi disponibili sulla piattaforma e-learning del corso:
  • D'Amico, Responsabilità per inadempimento, in Giustizia civile, 2023, 791-823;
  • Carnevali, Il saggio degli interessi legali pendente lite: una importante pronuncia della Cassazione sull'ambito di applicazione dell'art. 1284, comma 4, c.c., in I Contratti, 2023, 585-587;
  • Carnevali, Le clausole claims made e le Sezioni Unite: bis in idem, in I Contratti, 2018, 648-655.
  • Luminoso, La nuova disciplina delle garanzie nella vendita al consumatore, in Europa e diritto privato, 2022, 483-514.

Durante lo studio è, in ogni caso, raccomandata la consultazione di un codice civile aggiornato con le leggi complementari.

Codice insegnamento P241983539

Appunti riassunto libro utet diritto privato II con integrazione slide prof Favilli — 2019 This document summarizes key concepts in Italian Private Law, focusing on obligations and civil liability. It covers the structure and definition of obligatory relationships, including civil and natural obligations, and the patrimonial nature of performance (Art. 1174 c.c.). It details sources of obligations (contracts, unlawful acts, and other facts like management of affairs, undue payment, unjust enrichment). Key aspects of debt and responsibility are explored, such as debtor's patrimonial liability (Art. 2740 c.c.), types of monetary obligations (value vs. currency), and the role of diligence and good faith. The document also outlines modifications of obligations (assignment of credit, delegation, expromission, assumption of debt) and methods of extinguishing obligations other than performance (novation, remission, compensation, confusion, supervening impossibility). Lastly, it delves into civil liability, distinguishing between contractual and extra-contractual responsibility, including specific causes of justification (self-defense, state of necessity), various types of damage (patrimonial, non-patrimonial, biological), and mechanisms of protection like cautionary actions (subrogatory, revocatory, conservative seizure) and forced execution. Appunti diritto privato corso a — 2021 Obbligazione è rapporto tra creditore e debitore. Diritto soggettivo (vantaggio, attivo) riguarda realizzazione interesse titolare. Debitore ha obbligo (prestazione), la cui esecuzione determina adempimento obbligo. Effettività del diritto di credito: responsabilità patrimoniale debitore; se non spontaneo, creditore può ricorrere a esecuzione forzata. Obbligazioni civili contrastano con naturali (alimenti, attribuzioni tra conviventi), che non sono giuridicamente obbligatorie ma morali/sociali. Giurisprudenza valuta se doveri moral-sociali generano obbligazione naturale; esempio: interessi superiori tasso legale per iscritto.
REGOLAZIONE DEI MERCATI 2° anno · 6 CFU · IUS/05 · 0 file

Il corso si propone di fornire una conoscenza specialistica e interdisciplinare dei modelli contemporanei di regolazione dei mercati, attraverso l’analisi integrata delle dimensioni giuridiche, economiche e…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire una conoscenza specialistica e interdisciplinare dei modelli contemporanei di regolazione dei mercati, attraverso l’analisi integrata delle dimensioni giuridiche, economiche e comportamentali dell’intervento pubblico nell’economia. Le lezioni approfondiscono i principali approcci teorici alla regolazione – dalla law and economics alla behavioural law and economics, fino alle teorie della nudge regulation e della risk regulation – nonché l’evoluzione del ruolo dello Stato, dallo Stato regolatore allo Stato innovatore, nel contesto delle trasformazioni del capitalismo contemporaneo e delle politiche orientate alla sostenibilità ambientale e sociale. Particolare attenzione è dedicata allo studio dei fallimenti del mercato, degli strumenti regolatori (normativi, amministrativi e incentivanti), dei principi giuridici europei quali precauzione e proporzionalità, e delle dinamiche di governance pubblica, inclusi i fenomeni di regulatory capture e lobbying. Al termine del corso, verrà acquisita una conoscenza sistematica dei principi, delle categorie e degli strumenti della regolazione dei mercati nell’ordinamento italiano ed europeo, comprendendo le basi economiche e teoriche dell’intervento pubblico e le modalità attraverso cui esso si realizza mediante norme, politiche pubbliche e azione delle autorità. L’insegnamento di Regolazione dei mercati contribuisce al perseguimento degli obiettivi del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, preparando studentesse e studenti a ricoprire funzioni di responsabilità nei settori socio-economici, nelle pubbliche amministrazioni e nelle organizzazioni comunitarie. In coerenza con il percorso formativo, il corso promuove l’acquisizione di una solida cultura giuridica nazionale ed europea, integrata da tecniche e metodologie casistiche, e sviluppa competenze nella redazione di testi giuridici e nell’espressione legale in inglese, francese e spagnolo. L’obiettivo è formare giuristi capaci di comprendere, interpretare e applicare in modo critico e consapevole fonti normative e atti regolatori complessi, collocandoli nel relativo contesto istituzionale ed economico.

Le conoscenze acquisite saranno articolate nei seguenti blocchi tematici:

- Fondamenti metodologici e approccio contemporaneo alla regolazione dei mercati

  • Introduzione alla regolazione dei mercati e ai modelli di analisi interdisciplinare.
  • Metodologia scientifica applicata allo studio della regolazione economica.
  • Evoluzione del ruolo dello Stato da laissez-faire a Stato regolatore e innovatore.

- Scuole economiche e modelli teorici della regolazione

  • Economia neoclassica e razionalità dell’homo economicus.
  • Ordoliberalismo e nascita dell’economia sociale di mercato europea.
  • Capitalismo contemporaneo, crescita economica e diseguaglianze.
  • Modelli alternativi e prospettive critiche (decrescita, sostenibilità).

- Behavioural law and economics e nudge regulation

  • Origini teoriche della nudge regulation e applicazioni ai mercati finanziari, assicurativi e sanitari.
  • Bias cognitivi ed euristiche nella regolazione dei comportamenti economici.
  • Paternalismo libertario, default rules e architetture delle scelte.

- Applicazioni e criticità della nudge regulation

  • Nudge regulation nei sistemi previdenziali, sanitari e ambientali.
  • Politiche pubbliche basate sui nudges (alimentazione, donazione organi, amministrazioni pubbliche).
  • Critiche teoriche e limiti: autonomia individuale, conformismo e rischio di manipolazione.

- Libertà economica e regolazione nell'ordinamento legale italiano ed europeo

  • Iniziativa economica privata nelle fonti del sistema giuridico italiano ed europeo.
  • Articolo 41 Cost. e integrazione della tutela ambientale.
  • Relazioni tra libertà economica, interessi pubblici e sostenibilità.

- Stato innovatore e politiche pubbliche orientate alla missione

  • Evoluzione dallo Stato regolatore allo Stato innovatore.
  • Mission-oriented policies e politiche industriali.
  • Innovazione, ricerca pubblica e intervento statale nell’economia.

- Regolazione del rischio e principi giuridici europei

  • Risk regulation theory e applicazioni a crisi sanitarie, ambientali e sicurezza.
  • Principio di precauzione e analisi costi-benefici.
  • Principio di proporzionalità e bilanciamento degli interessi nel diritto UE.

- Regolazione, governance pubblica e democrazia amministrata

  • Teoria della democrazia amministrata e regolazione degli spazi pubblici.
  • Ruolo delle amministrazioni e governance multilivello.

- Potere economico, regulatory capture e lobbying

  • Teoria della cattura del regolatore.
  • Lobbying, good lobby e dinamiche di pressione politica.
  • Influenza dei gruppi NIMBY e casi studio italiani.

- Teorie critiche del mercato e trasformazioni contemporanee

  • Capitalismo digitale, sorveglianza economica e nuove disuguaglianze.
  • Nuove forme di intervento pubblico e mission-oriented policies.
  • Critiche contemporanee al capitalismo nell’Antropocene e prospettive di decrescita.

Programma

Il programma del corso è organizzato in blocchi tematici progressivi, volti a guidare le studentesse e gli studenti dall’acquisizione dei fondamenti teorici e metodologici della regolazione dei mercati fino alla maturazione di una capacità critica nell’analisi delle trasformazioni contemporanee e dei modelli emergenti di intervento pubblico nell’economia. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra prospettive giuridiche, economiche e comportamentali, l’insegnamento approfondisce i principali paradigmi della regolazione, gli sviluppi della behavioural law and economics, l’evoluzione del ruolo dello Stato – da regolatore a innovatore –, i principi giuridici europei e le dinamiche della governance pubblica, con particolare attenzione alle sfide connesse alla sostenibilità ambientale e alle trasformazioni del capitalismo contemporaneo.

Il programma si sviluppa attraverso i seguenti blocchi tematici:

- Fondamenti metodologici e approccio contemporaneo alla regolazione dei mercati

  • Introduzione alla regolazione dei mercati e ai modelli di analisi interdisciplinare.
  • Metodologia scientifica applicata allo studio della regolazione economica.
  • Evoluzione del ruolo dello Stato da laissez-faire a Stato regolatore e innovatore.

- Scuole economiche e modelli teorici della regolazione

  • Economia neoclassica e razionalità dell’homo economicus.
  • Ordoliberalismo e nascita dell’economia sociale di mercato europea.
  • Capitalismo contemporaneo, crescita economica e diseguaglianze.
  • Modelli alternativi e prospettive critiche (decrescita, sostenibilità).

- Behavioural law and economics e nudge regulation

  • Origini teoriche della nudge regulation e applicazioni ai mercati finanziari, assicurativi e sanitari.
  • Bias cognitivi ed euristiche nella regolazione dei comportamenti economici.
  • Paternalismo libertario, default rules e architetture delle scelte.

- Applicazioni e criticità della nudge regulation

  • Nudge regulation nei sistemi previdenziali, sanitari e ambientali.
  • Politiche pubbliche basate sui nudges (alimentazione, donazione organi, amministrazioni pubbliche).
  • Critiche teoriche e limiti: autonomia individuale, conformismo e rischio di manipolazione.

- Libertà economica e regolazione nell’ordinamento legale italiano ed europeo

  • Iniziativa economica privata nelle fonti del sistema giuridico italiano ed europeo.
  • Articolo 41 Cost. e integrazione della tutela ambientale.
  • Relazioni tra libertà economica, interessi pubblici e sostenibilità.

- Stato innovatore e politiche pubbliche orientate alla missione

  • Evoluzione dallo Stato regolatore allo Stato innovatore.
  • Mission-oriented policies e politiche industriali.
  • Innovazione, ricerca pubblica e intervento statale nell’economia.

- Regolazione del rischio e principi giuridici europei

  • Risk regulation theory e applicazioni a crisi sanitarie, ambientali e sicurezza.
  • Principio di precauzione e analisi costi-benefici.
  • Principio di proporzionalità e bilanciamento degli interessi nel diritto UE.

- Regolazione, governance pubblica e democrazia amministrata

  • Teoria della democrazia amministrata e regolazione degli spazi pubblici.
  • Ruolo delle amministrazioni e governance multilivello.

- Potere economico, regulatory capture e lobbying

  • Teoria della cattura del regolatore.
  • Lobbying, good lobby e dinamiche di pressione politica.
  • Influenza dei gruppi NIMBY e casi studio italiani.

- Teorie critiche del mercato e trasformazioni contemporanee

  • Capitalismo digitale, sorveglianza economica e nuove disuguaglianze.
  • Nuove forme di intervento pubblico e mission-oriented policies.
  • Critiche contemporanee al capitalismo nell’Antropocene e prospettive di decrescita.

Per l'insegnamento di Regolazione dei mercati non sono previste propedeuticità vincolanti. Appare utile possedere conoscenze giuridiche di base per comprendere il quadro normativo e i meccanismi dei mercati regolamentati. Si consiglia familiarità con principi della costituzione economica, concetti giuseconomici fondamentali e capacità di lettura critica di testi legali in ambito economico.

Al termine dell’insegnamento, le studentesse e gli studenti avranno sviluppato competenze trasversali rilevanti per il percorso di studi e il futuro ambito professionale, quali l’autonomia di giudizio, le capacità comunicative, l’apprendimento autonomo e il problem solving. Il corso promuove inoltre un approccio critico e riflessivo all’intervento pubblico nell’economia. Tali competenze sono sviluppate attraverso le lezioni, la discussione di casi, il confronto in aula e lo studio individuale dei materiali del corso.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità di applicazione delle conoscenze e di argomentazione giuridica avviene tramite la prova finale orale, finalizzata a valutare analisi, interpretazione critica e uso appropriato dei quadri concettuali e normativi. Per le studentesse e gli studenti frequentanti è prevista una prova intermedia facoltativa a carattere formativo (saggio accademico), che non incide sul voto finale, il quale resta determinato esclusivamente dalla prova orale secondo quanto indicato nella sezione “Modalità d’esame”.

Esame orale

Testi di riferimento

Per gli studenti frequentanti il materiale didattico è costituito dagli appunti delle lezioni, dei seminari e delle esercitazioni, nonché da due libri, uno per la parte generale e uno per la parte monografica, come di seguito indicati.

A) Parte generale:

  • R.H. Thaler - C.R. Sunstein, Nudge : la spinta gentile : la nuova strategia per migliorare le nostre decisioni su denaro, salute, felicità. L'edizione definitiva, Feltrinelli, 2022 (In corso di acquisizione in biblioteca).

B) Parte monografica (almeno un libro a scelta tra i seguenti):

  • M. Foucault, Nascita della biopolitica : corso al College de France (1978-1979). Feltrinelli, 2005 (Collezione generale Giurisprudenza ; 16 C.3178).
  • E. Ostrom, Governare i beni collettivi. Marsilio, 2006 (Collezione generale Scienze politiche ; 333.2 OST).
  • K. Saito, Marx in the Anthropocene : Towards the Idea of Degrowth Communism. Cambridge University Press, 2022 (Collezione generale Scienze politiche ; 335 412 SAI).
  • B, Latour, La sfida di Gaia: il nuovo regime climatico, Meltemi, 2020 (Bibl. Italianistica e Romanistica - Collezione generale ; 304.201 LA.s.).
  • B. Latour, Tracciare la rotta : come orientarsi in politica, Cortina, 2018 (Bibl. Giurisprudenza e scienze politiche - Collezione generale Scienze politiche ; 320.01 LAT).
  • G. Calabresi, Il futuro del law and economics : saggi per una rimeditazione ed un ricordo. Giuffrè, 2018 (Collezione generale Giurisprudenza ; 7 C.e.398).
  • M. Passalacqua, Diritto del rischio nei mercati finanziari: prevenzione, precauzione ed emergenza. CEDAM, 2012 (Collezione generale Giurisprudenza ; 4 C.7.1.a.358).
  • M. Mazzucato, Lo stato innovatore : sfatare il mito del pubblico contro il privato. GLF editori Laterza, 2014 (Programmi d'esame Scienze politiche ; DID 338.9 MAZ).
  • S: Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza : il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri. Luiss University press, 2019 ( Collezione generale Giurisprudenza ; 303.4833 ZUB AGE).
  • A. Zito, La nudge regulation nella teoria giuridica dell’agire amministrativo : presupposti e limiti del suo utilizzo da parte delle pubbliche amministrazioni. Editoriale scientifica, 2021 (Fondi per la ricerca Scienze politiche ; 342.0601 ZIT).
  • C.R. Sunstein, Il diritto della paura : oltre il principio di precauzione. Il mulino, 2010 (Collezione generale Giurisprudenza ; 21/I B.a.409).
  • F.H Hayek, La società libera, Seam, 1999, (Bibl. Giurisprudenza e scienze politiche - Collezione generale Giurisprudenza ; 16 B.3674).

Nota Bene: tutti i libri sopra menzionati sono presenti presso la biblioteca di Giurisprudenza e Scienze politiche, Palazzo della Sapienza, via Curtatone e Montanara 15, Pisa, (la collocazione presso lo scaffale è indicato tra parentesi dopo l'anno di pubblicazione).

***

Per i non frequentanti si rinvia alla relativa sezione "indicazioni per non frequentanti".

Codice insegnamento P385414613

SISTEMI GIURIDICI COMPARATI 2° anno · 6 CFU · IUS/02 · 1 file

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dei principali profili della comparazione giuridica negli ambiti pubblicistici del diritto, sviluppata sia in prospettiva sincronica sia…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dei principali profili della comparazione giuridica negli ambiti pubblicistici del diritto, sviluppata sia in prospettiva sincronica sia diacronica. In particolare, il corso fornisce gli strumenti teorici e metodologici per l’analisi comparata delle costituzioni e dei sistemi costituzionali, delle fonti del diritto, delle forme e dei tipi di Stato, delle forme di governo, dei diritti di libertà e dei relativi meccanismi di tutela, dell’organizzazione costituzionale e amministrativa, della giustizia costituzionale, dei sistemi giudiziari e delle dinamiche dei diritti transnazionali.

Attraverso l’applicazione del metodo comparativo, lo studente svilupperà la capacità di comprendere e interpretare istituti e modelli giuridici appartenenti a ordinamenti diversi, valutandone la funzione, la coerenza sistemica e il significato nel rispettivo contesto storico, politico e giuridico. Il corso mira inoltre a rafforzare le competenze critiche e analitiche proprie del giurista, consentendo allo studente di utilizzare consapevolmente fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali straniere, nonché di collocarle correttamente nell’ordinamento di riferimento.

Il corso si propone di illustrare l'oggetto e i metodi della comparazione giuridica e di fornire una introduzione ai sistemi giuridiici contemporanei con particolare riguardo alle differenze tra sistemi di common law e civil law. Il corso affronta quindi i problemi generali della «macrocomparazione», per poi esaminare, in una prospettiva comparatistica, diversi sistemi giuridici. Inoltre, il corso fornisce una prima introduzione alla tradizione giuridica dei paesi nordici, dell'America Latina, della Cina, del Giappone, dell'India e dei paesi islamici.

Nell'ultima parte del corso viene proposto un approfondimento di tipo microcomparatistico. Quest'anno, la tematica trattata sarà l'abolizione della pena di morte.

Programma

Il corso offre un’introduzione allo studio comparato dei principali sistemi giuridici contemporanei, con particolare attenzione ai criteri di classificazione delle famiglie giuridiche, alle loro caratteristiche strutturali e alle dinamiche di circolazione dei modelli giuridici.

Una prima parte del programma è dedicata al metodo comparatistico, alle sue funzioni e ai principali strumenti di analisi. Il corso prosegue con l’esame dei principali sistemi giuridici contemporanei, con riferimento ai sistemi di civil law, di common law, ai sistemi giuridici misti e ad altre esperienze rilevanti nel panorama comparato. Per ciascun sistema sono analizzati il ruolo e la struttura delle fonti del diritto, i meccanismi di produzione normativa, l’organizzazione dei poteri pubblici, nonché le modalità di interpretazione e applicazione delle norme.

Particolare attenzione è riservata allo studio delle fonti giuridiche nei diversi ordinamenti e al rapporto tra legge, giurisprudenza e dottrina, nonché alle tecniche di utilizzo e comparazione dei materiali giuridici. Il corso approfondisce inoltre il ruolo della dottrina giuridica nei diversi sistemi, esaminandone le funzioni e l’incidenza nei processi di elaborazione e di evoluzione del diritto.

Per una proficua frequenza del corso è richiesto il previo superamento degli esami di Diritto costituzionale I e di Diritto privato I, che forniscono le conoscenze di base indispensabili per la comprensione degli istituti giuridici oggetto di analisi comparata. È inoltre raccomandata la lettura regolare di un quotidiano, con particolare attenzione alle notizie di rilievo giuridico e istituzionale, soprattutto in relazione agli ordinamenti di common law, al fine di favorire una migliore comprensione delle dinamiche comparate contemporanee.

Al termine del corso, lo studente avrà sviluppato una consapevole sensibilità nei confronti delle problematiche giuridiche oggetto di analisi, dimostrando attenzione al contesto istituzionale, storico e sistematico in cui esse si collocano.

L’approccio comparatistico, applicato anche attraverso l’analisi puntuale di istituti e soluzioni normative (microcomparazione), consente allo studente di maturare un atteggiamento critico e flessibile nell’affrontare questioni giuridiche complesse, favorendo la capacità di trasferire e adattare strumenti interpretativi e categorie concettuali a una pluralità di contesti ordinamentali.

Tali comportamenti si traducono nella capacità di affrontare problemi giuridici in modo autonomo e consapevole, valorizzando il confronto tra modelli e soluzioni diverse come strumento di comprensione e di valutazione critica.

Al termine del corso, lo studente avrà sviluppato una consapevole sensibilità nei confronti delle problematiche giuridiche oggetto di analisi, dimostrando attenzione al contesto istituzionale, storico e sistematico in cui esse si collocano.

L’approccio comparatistico, applicato anche attraverso l’analisi puntuale di istituti e soluzioni normative (microcomparazione), consente allo studente di maturare un atteggiamento critico e flessibile nell’affrontare questioni giuridiche complesse, favorendo la capacità di trasferire e adattare strumenti interpretativi e categorie concettuali a una pluralità di contesti ordinamentali.

Tali comportamenti si traducono nella capacità di affrontare problemi giuridici in modo autonomo e consapevole, valorizzando il confronto tra modelli e soluzioni diverse come strumento di comprensione e di valutazione critica.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità è finalizzata ad accertare la capacità dello studente di applicare il metodo comparatistico allo svolgimento di ricerche e all’analisi delle fonti normative, della dottrina e della giurisprudenza. In sede d’esame, lo studente è chiamato a dimostrare di saper utilizzare in modo consapevole gli strumenti del diritto comparato, analizzando istituti giuridici di ambito pubblicistico e collocandoli nel rispettivo contesto ordinamentale.

La prova di valutazione mira inoltre a verificare la capacità di condurre analisi di tipo microcomparativo, attraverso l’esame e il confronto di modelli giuridici appartenenti a ordinamenti diversi, nonché di comprendere e interpretare le principali esperienze giuridiche straniere, individuandone le caratteristiche essenziali, le funzioni e le differenze sistemiche. Particolare attenzione è riservata alla capacità di argomentare in modo critico e coerente, facendo uso appropriato delle fonti e del linguaggio giuridico.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo comparatistico all’analisi degli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione dei principali sistemi giuridici e degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di applicare il metodo comparatistico all’analisi di ordinamenti e modelli giuridici, anche attraverso esempi e casi;

(c) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale e ordinamentale;

(d) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

– conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;

– capacità di applicare conoscenza e comprensione, con particolare riferimento all’uso del metodo comparatistico;

– autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;

– abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

– 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;

– 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione del metodo comparativo e argomentazione corretta ma non approfondita;

– 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole del metodo comparatistico e argomentazione critica coerente;

– 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del metodo comparatistico, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;

– 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico del metodo comparatistico, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

La docente potrà inoltre prevedere, previo accordo con gli studenti frequentanti, lo svolgimento di prove intermedie scritte, con funzione formativa e di monitoraggio in itinere dell’apprendimento. Tali prove sono finalizzate a valutare le capacità di analisi comparata, di argomentazione giuridica e di utilizzo consapevole delle fonti, e concorrono alla valutazione complessiva secondo modalità comunicate all’inizio del corso.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

La verifica delle capacità è finalizzata ad accertare la capacità dello studente di applicare il metodo comparatistico allo svolgimento di ricerche e all’analisi delle fonti normative, della dottrina e della giurisprudenza. In sede d’esame, lo studente è chiamato a dimostrare di saper utilizzare in modo consapevole gli strumenti del diritto comparato, analizzando istituti giuridici e collocandoli nel rispettivo contesto ordinamentale.

La prova di valutazione mira inoltre a verificare la capacità di condurre analisi di tipo microcomparativo, attraverso l’esame e il confronto di modelli giuridici appartenenti a ordinamenti diversi, nonché di comprendere e interpretare le principali esperienze giuridiche straniere, individuandone le caratteristiche essenziali, le funzioni e le differenze sistemiche. Particolare attenzione è riservata alla capacità di argomentare in modo critico e coerente, facendo uso appropriato delle fonti e del linguaggio giuridico.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo comparatistico all’analisi degli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione dei principali sistemi giuridici e degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di applicare il metodo comparatistico all’analisi di ordinamenti e modelli giuridici, anche attraverso esempi e casi;

(c) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale e ordinamentale;

(d) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione, con particolare riferimento all’uso del metodo comparatistico;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione del metodo comparativo e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole del metodo comparatistico e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del metodo comparatistico, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico del metodo comparatistico, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

La docente potrà inoltre prevedere, previo accordo con gli studenti frequentanti, lo svolgimento di prove intermedie scritte, con funzione formativa e di monitoraggio in itinere dell’apprendimento. Tali prove sono finalizzate a valutare le capacità di analisi comparata, di argomentazione giuridica e di utilizzo consapevole delle fonti, e concorrono alla valutazione complessiva secondo modalità comunicate all’inizio del corso.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

Per la preparazione dell’esame si consiglia lo studio del seguente volume:

V. Barsotti – V. Varano, La tradizione giuridica occidentale. Testo e materiali per un confronto civil law – common law, Giappichelli, Torino, 2024, ottava edizione (con l'esclusione dei materiali integrativi) .

Per gli studenti frequentanti, la docente metterà a disposizioneattraverso la piattaforma di e-Learning del corso del materiale integrativo (sentenze e materiali dottrinali) che sarà utilizzato e discusso durante le lezioni. Tale materiale costituisce parte integrante del programma ed è oggetto di valutazione in sede d’esame.

Per gli studenti non frequentanti, il programma di esame coincide con lo studio del volume indicato.

Gli studenti frequentanti potranno integrare gli appunti presi durante le lezioni con il seguente testo:

P. Passaglia, Le forme di produzione normativa. Appunti di diritto comparato, Pisa, Pisa University Press, 2025.

Per coloro che volessero approfondire le tematiche trattate nella parte relativa alla micro-comparazione si consiglia P. Passaglia, La condanna di una pena. I percorsi verso l’abolizione della pena di morte, Firenze, Olschki, 2021.

Per gli studenti non frequentanti, si consiglia lo studio del testo che segue:

  • V. Varano - V. Barsotti, La tradizione giuridica occidentale, volume I. Testi e materiali per un confronto civil law / common law, VIII ed., Torino, Giappichelli 2024, con esclusione delle appendici.

Codice insegnamento P091090428

STORIA DEL DIRITTO I E II 2° anno · 15 CFU · IUS/19 · 0 file

Lo studente all'esito del corso sarà nella condizione di valutare la necessaria storicità del diritto in tutti i suoi aspetti e, pertanto, anche l'utilità dell'approccio storico al diritto positivo, che gli consentitrà…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Lo studente all'esito del corso sarà nella condizione di valutare la necessaria storicità del diritto in tutti i suoi aspetti e, pertanto, anche l'utilità dell'approccio storico al diritto positivo, che gli consentitrà di comprendere a pieno le scelte giuridiche dell'oggi e quelle possibili del domani. Il corso si propone, infatti, attraverso l'apprendimento delle conoscenze specifiche del SSD, di fornire anche indicazioni critiche di metodo a mezzo delle quali rendere più pieno e agevole lo studio delle materie di diritto positivo, nell'ottica, per l'appunto critica, che si percepisce osservando la necessaria storicità del diritto.

Conoscenza delle esperienze giuridiche dalla caduta dell'impero romano d'Occidente fino alla codificazione. In particolare le origini del diritto commerciale. Il corso intende fornire al futuro giurista una prospettiva storica della quale potrà avvalersi per far bene il proprio mestiere, in ultima analisi rafforzando le proprie competenze critiche ed analitiche. .

Conoscenza delle esperienze giuridiche dalla caduta dell'impero romano d'Occidente fino alla codificazione. In particolare le origini del diritto commerciale. Il corso intende fornire al futuro giurista una prospettiva storica della quale potrà avvalersi per far bene il proprio mestiere, in ultima analisi rafforzando le proprie competenze critiche ed analitiche.

Il corso (9 CFU; 72 h di lezione) ha in programma di investigare i nodi fondamentali della modernità e della contemporaneità giuridica, a partire dal contesto post medievale, per finire, restringendo il campo nel finale del corso all'esperienza giuridica italiana del '900 (crisi dello stato liberale, epoca fascista, avvento del regime repubblicano e della Costituzione del 1948).

Programma

Il modulo di 48 h (6CFU) tratterà dell'esperienza giuridica alto medievale e bassomedievale, e in questi due periodi della nascita della scienza giuridica moderna edificata sulla base delle fondi romanistiche e canonistiche e della diffusione del sapere giuridico così costituito dall'Italia alle varie regioni europee, non dimenticando l'eccezione della nascita della cultura giuridica di common law.

Per facilitare lo studio della materia sono raccomandati rudimenti della storia europea dal tardo antico (sec. V) all'età contemporanea (sec. XX). In ogni fase del corso il docente, in ogni modo, fornirà i capisaldi fondamentali delle questioni.

Sarà elemento di valutazione in sede di esame anche la capacità di lineare espressione e la familiarità con i termini giuridici essenziali

Il corso si propone di fornire allo studente una prospettiva storica per guardare all’ordinamento in cui sarà chiamato ad operare come giurista, una volta conseguita la laurea in Giurisprudenza.

A tal fine, oltre alla trattazione delle necessarie informazioni d’inquadramento generale sulle varie esperienze storiche italiane ed europee dall’alto Medioevo fino all’Età contemporanea, esso prenderà in dettagliato esame la genesi del diritto mercantile, quale ius proprium del sistema giuridico basso-medievale, per ricostruire i segni indelebili di continuità che lo legano all’odierno diritto commerciale e all’attuale assetto normativo dell’autonomia privata, delineato dal codice civile vigente.

Il corso si articola in due parti, ciascuna corrispondente ad un semestre, una di 6 CFU e una di 9 CFU: al termine della prima sarà possibile per lo studente sostenere una prova (orale) intermedia, negli appelli specificati dal regolamento didattico.

E' raccomandata la conoscenza delle grandi linee della storia europea, dal Medioevo all'Età contemporanea, ricavabili dalla consultazione di un qualunque manuale di storia per le scuole medie superiori.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate. La prospettiva storico-giuridica lo aiuterà ad affrontare le problematiche giuridiche, in maniera autonoma e nella piena consapevolezza della storicità dell'ordinamento giuridico, nel quale si troverà ad operare una volta conseguita la laurea.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate. La prospettiva storico-giuridica lo aiuterà ad affrontare le problematiche giuridiche, in maniera autonoma e nella piena consapevolezza della storicità dell'ordinamento giuridico, nel quale si troverà ad operare una volta conseguita la laurea.

L'insegnamento prevede l'analisi dei vari momenti dell'esperienza giuridica europea e, in particolare, italiana, dalla fine del medioevo fino alla contemporaneità, con analisi delle tematiche e dei concetti duraturi e caduchi di tale esperienza. Il corso prevede lo studio dell'esperienza giuridica e della cultura italiana dell'800 e del '900 come approdo finale. Dopo una prima parte volta ad evidenziare i presupposti e i paradigmi della modernità giuridica, il corso proseguirà per settori tematici, investigando i percorsi del diritto penale, del diritto civile e di quello costituzionale dall'antico regime alla congemporaneità, per poi concludersi con una sguardo al formarsi del diritto del tempo post-moderno (dal secondo Ottocento in fino alla prima metà del '900).

Per la preparazione dell'esame sono caldeggiati i rudimenti della storia europea dal Basso medioevo alla contemporaneità (almeno prima metà del XX secolo). Il docente, comunque, in ogni fase delle lezioni fornirà alcune informazioni di orientamento, calando il dato giuridico nella sua reltà storica.

Modalità d'esame

Le modalità di verifica delle capacità vertono sull'accertamento dell'acquisizione della capacità di discutere intorno a documenti giuridici di varie epoche storiche, rilevandone gli apsetti critici, le potenzialità per la comprensione del diritto dell'epoca e del diritto odierno, nella chiave di una linea essenziale di storicità del diritto, che ha su di essa vari punti nodali ieri, oggi, domani. Per questo allo studente saranno proposti in sede di verifica i documenti discussi a lezione (sentenze di tribunali antichi, pagine di giuristi, norme, ecc...) e, in alcuni casi, altri documenti consimili sui quali cimentarsi.

Verifica orale, con il supporto di documenti eventialmente illustrati a lezione e messi a disposizione degli studenti sul canale Teams del corso. L'esame orale e la conseguente valutazione dello studenti tenderà a valutare, sia, le conoscenze acquisite in ordine a tempi storici proposti e agli aspetti giuridici ad essi relativi, sia, la capacità di lettura critica di documenti proposti a lezioni o di documenti consimili, sia, infine, la capacità di orientarsi trasversalemente su propblematiche oggetto di intervento didattico, ma relative a vari momenti storici, anche in realazione alla realtà normativa e giurisprudenziale odierna.

La valutazione della prima parte del corso (6 CFU, 48 H di lezione, lezioni da settembre e novembre) è espressa, qualora si voglia sostenere solo questa parte dell'esame in lettere (senza attribuzione di valutazione con voto). La lettera valutativa è attribuita come corrispondenza alle seguenti fasce di voti numerici:

D = 18-21 (conoscenze di base, capacità di argomentazione limitata e analisi dei documenti ordinaria)

C = 22-24 (conoscenze solide, capacità di argomentazione ordinaria e analisi dei documenti puntuale)

B = 25-27 (conoscenze approfondite, capacità di argomentazione solida e analisi dei documenti approfondita)

A = 28-30 (conoscenza di rango elevato, capacità di argomentazione profonda e analisi dei documenti capace di andare al di là del proposto a lezione)

La valutazione al termine della prova verrà inserita in un registro tenuto dal docente e sottoscritta dallo studente per accettazione. Tale valutazione, ai fini del superamento della prima parte d'esame resterà valida per tre semestri consecutivi, fermo restando che lo studente potrà rinuncia in qualsiasi momento a tale valutazione (giudicata non più soddisfacente) e sostenere l'esame della materia per intero in un'unica prova.

In sede di prova intermedia sarà valutata la capacità applicativa dello studente in merito alle nozioni apprese durante la prima parte dell'insegnamento. Lo studente è chiamato a dimostrare la conoscenza delle vicende storico-giuridiche affrontate nel corso e la consapevole utilizzazione degli strumenti della ricerca storico-giuridica. Al riguardo, verrà posta attenzione anche alla proprietà di linguaggio giuridico e alla capacità di argomentare in modo critico e coerente..

La prova intermedia sarà orale. Essa consiste in un colloquio tra il candidato e il docente, o anche tra il candidato e altri collaboratori del docente titolare, ed è finalizzata a valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all’analisi degli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative

La valutazione di tale parte d’esame viene espressa con un giudizio (non con un voto), in base alle seguenti fasce di corrispondenza con i voti in trentesimi:

D = 18-21; 

C = 22-24; 

B = 25-27; 

A = 28-30.

La valutazione al termine della prova intermedia, registrata in registro tenuto dal docente, resta valida per tre semestri consecutivi, fermo restando che lo studente può rinunciare in qualsiasi momento a tale valutazione e sostenere l’esame della materia per intero in un’unica prova.

In sede di prova intermedia o di esame finale sarà valutata la capacità applicativa dello studente in merito alle nozioni apprese durante l'insegnamento. Lo studente è chiamato a dimostrare la conoscenza delle vicende storico-giuridiche affrontate nel corso e la consapevole utilizzazione degli strumenti della ricerca storico-giuridica. Al riguardo, verrà posta attenzione anche alla proprietà di linguaggio giuridico e alla capacità di argomentare in modo critico e coerente.

La prova finale sarà orale. Essa consiste in un colloquio tra il candidato e il docente, o anche tra il candidato e altri collaboratori del docente titolare.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all’analisi degli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione delle principali esperienze giuridiche e degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di applicare il metodo storico-giuridico all’analisi delle fonti e delle vicende storico-giuridiche, anche attraverso esempi e casi;

(c) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale e ordinamentale;

(d) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione, con particolare riferimento all’uso del metodo storico-giuridico;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la prova dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione del metodo storico-giuridico e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole del metodo storico-giuridico e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza del metodo storico-giuridico, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;

–30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico del metodo storico-giuridico, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Le prove intermedie, finalizzate a valutare in itinere la conoscenza degli argomenti trattati, la capacità di analisi storico-giuridica, di argomentazione giuridica e di utilizzo consapevole delle fonti, concorrono alla valutazione complessiva secondo modalità comunicate all’inizio del corso, in conformità con il regolamento didattico.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Orale con discussione di documenti proposti a lezione o di documenti consimili a quelli studiati al fine di verificare non solo l'acquisizione delle conoscenze, ma anche la capacità di orientarsi nel mondo del diritto secondo la sua necessaria storicità. In sede di prova intermedie o di esame finale sarà valutata la capacità applicativa dello studente in merito alle nozioni apprese durante l'insegnamento. Lo studente sarà chiamato a dimostrare la conoscenza delle vicende storico giuridiche affrontate nel corso, sia, con riferimento alle nozioni generali di partenza sulla modernità giuridica, sia, in relazione ai singoli aspetti del giuridico: diritto penale, diritto civile, e altri, che saranno oggetto del prosieguo delle lezioni. A tal fine, durante il corso, anche nella logica dell'impianto di Progetti speciali per la didattica dei quali si ottenga il finanziamento potranno essere organizzate attività seminariali integrative.

Verifica orale con discussione su documenti proposti a lezione e messi a disposizione sulla piattaforma TEAMS del corso. Verifica dell'apprendimento degli elementi storico giuridici trattati, ma anche della capacità di collegare il dato storico, stante l'essenziale storicità del diritto, col dato individuabile nel diritto positivo.

La valutazione finale è espessa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva che tiene conto anche dei risultati della prima parte dell'esame (o prova intermedia), secondo quanto stabilito dal regolamento didattivo, e dei seguenti parametri:

  • conoscenza e capacità di comprendere i contenuti del corso;
  • capacità di applicare il metodo storico-giuridico, alla base delle conoscenze del corso, alla lettura di eventi e alla comprensione di istituti giuridici specifici di ieri e di oggi;
  • maturazione di una autonomia di giudizio, come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità in ordine alla chiarezza espositive, alla correttezza argomentativa e terminologica.

Ai fini dell'attribuzione del voto finale, la prova dello studente è valutata secondo la seguente scala di valori:

18 = conoscenza elementare degli argomenti, capacità applicativa molto limitata, capacità di argomentazione appena idonea;

19-21 = conoscenza minima degli argomenti, capacità applicative limitate e dimostrazione di argomentazione semplice;

22-24 = conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione dell'approccio storico giuridico e argomentazione corretta ma non approfondita;

25-27 = conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole dell'approccio storico-giuridico e argomentazione critica coerente;

28-29 = conoscenza approfondita, piena padronanza dell'approccio storico al diritto , autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;

30 = conoscenza molto approfondita dei contenuti, uso particolareggiato a fluente dell'approccio storico giuridico, autonomia di giudizio e capacità argomentativa elevata;

30 e lode = conoscenza molto approfondita e volontà di andare al di là delle conoscenze fornite, dominio dell'approccio storico al diritto, autonomia di giudizio capace di condurre a costruzioni mature a mezzo di contenuti argomentativi autonomi, maturi e di spicco. 

Testi di riferimento

Per coloro che non intendono frequentare con assiduità il corso di lezioni:

  • Tempi del diritto. Età medievale, moderna, contemporanea, coordinamento a cura di Elio Tavilla, Giappichelli, Torino, capp. I-IV, pp. 1-179 (del volume si potrà acquistare la terza edizione 2022 o la quarta edizione 2025: la quarta edizione è identica nel testo, ma corredata di supoorti con le date esseziali di orientamento);
  • U. Santarelli, Mercanti e società di Mercanti, III ed., Torino, Giappichelli, 1992.

Per coloro che intendono frequentare con assiduità il corso di lezioni:

  • Appunti presi a lezione;
  • Materiale proiettato a lezione e condiviso sulla piattaforma Teams del corso di lezioni. Per le materie trattare lo studente deve far riferimento al registro delle lezioni compilato settimanalmente dal docente. A chi frequenta, in caso di mancanza di materiale è chiesta la diligenza di intergrare le lezioni mancanti o incomplete sui testi indicati per i non frequentanti.

A tutti gli studenti è data la possibilità di approfondire alcuni temi trattati nei testi o dal docente, a mezzo di studi indicati dal docente stesso sull'argomento concordato.

Coloro che devono sostenere soltano un colloquio integrativo devono tassativamente concordare il programma di esame con il docente.

Testi consigliati per tutti:

I parte:

U. Santarelli, Auctor iuris homo. Introduzione allo studio dell’esperienza giuridica basso-medioevale, Torino, Giappichelli, 1997;

U. Santarelli, L’esperienza giuridica basso-medievale. Lezioni di storia del diritto, Torino, Giappichelli, 1990, solo capp. 4 e 5, pp. 79-169;

U. Santarelli, Mercanti e società tra mercanti, 3a edizione, Torino, Giappichelli, 1998;

La prova intermedia verterà sui testi di U. Santarelli.

Per gli studenti iscritti prima dell’anno accademico 2013-14, il programma d’esame dovrà essere concordato con il docente, qualora essi non intendano far riferimento al programma attualmente in corso.

Testi consigliati per tutti:

II parte:

A. Cavanna, Storia del diritto moderno in Europa, I, Le fonti e il pensiero giuridico, Milano, Giuffrè, 1982, pp. 146-478;

A. Landi, Storia giuridica per futuri giuristi. Temi e questioni, Torino, Giappichelli, 2015.

Per gli studenti iscritti prima dell’anno accademico 2013-14, il programma d’esame dovrà essere concordato con il docente, qualora essi non intendano far riferimento al programma attualmente in corso.

Per coloro che non intendono frequentare con assiduità il corso di lezioni:

  • Tempi del diritto. Età medievale, moderna, contemporanea, coordinamento a cura di Elio Tavilla, Giappichelli, Torino, capp. V-IX, pp. 181-451 (del testo può essere acquisita sia la terza edizione 2022, sia la quarta edizione 2025. Il testo delle due edizioni è identico, ma nella quarta edizione si trova un supporto con le date essenziali di riferimento)

e a, scelta dello studente, in alternativa:

  • Lo stato moderno in Europa. Istituzioni e diritto, a cura di M. Fioravanti, Roma-Bari, 2002 (o una qualsiasi ristampa successiva), pp. 3-101; 128-229
  • A. Landi, Storia giuridica per futuri giuristi, Torino, Giappichelli, 201, pp. 1-41; 99-245.

Per coloro che intendono frequentare con assiduità il corso di lezioni:

  • Appunti del corso di lezioni
  • Materiale discusso a lezione e caricato sulla piattaforma teams del corso di lezioni.

Sarà possibile concordare con il docente approfondimenti su particolare questioni oggetto del corso. Si segnala l'esigenza di integrare per coloro che sono frequentanti gli appunti con i testi indicati sopra ove gli appunti stessi siano carenti per qualsiasi tipo di motivo.

ATTENZIONE: coloro che devono svolgere un qualunque tipo di colloquio integrativo (es. passaggio dalla "triennale" alla "magistrale", o provenienza da un altro ateneo) devono tassativamente concordare il programma col docente (canali normali: mail o ricevimento).

Codice insegnamento P013700399

DIRITTO COMMERCIALE I E II 3° anno · 15 CFU · IUS/04 · 0 file
DIRITTO INTERNAZIONALE 3° anno · 9 CFU · IUS/13 · 0 file
DIRITTO PENALE I E II 3° anno · 15 CFU · IUS/17 · 0 file
DIRITTO PRIVATO III 3° anno · 9 CFU · IUS/01 · 0 file
DIRITTO AMMINISTRATIVO I E II 4° anno · 12 CFU · IUS/10 · 0 file
DIRITTO COMMERCIALE I 4° anno · 1 file
DIRITTO PRIVATO COMPARATO 4° anno · 6 CFU · IUS/02 · 0 file
DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I E II 4° anno · 15 CFU · IUS/15 · 0 file
DIRITTO PROCESSUALE PENALE I E II 4° anno · 15 CFU · IUS/16 · 0 file
DIRITTO PUBBLICO COMPARATO 4° anno · 6 CFU · IUS/21 · 0 file
Diritto e religione 4° anno · 6 CFU · IUS/11 · 0 file
ANALISI ECONOMICA DEL DIRITTO 5° anno · 6 CFU · ECON-01/A · 0 file

Oggetto del corso è l’analisi dal punto di vista della teoria economica di istituti e problemi giuridici fondamentali quali la proprietà, il contratto, la responsabilità civile, l’impresa, la tutela della concorrenza, le…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Oggetto del corso è l’analisi dal punto di vista della teoria economica di istituti e problemi giuridici fondamentali quali la proprietà, il contratto, la responsabilità civile, l’impresa, la tutela della concorrenza, le regole del mercato.

Programma

  1. Concetti base AED & concetti di efficienza
  2. Proprietà e teorema di Coase
  3. Tutela della proprietà
  4. Controversie giudiziarie
  5. Responsabilità civile
  6. Contratti
  7. Analisi costi-benefici
  8. Teorie dell'impresa
  9. Disegno dei meccanismi
  10. Corporate governance
  11. Antitrust

Gli argomenti dal n.1 al n.6 sono obbligatori per tutti, frequentanti e non (c.d. parte istituzionale).

Per i soli frequentanti: alcuni degli argomenti inclusi tra il n.7 e il n.11 (c.d. parte tematica) potranno essere omessi nella preparazione dell’esame. I dettagli di tale opzione saranno definiti a lezione. In ogni caso tale possibilità sarà legata allo svolgimento di una relazione in classe su un argomento scelto da una lista di letture predisposta dal docente.

Conoscenze di base di economia politica e di diritto pubblico e privato. Conoscenze base di diritto commerciale sono utili, ma non indispensabili.

La frequenza del corso è altamente consigliata perché le lezioni prevedono una partecipazione attiva degli studenti che culmina con la presentazione alla classe di una relazione su un tema a scelta tra quelli proposti dal docente.

Modalità d'esame

L'esame si concentrerà sulla capacità di muoversi tra ragionamento giuridico ed economico.

Si ripete anche qui che l'esame sarà orale, con la possibilità per i frequentanti di sostituire una parte del programma con una relazione orale.

Testi di riferimento

Testi obbligatori per i non frequentanti e di supporto per i frequentanti

Per la parte "istituzionale" del corso: 

Shavell S., Analisi economica del diritto, Giappichelli, 2007

In alternativa:

Cooter R. et al., Il mercato delle regole. Analisi economica del diritto civile, vol.1, ilMulino, 2006

Franzoni L. e Marchesi D., Economia e politica economica del diritto, ilMulino, 2006

Per la parte "tematica":

Giocoli N., Impresa, concorrenza, regole. Elementi per un’analisi economica, Giappichelli, 2009

Per entrambe le parti è necessario integrare lo studio con le dispense disponibili su Teams.

Codice insegnamento P912073128

ANTITRUST E REGOLAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/A · 0 file
BIODIRITTO PRIVATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
BIOETICA 5° anno · 6 CFU · GIUR-17/A · 0 file
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NEL PUBBLICO IMPIEGO 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
COOPERAZIONE GIUDIZIARIA 5° anno · 6 CFU · GIUR-09/A · 0 file
CRIMINOLOGIA 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di: applicare le principali categorie concettuali della criminologia all'analisi dei fenomeni criminali, con riferimento alla loro evoluzione storica e ai modelli…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di:

applicare le principali categorie concettuali della criminologia all'analisi dei fenomeni criminali, con riferimento alla loro evoluzione storica e ai modelli interpretativi contemporanei;

integrare approcci di matrice giuridico-penale, sociologica e psicologica nella lettura dei comportamenti devianti e delle risposte istituzionali al crimine;

interpretare casi e politiche criminali, utilizzando strumenti teorici propri della criminologia moderna;

sviluppare autonome capacità di analisi e di valutazione critica in chiave interdisciplinare.

Programma

Programma

. introduzione allo studio della criminologia

. lo sviluppo storico del pensiero criminologico

. sociologia e criminalità

. i disturbi mentali in criminologia

. criminologia clinica ed applicata

i crimini dei colletti bianchi

Per meglio comprendere il programma saranno necessarie conoscenze generali sul concetto di pena, di reato e sul concetto di diritti fondamentali.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate. L'insegnamento favorisce

atteggiamenti critici e riflessivi nell'analisi dei fenomeni criminali, evitando semplificazioni letture stereotipate del comportamento deviante

consapevolezza della complessità multidisciplinare del fenomeno criminologico, promuovendo il rispetto e l'integrazione di prospettive giuridiche , psicologiche e criminologiche

capacità di confronto argomentato anche su temi sensibili e socialmente rilevanti , nel rispetto dei principi del pluralismo, della legalità e dei diritti fondamentali;

attitudini all'ascolto e all'osservazione critica, fondamentali per la futura attività giuridica, giudiziaria, forense, soprattutto nei contesti in cui il diritto interagisce con la persona e con il disagio sociale.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità acquisite sarà finalizzata ad accertare la capacità dello studente di applicare in modo critico e autonomo le categorie criminologiche all'analisi dei fenomeni criminali, nonché di integrare prospettive giuridiche , sociologiche e psicologiche nella lettura dei casi di studio.

In particolare la valutazione mirerà a verificare le capacità di argomentare il ragionamento critico

la capacità di interpretare e discutere su casi concreti situazioni problematiche alla luce degli strumenti concettuali acquisiti

la capacità di stabilire collegamenti tra criminologia e diritto penale, cogliendone le reciproche influenze.

la capacità di esporre in modo chiaro, coerente e strutturato le proprie argomentazioni;

La valutazione terrà conto della autonomia di giudizio, della chiarezza espositiva e della coerenza logico -argomentativa .

Al termine dell'insegnamento lo studente sarà in grado di:

applicare le principali categorie concettuali della criminologia all'analisi dei fenomeni criminali con riferimento alla loro evoluzione storica e ai modelli interpretativi contemporanei;

sviluppare autonome capacità di analisi e di valutazione critica in chiave interdisciplinare.

L’esame finale consiste in una prova orale, articolata in due domande, ed è considerato superato con il conseguimento di una votazione non inferiore a 18/30.

Per gli studenti non frequentanti, entrambe le domande vertono sui contenuti della parte generale del corso, con riferimento ai principali modelli criminologici, alla loro evoluzione storica e ai concetti fondamentali della disciplina.

Per gli studenti frequentanti, la prima domanda verte sui contenuti della parte generale del corso, mentre la seconda domanda riguarda le attività seminariali, in particolare l’analisi e la discussione di perizie psichiatriche e la simulazione del procedimento di accertamento della capacità di intendere e di volere.

La valutazione degli studenti frequentanti tiene conto anche dell’attiva e consapevole partecipazione alle attività seminariali, quale elemento integrativo della valutazione complessiva

Testi di riferimento

G. Marotta L. Cornacchia, Criminologia, Storia, Teorie, Metodi, IV edizione , Cedam 2024 dal Cap. I al VII.

Inoltre uno dei due testi a scelte :

1) Marco Pelisero, Sistema sanzionatorio e infermità psichica. I nodi delle questioni presenti tra riforme parziali effettuate e riforme generali mancate, AP 2019, n. 3.

2) M. Cartabia- L. Violante, Giustizia e mito, Mulino, 2018

Codice insegnamento P305684542

Contabilità di stato e degli enti pubblici 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
Contratti e tutela del consumatore e dell'utente 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO AGRARIO COMPARATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/B · 0 file
DIRITTO AGRO-ALIMENTARE 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/B · 0 file
DIRITTO AGRO-AMBIENTALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/B · 0 file
DIRITTO AMMINISTRATIVO COMPARATO ED EUROPEO 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
DIRITTO ANGLO-AMERICANO 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file

Il corso fornisce una conoscenza avanzata dei principali profili della common law inglese e statunitense, con particolare riferimento alle fonti del diritto, alla struttura e al funzionamento degli organi giurisdizionali…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso fornisce una conoscenza avanzata dei principali profili della common law inglese e statunitense, con particolare riferimento alle fonti del diritto, alla struttura e al funzionamento degli organi giurisdizionali e, in special modo, al ruolo e alle competenze delle Corti supreme.

L’insegnamento approfondisce inoltre alcuni landmark cases in materia di forma di governo e di tutela dei diritti fondamentali, al fine di consentire alle studentesse e agli studenti di comprendere i meccanismi di produzione giurisprudenziale del diritto e le tecniche di interpretazione costituzionale proprie degli ordinamenti di common law.

Attraverso un approccio comparatistico, il corso sviluppa la conoscenza delle principali differenze e analogie tra i sistemi anglo-americano e l’ordinamento costituzionale italiano, con specifico riguardo al ruolo della Corte costituzionale e alla diversa concezione del principio di costituzione e di giustizia costituzionale.

In tal modo, l’insegnamento contribuisce agli obiettivi formativi del Corso di studi in Giurisprudenza, rafforzando la preparazione giuridica di base e avanzata delle studentesse e degli studenti, ampliandone la capacità di comprendere modelli giuridici differenti, di interpretare criticamente le fonti e la giurisprudenza, e di collocare l’esperienza giuridica nazionale in una prospettiva comparata e sovranazionale, coerente con il profilo culturale e professionale del giurista.

Programma

Contenuti del modulo della Prof.ssa Rachele Bizzari:

  • Breve storia costituzionale degli Stati Uniti d’America; la Costituzione federale e la forma di governo presidenziale
  • Il potere giudiziario negli Stati Uniti: corti statali e federali; organizzazione, competenze e rapporti tra i due sistemi
  • La Corte Suprema: composizione, funzioni e ruolo nella forma di governo
  • Il judicial review of legislation e le vie di accesso alla Corte Suprema
  • Le principali teorie dell’interpretazione costituzionale
  • Diritto di voto, rappresentanza politica e gerrymandering
  • Corte Suprema e società civile: public law litigation, movimenti per i diritti civili e amicus curiae
  • Discussione e analisi di alcuni landmark cases in tema di forma di governo, diritti fondamentali e funzionamento della democrazia

Contenuti del modulo della Prof.ssa Angioletta Sperti:

  • Breve storia costituzionale inglese; il concetto inglese di costituzione, la forma di governo inglese (cenni)
  • Le convenzioni della costituzione (definizione e applicazione a livello giurisprudenziale)
  • La doctrine of rule of law
  • La separazione dei poteri
  • La Corte Suprema del Regno Unito: composizione, funzioni, ruolo nella forma di governo e rapporto i cittadini e gli altri organi costituzionali.
  • Le tecniche di interpretazione costituzionale della Corte Suprema
  • Discussione ed analisi di alcuni landmark cases in tema di forma di governo e di tutela dei diritti fondamentali
  • Corte Suprema del Regno Unito e società civile

Per una adeguata comprensione degli argomenti trattati nel corso, si suggerisce alle studentesse e agli studenti di aver già sostenuto gli esami di Diritto costituzionale I e II e di Sistemi giuridici comparati, in quanto tali insegnamenti forniscono le conoscenze di base necessarie in materia di fonti del diritto, istituzioni costituzionali e metodo comparato.

Durante il corso le docenti forniranno un adeguato supporto per la comprensione dei materiali didattici in lingua inglese. Tuttavia, è auspicabile una conoscenza della lingua inglese almeno di livello B1, al fine di consentire una più agevole lettura e analisi dei testi giuridici e dei materiali di studio utilizzati.

Si raccomanda infine alle studentesse e agli studenti una lettura costante della stampa quotidiana, con particolare riferimento a quotidiani di rilevanza internazionale, preferibilmente in lingua inglese o americana (ad esempio The Guardian o The New York Times), al fine di favorire una migliore comprensione del contesto politico e istituzionale degli ordinamenti oggetto di studio.

Oltre alle conoscenze e alle capacità sopra descritte, il corso si propone di sviluppare e rafforzare nelle studentesse e negli studenti la consapevolezza dell’importanza dei valori e dei principi costituzionali, quali la democrazia, l’eguaglianza e il contrasto alle discriminazioni, nonché del ruolo che il giurista può svolgere nella loro tutela e nel loro consolidamento, anche al fine di prevenire fenomeni di erosione della democrazia costituzionale.

Al termine dell’insegnamento, lo studente avrà maturato una sensibilità critica verso i temi, gli argomenti e le tecniche attraverso cui i principi e i valori costituzionali possono essere fatti valere dinanzi alle corti, tanto nell’ordinamento italiano quanto in altri ordinamenti, sviluppando al contempo la capacità di cogliere le dinamiche di circolazione di tali principi e valori tra i diversi sistemi giuridici e il loro reciproco influsso su dottrina e giurisprudenza.

Modalità d'esame

Le capacità sopra descritte saranno verificate attraverso le prove di esame previste per l’insegnamento. In particolare, l’accertamento dell’acquisizione delle abilità di applicazione della conoscenza avverrà mediante l’esame finale e potrà essere integrato, per le studentesse e gli studenti frequentanti, da una prova scritta intermedia facoltativa, con funzione prevalentemente formativa.

In sede di verifica, lo studente dovrà dimostrare di saper applicare i metodi di ricerca e di analisi illustrati durante il corso, con particolare riferimento al metodo giuridico e comparatistico, nonché di saperli utilizzare nell’analisi dei casi di studio e dei materiali discussi nel corso delle lezioni. Sarà inoltre valutata la capacità di impiegare correttamente la terminologia giuridica inglese e americana e di comprendere testi giuridici complessi relativi agli ordinamenti esaminati.

Durante lo svolgimento delle lezioni, le docenti stimoleranno il confronto e il dibattito sui temi trattati, anche attraverso la discussione guidata di casi e materiali. La partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti costituirà un elemento di valutazione formativa e potrà essere presa in considerazione ai fini della valutazione finale, in coerenza con le modalità complessive di accertamento delle capacità acquisite.

L’esame si svolge in forma orale ed è volto ad accertare l’effettiva acquisizione delle conoscenze, delle capacità e dei comportamenti indicati negli obiettivi di apprendimento dell’insegnamento.

In particolare, attraverso il colloquio orale lo studente dovrà dimostrare:

  • la conoscenza e la comprensione dei principali concetti, istituti e casi giurisprudenziali affrontati nel corso, con riferimento agli ordinamenti inglese e statunitense (accertamento delle conoscenze);
  • la capacità di applicare il metodo giuridico e comparatistico all’analisi di problemi e casi concreti, nonché di collocare gli istituti esaminati nel loro contesto storico, politico e istituzionale (accertamento delle capacità);
  • la capacità di argomentare in modo critico e coerente, utilizzando un linguaggio giuridico appropriato, anche con riferimento alla terminologia giuridica inglese e americana (accertamento dei comportamenti).

Agli studenti frequentanti è offerta la possibilità di sostenere una prova scritta intermedia facoltativa a metà del corso, avente funzione prevalentemente formativa e volta a verificare il livello di apprendimento raggiunto in itinere. L’esito della prova intermedia, qualora sostenuta, potrà essere preso in considerazione ai fini della valutazione finale.

Il voto finale è espresso in trentesimi ed è attribuito sulla base della prova orale, tenendo conto, se svolta, della prova scritta intermedia e della partecipazione attiva alle lezioni e alle discussioni in aula.

Ai fini della valutazione:

  • un voto sufficiente (18–21) è attribuito allo studente che dimostri una conoscenza essenziale degli argomenti trattati e una capacità di esposizione corretta ma prevalentemente descrittiva;
  • voti intermedi (22–26) corrispondono a una buona conoscenza dei contenuti, a una adeguata capacità di applicazione del metodo comparatistico e a una esposizione chiara e coerente;
  • voti elevati (27–30 e lode) sono riservati agli studenti che dimostrino una conoscenza approfondita e sistematica della materia, capacità di analisi critica e di collegamento tra i diversi temi affrontati, nonché padronanza del linguaggio giuridico e delle categorie concettuali proprie degli ordinamenti studiati.

Testi di riferimento

Gli studenti frequentanti potranno preparare l'esame sul materiale che sarà fornito dalle due docenti durante le lezioni e che sarà scaricabile dalla piattaforma di E-Learning del Dipartimento di Giurisprudenza

Codice insegnamento P720879438

DIRITTO BANCARIO 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/A · 0 file
DIRITTO CANONICO 5° anno · 6 CFU · GIUR-07/A · 0 file
DIRITTO COMMERCIALE ROMANO 5° anno · 6 CFU · GIUR-15/A · 0 file
DIRITTO COMPARATO DELLE RELIGIONI 5° anno · 6 CFU · GIUR-07/A · 0 file
DIRITTO COSTITUZIONALE EUROPEO 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
DIRITTO DEGLI ENTI LOCALI 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
DIRITTO DEI CONTRATTI 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO DEI CONTRATTI COMMERCIALI 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file
DIRITTO DEI LAVORI E DEI SERVIZI PUBBLICI 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
DIRITTO DEI MERCATI FINANZIARI 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file

Il Corso ha ad oggetto lo studio dei principi e delle regole del c.d. mercato mobiliare (intermediari). Il Corso si propone di esaminare le discipline speciali delle diverse tipologie di attività attinenti al mercato dei…

Scheda dell'insegnamento

Scheda dell'a.a. 2025/2026: quella dell'anno in corso non è ancora pubblicata.

Obiettivi formativi

Il Corso ha ad oggetto lo studio dei principi e delle regole del c.d. mercato mobiliare (intermediari). Il Corso si propone di esaminare le discipline speciali delle diverse tipologie di attività attinenti al mercato dei capitali diverse dall'attività bancaria e dall'attività assicurativa.

Programma

1. Sistema a "soggetto" e sistema ad "attività" - 2. Le attività rilevanti - 2.1. La diversità dall'attività bancaria e il concetto di strumento finanziario - 2.3. L'esercizio professionale e nei confronti del pubblico di attività e servizi di investimento - 2.4. La gestione collettiva del risparmio. Gli OCIR. SICAV, SICAF e fondi comuni di investimento - 3. Gli statuti speciali delle attivit rilevanti - 3.1. La riserva di attività in favore dei soggetti abilitati - 3.2. La vigilanza pubblicistica di Consob e Banca d'Italia. Organizzazione e modalità operative della vigilanza - 3.3. L'accesso alle attività rilevanti. Modello autorizzativo e comunicazione preventiva - 3.4. Lo svoglimento dell'attività. I profili esterni: le regole di trasparenza e correttezza dei comportamenti in rapporto al grado di competenza ed esperienza della clientela - 3.5. Lo svolgimento dell'attività. I profili interni: le regole di adeguatezza organizzativa e patrimoniali - 3.6. (Segue): Esponenti aziendali e assetti proprietari - 3.7.(Segue): capitale minimo, patrimonio di vigilanza e patrimonio adeguato.

Ai fini dell'esame e del Corso è necessaria la conoscenza dei fondamenti del diritto delle imprese e del diritto delle società, nonché del diritto delle obbligazioni e dei contratti

Il Corso di propone di far acquisire allo studente sensibilità per i profili giuridici della disciplina del c.d.mercato mobiliare e la capacità di gestire operativamente le problematiche relative allo svolgimento delle attività dell'intermediario

Modalità d'esame

L'acquisizione delle capacità sarà verificata durante il corso con metodi di interazione con gli studenti nonché durante la prova di esame orale

Codice insegnamento P862242580

DIRITTO DEI RAPPORTI DI LAVORO 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
DIRITTO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-09/A · 0 file
DIRITTO DEL LAVORO COMPARATO E DELL'UNIONE EUROPEA 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
DIRITTO DEL TERZO SETTORE 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO DELL'ARBITRATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-12/A · 0 file

Lo studente che porta a termine il corso avrà una solida conoscenza dei metodi alternativi per la risoluzione delle controversie, delle norme che disciplinano tali metodi e di come ciascuno di essi si rapporti con…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Lo studente che porta a termine il corso avrà una solida conoscenza dei metodi alternativi per la risoluzione delle controversie, delle norme che disciplinano tali metodi e di come ciascuno di essi si rapporti con l'attività giurisdizionale.

Programma

  • La risoluzione delle controversie con i c.d. metodi alternativi.
  • I modelli negoziali e conciliativi.
  • La mediazione civile e commerciale.
  • La negoziazione assistita dagli avvocati.
  • ADR e consumatori.
  • L'arbitrato e i rapporti con la giurisdizione statale.
  • Gli arbitri
  • L'accordo compromissorio, il procedimento e la decisione arbitrale.
  • Le impugnazioni del lodo.
  • L'arbitrato amministrato.
  • L'arbitrato transnazionale.
  • Il lodo estero.

Lo studente ha conoscenze di:

-diritti fondamentali

-disciplina del contratto

-principi base del processo civile.

Lo studente potrà acquisire capacità critica in riguardo ai diversi mezzi per la tutela dei diritti.

Modalità d'esame

Nell'esame orale lo studente deve dimostrare la capacità di applicare le competenze acquisite anche con esempi pratici.

La prova orale consiste in un colloquio con il docente e/o con i suoi collaboratori. La prova non è superata se il candidato mostra di non conoscere i contenuti essenziali della materia e/o non usa una terminologia appropriata.

Testi di riferimento

Testo consigliato: LUISO, Diritto processuale civile, vol. V - La risoluzione non giurisdizionale delle controversie, Giuffre’, ultima edizione. E' indispensabile la consultazione del codice di procedura civile in edizione aggiornata.

Codice insegnamento P413936831

DIRITTO DELLA FAMIGLIA 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO DELLA NAVIGAZIONE 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/B · 0 file
DIRITTO DELLA RESPONSABILITA' CIVILE 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO DELLA SICUREZZA ALIMENTARE 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/B · 0 file
DIRITTO DELLA SICUREZZA SUL LAVORO 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
DIRITTO DELLE ASSICURAZIONI 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO DELLE SUCCESSIONI 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO INDUSTRIALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file
DIRITTO INTERCULTURALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 1 file

Al termine del corso studentesse e studenti avranno acquisito le conoscenze essenziali per distinguere fra approccio multiculturalista e interculturale alla trasformazione dei conflitti, nonché sui modelli e sugli…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Al termine del corso studentesse e studenti avranno acquisito le conoscenze essenziali per distinguere fra approccio multiculturalista e interculturale alla trasformazione dei conflitti, nonché sui modelli e sugli strumenti di facilitazione, negoziazione e mediazione per la gestione e trasformazione nonviolenta dei conflitti a livello interpersonale e sociale, secondo un approccio interculturale.

Programma

Elementi e terminologia tecnica di base per la classificazione e l'analisi dei conflitti (elementi, attori e livelli). Struttura definitoria del conflitto: dimensioni interne (emozioni, percezioni, bisogni, diritti e identità) ed esterne (comunicazione e stili conflittuali). Il ruolo della violenza nel conflitto (livelli conflittuali: escalazione e descalazione della violenza). Il passaggio dal modello di "soluzione dei conflitti" a quello di "gestione dei conflitti". Il concetto di "trasformazione" dei conflitti.

Principali relazioni fra conflitti e diritto: lo 'choc culturale' e lo 'choc giuridico' e il tema delle identità. Identità personali e identità collettive (costruzione dell'identità fra natura, cultura e società). Come il diritto affronta il tema delle identità (personali e collettive). Lo "scontro di civiltà" e lo "scontro di ignoranze". Il "diritto multiculturalista" e l'estraniamento del giurista. La mediazione e gli accomodamenti come strumenti giuridici complementari o alternativi al modello giurisdizionale.

La mediazione dei conflitti come tecnica di gestione e trasformazione: cenni sul modello interculturale (la gestione dei conflitti determinati dalle diversità identitarie: stili e trasformazione dei conflitti), sul metodo Transcend (lo schema di Galtung e il suo vocabolario tecnico), sul modello equivalenza (lo schema di Patfoort), sul modello della comunicazione interculturale, sulla mediazione trasformativa, sulla mediazione civile e commerciale. 

Definizione concettuale di diritto interculturale. Il dialogo interculturale (concetto e prassi istituzionali). I diritti umani in realzione al dialogo interculturale (questioni concettuali e dimensione istituzionale). Il diritto interculturale: elementi oggettivi (cos'è), elementi funzionali (a che cosa serve), elementi distintivi (in che cosa si differenzia da altri campi giuridici: in particolare dalla comparazione). 

Esempi di rapporti fra cultura e diritto. L'implicazione giuridica della distinzione fra cultura e religione. I diritti culturali (cosa sono), reati culturali (cosa sono e come si affrontano), i reati religiosi (cosa sono e come si affrontano); il glocalismo giuridico (definizione concettuale). Modelli di gestione delle differenze culturali e religiose: i test culturali, i test religiosi, gli accomodamenti culturali. Il "matrimonio" e le "circoncisioni" come test del diritto interculturale in atto.  

Nessuno.

Studentesse e studenti sapranno accostarsi ai conflitti con responsabilità ed empatia, con capacità mediative di base e le altre competenze relazionali (comunicative e strategiche) necessarie per una gestione trasformativa e nonviolenta dei conflitti, nonché di sviluppare capacità di analisi critica e creativa delle dinamiche conflittuali.

Modalità d'esame

Colloqui, test, laboratori, presentazione di papers, giochi di ruolo svolti durante il Corso e in occasione di una verifica conclusiva svolta con un esame orale al termine del corso.

L'esame si svolge con una prova orale (in italiano) finale, consistente in un colloquio con i docenti del Corso o con loro collaboratori, sugli argomenti presenti nel programma del Corso e tesa a verificare una sufficiente acquisizione delle conoscenze, capacità e comportamenti indicati nel programma.

La prova orale è superata quando il candidato mostra di aver acquisito le conoscenze necessarie e compreso le nozioni fondamentali e le interconnessioni tra i vari modelli, approcci e strumenti presentati durante il Corso, esprimendosi in italiano in modo chiaro e usando correttamente la terminologia tecnica. 

La valutazione (punteggio/voto) ove possibile terrà conto anche della presenza alle lezioni e alle attività seminariali, alla qualità della partecipazione alle altre attività didattiche (workshop, simulazioni, presentazione di papers). 

Testi di riferimento

Letture obbligatorie:

P. Consorti, Conflitti, mediazione e diritto interculturale, Pisa, Pisa University Press, 2013

P. Consorti, Reati 'culturali' e reati 'religiosi'. Un fenomeno di glocalismo giuridico (pubblicato sulla rivista Diritto e religioni, volume 22, numero 2 del 2016, pp. 353-366 (il fascicolo della Rivista si trova in biblioteca, il saggio sarà scaricabile dal sito e.learning)

Ulteriori letture suggerite:

P. Consorti, A. Valdambrini (a cura di), Gestire i conflitti interculturali e interreligiosi. Approcci a confronto, Pisa University Press, 2013 

Codice insegnamento P396800732

DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO E PROCESSUALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-09/A · 0 file

L’insegnamento contribuisce al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di Studio fornendo allo studente le conoscenze giuridiche di base e avanzate necessarie per comprendere il funzionamento del diritto…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

L’insegnamento contribuisce al raggiungimento degli obiettivi formativi del Corso di Studio fornendo allo studente le conoscenze giuridiche di base e avanzate necessarie per comprendere il funzionamento del diritto internazionale privato e processuale come strumento di coordinamento tra ordinamenti.

Al termine dell’insegnamento lo studente avrà acquisito una conoscenza della parte generale del diritto internazionale privato e processuale, con particolare riferimento all’oggetto e alle funzioni della disciplina, alle fonti normative (legge n. 218/1995, convenzioni internazionali e regolamenti dell’Unione europea) e ai principali meccanismi di determinazione della legge applicabile, della giurisdizione competente e del riconoscimento ed esecuzione delle decisioni straniere.

Lo studente conoscerà inoltre alcuni istituti di parte speciale della materia, analizzati alla luce della prassi applicativa.

Programma

Il corso è strutturato in forma seminariale e prevede la partecipazione attiva degli studenti frequentanti.

La parte generale è dedicata all’esame dell’oggetto e delle funzioni del diritto internazionale privato e processuale, ai meccanismi di coordinamento tra le fonti della materia (legge n. 218/1995, convenzioni internazionali, regolamenti dell’Unione europea) e ai principali strumenti per la determinazione della legge applicabile, della giurisdizione competente e per il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni straniere.

La parte speciale è rivolta all’approfondimento di singoli istituti, in relazione ai quali vengono analizzate le regole sui conflitti di giurisdizione e sui conflitti di leggi alla luce della prassi applicativa e della giurisprudenza.

Per una proficua frequenza del corso è consigliabile una buona conoscenza del funzionamento dell’ordinamento giuridico nazionale, in particolare delle nozioni acquisite mediante lo studio del Diritto privato e del Diritto processuale civile I e II, nonché attenzione agli sviluppi normativi e giurisprudenziali rilevanti a livello nazionale ed europeo.

Attraverso l’insegnamento lo studente svilupperà autonomia di giudizio nella valutazione delle soluzioni offerte dal diritto internazionale privato e processuale, maturando una consapevolezza critica coerente con il profilo formativo del Corso di Studio.

Lo studente rafforzerà inoltre la capacità argomentativa, la precisione nell’uso del linguaggio giuridico e la capacità di apprendimento autonomo, anche in relazione all’evoluzione normativa e giurisprudenziale della materia.

Modalità d'esame

Le capacità applicative sono verificate in sede di esame orale attraverso domande volte a sollecitare l’analisi di casi e problemi giuridici, la capacità di collegamento tra norme, giurisprudenza e dottrina e l’utilizzo consapevole delle categorie giuridiche studiate.

Le attività seminariali e le eventuali esercitazioni contribuiscono alla verifica formativa in itinere delle capacità di applicazione delle conoscenze.

La verifica dell’apprendimento avviene mediante esame orale, finalizzato ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi.

In sede di esame sono valutate:

– la conoscenza e la comprensione delle fonti e degli istituti del diritto internazionale privato e processuale;

– la capacità di applicare le conoscenze all’analisi di casi e problemi giuridici;

– l’autonomia di giudizio e la capacità di argomentazione critica;

– la chiarezza espositiva e l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi secondo i seguenti criteri orientativi:

18–21: conoscenze essenziali e capacità argomentative limitate;

22–25: preparazione adeguata e corretta applicazione delle conoscenze;

26–28: buona preparazione e capacità di analisi critica;

29–30: preparazione molto approfondita, autonomia di giudizio e maturità argomentativa;

30 e lode: eccellente padronanza dei contenuti e capacità di rielaborazione autonoma.

Eventuali prove in itinere, se previste, hanno funzione formativa e restano valide per l’intero anno accademico.

Testi di riferimento

Mosconi – Campiglio, Diritto internazionale privato e processuale, vol. I: Parte generale e obbligazioni, UTET, XI ed., 2024, limitatamente alle pagine 1-475.

Gli studenti frequentanti, in alternativa al predetto manuale, possono studiare Franzina, Introduzione al diritto internazionale privato, III ed., Giappichelli, 2025.

Codice insegnamento P229047497

DIRITTO ISLAMICO 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file
DIRITTO PARLAMENTARE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
DIRITTO PENALE INTERNAZIONALE E COMPARATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file
DIRITTO PENALE ROMANO 5° anno · 6 CFU · GIUR-15/A · 0 file
DIRITTO PENALE ROMANO E RETORICA GIUDIZIARIA 5° anno · 6 CFU · GIUR-15/A · 0 file
DIRITTO PRIVATO COMPARATO E TUTELA DEL CONSUMATORE 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file
DIRITTO PRIVATO DELL'ECONOMIA 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO PRIVATO EUROPEO 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
DIRITTO PROCESSUALE CIVILE COMPARATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-12/A · 0 file
DIRITTO PROCESSUALE PENALE COMPARATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-13/A · 0 file
DIRITTO PROCESSUALE PENALE MINORILE 5° anno · 6 CFU · GIUR-13/A · 0 file
DIRITTO PUBBLICO DELL'AMBIENTE E DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Il corso mira a fornire gli strumenti per comprendere la complessa rete di norme che, anche in attuazione di obblighi assunti a livello internazionale ed europeo, il nostro ordinamento predispone per prevenire o,…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso mira a fornire gli strumenti per comprendere la complessa rete di norme che, anche in attuazione di obblighi assunti a livello internazionale ed europeo, il nostro ordinamento predispone per prevenire o, quantomeno, arginare gli inquinamenti e, più in generale, per garantire la non compromissione del delicato rapporto tra l’uomo e gli ecosistemi, ormai imprescindibilmente da declinarsi in un'ottica di sostenibilità. Il corso tratterà le principali questioni del diritto ambientale quali le fonti ed i principi in un sistema multilivello, la nozione giuridica di ambiente e gli strumenti per la sua tutela (dalle regole di command and control agli strumenti di mercato e ad adesione volontaria). Successivamente opererà una ricognizione delle norme su singole materie quali, fra le altre, tutela dell’assetto idrogeologico, tutela e gestione delle acque, gestione dei rifiuti, inquinamento atmosferico e emissioni di gas serra, valutazioni di impatto ambientale e autorizzazioni ambientali,

Programma

Nella prima parte delle lezioni verranno affrontati i temi relativi a: • il principio dello sviluppo sostenibile e la c.d. transizione ecologica; • il diritto sovrano degli Stati sulle proprie risorse ed il divieto di inquinamento transfrontaliero; • product-related e non-product-related PPMs; • la tutela dell'ambiente nei conflitti armati; • la nozione giuridica di ambiente e risarcimento del danno ambientale; • le materie “contigue” (spec. governo del territorio e tutela del paesaggio); • il diritto alla informazione ed alla partecipazione; • la tutela dell'ambiente nell'UE; • i principi del diritto dell'ambiente • il riparto di competenze Stato - Regioni per la tutela dell'ambiente • gli strumenti per la tutela dell'ambiente: strumenti di command and control, economici e ad adesione volontaria. Nella seconda parte del corso saranno esaminate le seguenti materie: • tutela dell’assetto idrogeologico e tutela quali-quantitativa delle acque interne, di transizione e costiere; • tutela dell'ambiente marino; • gestione dei rifiuti; • bonifica dei siti contaminati: • inquinamento atmosferico; • emissioni di gas serra; • inquinamento acustico; • VAS (valutazione ambientale strategica), VIA (valutazione di impatto ambientale) e VINCA (valutazione di incidenza); • AIA (autorizzazione integrata ambientale) e AUA (autorizzazione unica ambientale).

La docente consiglia di affrontare lo studio del Diritto ambientale dopo aver acquisito le conoscenze offerte dai corsi di Diritto costituzionale e di Diritto amministrativo.

Per quel che concerne in particolare il Diritto amministrativo, è opportuno che lo studente abbia familiarità con concetti ed istituti fondamentali quali quelli di: funzioni amministrative e servizi pubblici nazionali e locali; procedimento amministrativo; atti e provvedimenti amministrativi; vizi degli atti amministrativi.

Gli studenti potranno acquisire una buona conoscenza delle tematiche ambientali e degli strumenti normativi che l'ordinamento appronta per la loro trattazione e saranno incoraggiati a maturare uno sguardo critico sui molti nodi problematici che caratterizzano la materia 

Modalità d'esame

Il corso si articola in lezioni frontali, ma verrà stimolata la partecipazione degli studenti in relazione ai temi trattati ed ai casi studio presentati.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, l'esame mira a una valutazione complessiva delle conoscenze acquisite durante il corso, nonché della chiarezza espositiva e della correttezza terminologica. La verifica consiste in una prova orale su tutto il programma d'esame. La prova non è superata se il candidato mostra di non essere in grado di orientarsi sugli argomenti oggetto del programma di studi facendo un uso appropriato del linguaggio giuridico. Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa: 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità argomentative semplici; 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, argomentazione corretta ma non approfondita; 26–28: conoscenza buona e articolata, argomentazione critica coerente; 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura; 30 e lode: eccellente padronanza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma. Gli studenti frequentanti potranno sostenere una prova intermedia scritta sulla prima parte delle lezioni, i cui argomenti verranno pertanto scorporati dal programma finale. L'ammissione alla prova intermedia scritta è subordinata alla frequenza di almeno il 75% delle lezioni. Studenti lavoratori e genitori potranno concordare con la docente modalità alternative alla frequenza ai fini della ammissione alla prova. La prova scritta, della durata di un'ora e mezzo, consiste in una serie di domande a risposta aperta. La prova non è superata se il candidato non risponde ad almeno i 4/5 delle domande. La docente si riserva di indicare, in sede di esame, a quali domande dovrà essere obbligatoriamente data risposta ai fini del superamento della prova. L'esito della prova verrà espresso in trentesimi e concorrerà (su decisione dello studente) alla formazione del voto finale. La prova rimane valida per tutto il periodo di vigenza del programma da frequentante (3 anni). Sia per la prova scritta che per quella orale i candidati potranno portare con sé i testi normativi e/o consultare i database istituzionali (Normattiva, Eurlex). Lingua d'esame: Italiano Commissione: Ilaria Lolli (Presidente); Elena Ferioli (Presidente supplente); Luisa Azzena

Testi di riferimento

Per la preparazione dell’esame, agli studenti frequentanti verrà fornito materiale di studio, comprese le slides delle lezioni.

In ogni caso, gli studenti potranno sempre fare riferimento ai testi indicati per gli studenti non frequentanti (v. sotto Indicazioni per non frequentanti).

Codice insegnamento P288400382

DIRITTO PUBBLICO DELL'ECONOMIA 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/A · 0 file

Il corso, in coerenza con gli obiettivi formativi del Corso di Studio DIR-L – Diritto dell’Impresa, del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni e con l’impostazione dell’insegnamento mutuato dal Corso di Laurea…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso, in coerenza con gli obiettivi formativi del Corso di Studio DIR-L – Diritto dell’Impresa, del Lavoro e delle Pubbliche Amministrazioni e con l’impostazione dell’insegnamento mutuato dal Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza, fornisce le conoscenze fondamentali del diritto pubblico dell’economia. In particolare, vengono approfonditi l’evoluzione storica e teorica dei rapporti tra Stato e mercato, i principi della Costituzione economica nazionale ed europea, il regime dei servizi pubblici e dei servizi di interesse economico generale (anche nella dimensione locale), la disciplina delle imprese pubbliche e delle società a partecipazione pubblica, gli aiuti di Stato e gli strumenti di sostegno all’economia, nonché i profili essenziali della governance della finanza pubblica nell’ordinamento interno ed europeo.

Programma

Il corso offre una ricostruzione critica del complesso intreccio di poteri pubblici che incidono sull’attività d’impresa e sul funzionamento dei mercati, muovendo dalla riflessione teorica sul rapporto tra Stato e mercato e giungendo all’analisi delle principali trasformazioni indotte dal diritto europeo e dalle crisi economiche e globali.

In particolare, il programma si articola nei seguenti nuclei tematici:

  • modelli storici e teorici dell’intervento pubblico nell’economia e rapporti tra Stato e mercato;
  • principi della Costituzione economica nazionale ed europea e loro incidenza sulle forme e sui limiti dell’azione pubblica;
  • servizi pubblici e servizi di interesse economico generale (SIEG), nella dimensione nazionale, europea e locale, con attenzione alle tensioni tra autonomia territoriale, esigenze di efficienza economica e vincoli concorrenziali;
  • autorità amministrative indipendenti e regolazione dei mercati;
  • impresa pubblica e sue trasformazioni: aziende speciali, enti pubblici economici, società a partecipazione pubblica e processi di privatizzazione;
  • aiuti di Stato e strumenti di sostegno pubblico all’economia, inclusi gli interventi emergenziali e quelli connessi alla transizione ecologica, nonché i profili di compatibilità con il diritto della concorrenza e con la politica commerciale europea (dazi, misure antidumping);
  • finanza pubblica e governance economica europea, dal Patto di stabilità e crescita al Fiscal Compact, fino alla recente riforma del quadro di sorveglianza e coordinamento;
  • nuovi strumenti e attori dell’intervento pubblico nell’economia, con particolare riferimento al ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, al golden power e all’utilizzo di green e social bonds, nel quadro di un possibile ritorno a forme di neo-interventismo statale.

Non sono richiesti prerequisiti obbligatori.

Il corso mira a sviluppare negli studenti autonomia di giudizio e un atteggiamento critico e consapevole nello studio del diritto pubblico dell’economia. Particolare attenzione è riservata alla capacità di affrontare i temi trattati con rigore argomentativo, alla precisione nell’uso del linguaggio giuridico e alla capacità di collegare in modo coerente i diversi istituti della materia, anche in relazione al contesto istituzionale nazionale ed europeo.

Modalità d'esame

Le capacità acquisite sono verificate attraverso la prova intermedia, ove sostenuta, e la prova finale orale. In particolare, la valutazione è volta ad accertare la capacità dello studente di comprendere e applicare le categorie e gli istituti del diritto pubblico dell’economia all’analisi di casi e problemi giuridici, di individuare e interpretare correttamente le fonti normative e giurisprudenziali rilevanti e di ricostruire i rapporti tra Stato, mercato e istituzioni europee.

La verifica tiene conto della capacità di rielaborazione critica dei contenuti, dell’autonomia di giudizio e della capacità di argomentare in modo coerente le soluzioni prospettate, utilizzando un linguaggio giuridico appropriato, secondo quanto indicato nella sezione “Modalità d’esame”.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi dell’insegnamento e con i Descrittori di Dublino. L’esame prevede una prova finale orale, volta a valutare in modo integrato:

  • la conoscenza e la comprensione degli istituti e dei principi fondamentali del diritto pubblico dell’economia;
  • la capacità di applicare le conoscenze acquisite all’analisi di casi e problemi giuridici, anche attraverso l’interpretazione di fonti normative e giurisprudenziali;
  • l’autonomia di giudizio e la capacità di argomentazione critica in relazione alle forme e ai limiti dell’intervento pubblico nell’economia;
  • le abilità comunicative, intese come chiarezza espositiva e uso appropriato del linguaggio giuridico.

Per gli studenti che scelgono di sostenerla, è prevista una prova intermedia valutativa, facoltativa, la cui modalità (scritta o orale) è concordata con gli studenti all’inizio del corso. La prova intermedia può consistere, alternativamente, in una prova scritta a risposta aperta, nell’elaborazione di un breve paper o in un colloquio orale, ed è volta a verificare la capacità di comprensione e di rielaborazione critica dei contenuti trattati.

La valutazione finale è determinata dalla media aritmetica tra il voto conseguito nella prova intermedia e quello della prova orale finale. Gli studenti che non sostengono la prova intermedia sono valutati esclusivamente mediante la prova orale finale. La valutazione finale è espressa in trentesimi. Il voto minimo di 18/30 è attribuito allo studente che dimostri una conoscenza sufficiente e corretta degli argomenti fondamentali del corso e una capacità di esposizione adeguata. I voti più elevati sono attribuiti in presenza di una conoscenza approfondita, di capacità di collegamento sistematico tra i temi trattati, di autonomia di giudizio e dell’uso appropriato del linguaggio giuridico. La lode è riservata a prestazioni eccellenti sotto il profilo della completezza, della precisione concettuale e della capacità critica.

Testi di riferimento

Studenti frequentanti: la preparazione dell’esame si svolge sugli appunti delle lezioni e sul materiale didattico fornito dal docente durante il corso, comprensivo di fonti normative, pronunce giurisprudenziali e materiali di approfondimento.

Studenti non frequentanti: il testo adottato è M. Giusti, Fondamenti di diritto pubblico dell’economia, terza edizione, Padova, Cedam, 2013, per intero, ad esclusione del Cap. III (“Disciplina e sorveglianza delle attività produttive”) e dei paragrafi da 9 a 12 del Cap. IV (“Pubblici ausili e sostegni alle attività produttive”). Gli studenti che abbiano già sostenuto l’esame di Diritto bancario possono inoltre omettere lo studio del Cap. VI relativo ai mercati finanziari.

Ulteriori materiali normativi, giurisprudenziali e di aggiornamento saranno indicati o messi a disposizione dalla docente durante il corso.

Codice insegnamento P978413673

DIRITTO REGIONALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dell’ordinamento regionale italiano nel quadro dello Stato costituzionale e della governance multilivello, con particolare attenzione al riparto…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Al termine del corso, lo studente avrà acquisito una conoscenza sistematica dell’ordinamento regionale italiano nel quadro dello Stato costituzionale e della governance multilivello, con particolare attenzione al riparto delle competenze legislative e amministrative tra Stato e Regioni, al ruolo delle autonomie territoriali e alle relazioni tra i diversi livelli di governo.

In particolare, il corso fornisce gli strumenti teorici e metodologici per l’analisi dei sistemi regionali, degli statuti e delle forme di autonomia, delle fonti regionali, dei procedimenti legislativi e amministrativi regionali, nonché delle dinamiche di coordinamento e di leale collaborazione, anche alla luce della giurisprudenza costituzionale.

Attraverso lo studio dei principali modelli di regionalismo e delle esperienze comparate, lo studente svilupperà la capacità di comprendere e interpretare gli istituti dell’autonomia territoriale, valutandone la funzione, la coerenza sistemica e l’evoluzione nel rispettivo contesto storico, politico e giuridico. Il corso mira inoltre a rafforzare le competenze critiche e analitiche proprie del giurista, consentendo allo studente di utilizzare in modo consapevole le fonti normative, giurisprudenziali e dottrinali e di collocarle correttamente nell’ordinamento costituzionale di riferimento.

Programma

1. I principi generali e le fonti

2. Le vicende storiche del regionalismo

3. Le regioni a statuto ordinario e la forma di governo

4. La potestà normativa

5. L'autonomia amministrativa e finanziaria

6. Le Regioni a Statuto speciale: caratteristiche e prerogative

7. Il contenzioso

8- Le Regioni e l'UE

9. Focus di approfondimento:

a. Le Regioni e la sanità

 b. La nuova programmazione dei fondi europei e le Regioni (solo per i frequentanti)

c. Il regionalismo differenziato

d. Regioni e digitalizzazione

Si presuppone la conoscenza di base del diritto costituzionale I e II

Al termine del corso, lo studente avrà sviluppato una consapevole sensibilità nei confronti delle problematiche giuridiche proprie delle autonomie territoriali, dimostrando attenzione al contesto istituzionale, storico e sistematico in cui esse si collocano. L’approccio analitico e comparativo, applicato anche attraverso lo studio puntuale di casi e decisioni giurisprudenziali, consente allo studente di maturare un atteggiamento critico nell’affrontare questioni complesse relative al regionalismo, al coordinamento tra livelli di governo e all’evoluzione delle competenze legislative e amministrative. Tali metodi favoriscono la capacità di affrontare problemi giuridici in modo autonomo e consapevole, valorizzando il confronto tra soluzioni normative diverse come strumento di comprensione e di valutazione critica.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità è finalizzata ad accertare l’idoneità dello studente ad applicare in modo consapevole gli strumenti di analisi giuridica allo studio delle fonti regionali, della giurisprudenza costituzionale e dei modelli di governance territoriale. In sede d’esame, lo studente è chiamato a dimostrare di saper collocare istituti e soluzioni normative nel rispettivo contesto costituzionale, di comprendere i meccanismi di coordinamento tra livelli di governo e di utilizzare correttamente le categorie concettuali del diritto regionale. La prova mira inoltre a verificare la capacità di confrontare modelli di autonomia e assetti istituzionali differenti, individuandone le funzioni e le principali criticità, nonché la capacità di argomentare in modo critico e coerente, facendo uso appropriato delle fonti e del linguaggio giuridico.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata ad accertare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino. In particolare, la prova d’esame è progettata per valutare in modo integrato le conoscenze acquisite, la capacità di applicare il metodo comparatistico all’analisi degli istituti giuridici, l’autonomia di giudizio e le abilità comunicative.

L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare:

(a) la conoscenza e la comprensione delle principali fonti e degli istituti oggetto del corso;

(b) la capacità di argomentare in modo critico e consapevole, collocando gli istituti nel rispettivo contesto storico, istituzionale e ordinamentale;

(c) la chiarezza e la correttezza dell’esposizione, nonché l’uso appropriato del linguaggio giuridico.

La valutazione finale è espressa in trentesimi ed è determinata sulla base di una valutazione complessiva delle seguenti dimensioni:

  • conoscenza e capacità di comprensione dei contenuti del corso;
  • capacità di applicare conoscenza e comprensione;
  • autonomia di giudizio, intesa come capacità critica di interpretazione e valutazione delle fonti e dei materiali giuridici;
  • abilità comunicative, in termini di chiarezza espositiva, coerenza argomentativa e correttezza terminologica.

Ai fini dell’attribuzione del voto finale, la performance dello studente è valutata secondo la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Il docente potrà inoltre prevedere, previo accordo con gli studenti frequentanti, lo svolgimento di prove intermedie scritte, con funzione formativa e di monitoraggio in itinere dell’apprendimento. Tali prove sono finalizzate a valutare le capacità di analisi comparata, di argomentazione giuridica e di utilizzo consapevole delle fonti, e concorrono alla valutazione complessiva secondo modalità comunicate all’inizio del corso.

Il superamento dell’esame è subordinato al conseguimento di una valutazione complessivamente positiva rispetto a tutte le dimensioni sopra indicate.

Testi di riferimento

I frequentanti possono avvalersi esclusivamente del supporto delle lezioni e del materiale fornito. Durante il corso saranno previsti incontri seminariali, anche attraverso il coinvolgimento di esperti esterni e soggetti istituzionali, da svolgersi anche insieme ad altri insegnamenti. Eventuali modifiche per i frequentanti verranno concordati durante il corso.

Per i non frequentanti si richiede l'integrazione del manuale scelto con le seguenti letture:

Focus a.

G. PROVVISIERO, Le Regioni nella governance del PNRR, IPOF, 2022

M. TRAPANI, Il sistema delle conferenze il regionalismo dimezzato: il difficile rapporto tra PNRR e Regioni alla luce delle recenti evoluzioni normative, in Rivista AIC, n. 4, 2021

E. CATELANI, Centralità della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome durante l’emergenza Covid-19? Più forma che sostanza, in Osservatoriosullefonti.it, n. 2, 2020

C. BIANCA CEFFA, Il limitato ruolo delle autonomie territoriali nel PNRR, scelta contingente o riflesso di un regionalismo in evoluzione?, in Federalismi, 2022

Focus c.

Si consiglia di integrare quanto scritto sul manuale con la lettura, almeno, della S. Corte Costituzionale n. 192 del 2024 e i contributi scientifici della dottrina pubblicati sulla sentenza. Per facilità si rimanda, ad esempio, a quelli raccolti su giurcost.org.

MANUALI CONSIGLIATI (alternativamente)

R. Bin - G. Falcon (a cura di), Diritto regionale, ed. Il Mulino, 2024 [tranne capitolo 1]

P. Caretti - G. Tarli Barbieri, Diritto regionale, ed. Giappichelli, 2024

Codice insegnamento P795491579

DIRITTO ROMANO 5° anno · 6 CFU · GIUR-15/A · 0 file
DIRITTO SANITARIO 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
DIRITTO SINDACALE E DELLE RELAZIONI INDUSTRIALI 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
DIRITTO SPORTIVO 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
DIRITTO URBANISTICO 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
DISCIPLINA DEL MERCATO E TUTELA DEL CONSUMATORE 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Diritto amministrativo dell'ambiente 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file

Obiettivo di apprendimento del corso è consentire allo studente di acquisire la conoscenza dei fondamenti del diritto amministrativo ambientale, con riguardo ai suoi principi, agli strumenti ed istituti di riferimento…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Obiettivo di apprendimento del corso è consentire allo studente di acquisire la conoscenza dei fondamenti del diritto amministrativo ambientale, con riguardo ai suoi principi, agli strumenti ed istituti di riferimento e alle sue forme di manifestazione nel contesto europeo e internazionale.

Programma

  • Il cd. anno zero per lo studio del diritto dell'ambiente.
  • La progressiva emersione di un interesse ambientale ed i suoi caratteri
  • Le fonti del diritto ambientale: il livello internazionale,
  • Le fonti europee: il percorso di affermazione delle istanze di tutela ambientale tra diritto originario e diritto derivato
  • La questione del metodo nello studio del diritto ambientale: modelli a confronto ed esemplificazione
  • I principi del diritto ambientale: dal livello globale al livello europeo.
  • Il paradigma trasversale dello sviluppo sostenibile
  • Il principio di precauzione e la gestione del rischio ambientale
  • Il principio di azione preventiva
  • Il principio del giusto procedimento in chiave ambientale
  • Il principio di integrazione
  • Il principio del "chi inquina paga" e il danno ambientale
  • La tutela procedimentale dell'ambiente (con particolare riferimento alla Valutazione di impatto ambientale (VIA) e valutazione ambientale strategica (VAS) nel contesto sovranazionale)
  • Richiami ad alcune discipline speciali per la tutela ambientale.

Lo studente, per affrontare lo studio del Diritto amministrativo ambientale, dovrà essere in possesso delle conoscenze relative al sistema delle fonti del diritto, e all'organizzazione costituzionale e amministrativa dell'ordinamento

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche inerenti al diritto ambientale.

Lo studente potrà orientarsi nel sistema di diritto ambientale in ottica globale, anche risolvendo alcuni casi pratici.

Modalità d'esame

Allo studente sarà richiesto di confrontarsi anche con casi pratici di diritto ambientale, al fine di testare "sul campo" l'acquisizione dei fondamenti di natura teorica.

esame orale

Testi di riferimento

Per la parte generale il testo di riferimento è: R. FERRARA, E. FREDIANI, A.M. PORPORATO, C. SARTORETTI, Lineamenti di diritto dell'ambiente, Carocci, Bari, 2026 (in libreria da novembre 2026). A questo testo dovrà essere affiancato (per la parte speciale) lo studio della seguente monografia di approfondimento: E. FREDIANI, La clausola condizionale nei provvedimenti ambientali, Il Mulino, Bologna, 2019.

Codice insegnamento 77480

Diritto comparato della famiglia 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Diritto comparato delle fonti normative 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/B · 0 file
Diritto comune 5° anno · 6 CFU · GIUR-16/A · 0 file
Diritto dei beni comuni 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file

Il corso ha a oggetto la tematica dei “beni comuni”, incentrata sulla possibilità di organizzare il rapporto tra le persone e i beni — in termini di uso, disposizione e accesso — secondo logiche alternative al…

Scheda dell'insegnamento

Scheda dell'a.a. 2025/2026: quella dell'anno in corso non è ancora pubblicata.

Obiettivi formativi

Il corso ha a oggetto la tematica dei “beni comuni”, incentrata sulla possibilità di organizzare il rapporto tra le persone e i beni — in termini di uso, disposizione e accesso — secondo logiche alternative al paradigma proprietario. 

Il corso è diviso in due moduli. Il primo modulo ripercorre l’evoluzione delle forme di appartenenza e di accesso ai beni nella storia della tradizione giuridica occidentale e introduce la genesi e lo sviluppo del dibattito su beni comuni nel diritto e nelle scienze economiche. L’attenzione si concentra, in particolare, sull’emersione di un “diritto dei beni comuni” nell’ordinamento italiano, attraverso l’analisi del formante normativo, dottrinale e giurisprudenziale.

Il secondo modulo mette in relazione, in una prospettiva applicativa e interdisciplinare, le concezioni giuridiche di bene comune con i quadri scientifici e normativi emergenti in materia di limiti planetari e sostenibilità ecologica. In particolare, verranno esaminati i food commons come paradigma innovativo di gestione condivisa delle risorse agroalimentari, con attenzione ai profili giuridici, istituzionali e di governance, e alle possibili integrazioni tra diritto dei beni comuni, politiche pubbliche e modelli di produzione e consumo sostenibili. Tale impostazione consentirà di cogliere il nesso tra principi giuridici, vincoli ecologici e diritti collettivi, evidenziando le sfide e le opportunità per la tutela e la gestione sostenibile dei beni comuni nell’attuale contesto di crisi ambientale globale.

Programma

Modulo 1 (Dott. A. Gorini)

  • Sistematica dei beni e dei diritti reali nell’ordinamento italiano, con particolare riguardo a: il diritto di proprietà; il possesso; le forme di tutela; nozione e classificazione dei beni pubblici.
  • L’evoluzione del rapporto tra persone e beni nella storia del diritto. L’affermazione del paradigma proprietario nell’età delle codificazioni. 
  • L’emersione del dibattito sui beni comuni. La prospettiva economica: commons e anticommons. La prospettiva giuridica: ipotesi ricostruttive sulla nozione di bene comune nella dottrina italiana.
  • Il quadro normativo. Le proposte della Commissione Rodotà. I regolamenti sui beni comuni urbani. Usi civici e domini collettivi, con particolare riguardo alla l. 20 novembre 2017
  • Applicazioni giurisprudenziali. 
  • I beni comuni oltre la dimensione materiale.

Modulo 2 (Dott. E. Mazzacapo)

  • Rapporto tra scienze ambientali e scienze giuridiche: Ius et Rus 
  • Introduzione al quadro scientifico dei limiti planetari e alla loro rilevanza giuridica.
  • Analisi del concetto di food commons: definizione, caratteristiche e casi di studio internazionali.
  • Strumenti giuridici e modelli di governance per la gestione sostenibile delle risorse agroalimentari.
  • Integrazione tra diritto dei beni comuni, politiche agroalimentari e ambientali (UE e internazionali).

È richiesta la conoscenza degli istituti fondamentali del diritto privato italiano, con particolare riguardo a: sistematica delle situazioni giuridiche soggettive e dei diritti reali; diritto di proprietà, possesso e relative forme di tutela. A un riepilogo di queste nozioni, essenziali per la comprensione dei temi trattati, sarà comunque dedicata una lezione nella prima parte del corso.

Lo studente dovrà sviluppare capacità di interazione e collaborazione in contesti di apprendimento collettivo, dimostrando apertura al confronto interdisciplinare, rispetto delle opinioni altrui e disponibilità a contribuire in maniera costruttiva alle attività di gruppo.

Modalità d'esame

Data l’impostazione seminariale, la verifica delle capacità avverrà progressivamente attraverso il lavoro in aula e la valutazione dei lavori di approfondimento presentati in classe al termine di ciascun modulo.

Codice insegnamento 71227

Diritto dell'immigrazione 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Lo studente che completi il corso con successo sarà in grado di comprendere gli elementi fondamentali della democrazia italiana e come il diritto costituzionale influenzi la politica. Lo studente che completi con…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Lo studente che completi il corso con successo sarà in grado di comprendere gli elementi fondamentali della democrazia italiana e come il diritto costituzionale influenzi la politica. Lo studente che completi con successo il corso sarà consapevole delle libertà costituzionali e comprenderà l'influenza della libertà nella costruzione ideale della democrazia italiana. Lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di discutere i risultati dei processi politici e la loro corrispondenza ai valori costituzionali. Lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di dimostrare conoscenza avanzata del linguaggio costituzionale e di utilizzarlo al fine di trasformare i valori costituzionali in regole costituzionali. In ultima analisi, lo studente che completi con successo il corso sarà in grado di leggere la realtà attraverso il prisma costituzionale.

Programma

Il diritto costituzionale sta vivendo una stagione di profonda evoluzione, in cui le regole della Costituzione conoscono una diversa attualità rispetto ai bisogni della politica e nel quale il problema è se il diritto costituzionale come regola possa sopravvivere al tramonto della Costituzione come valore.
Lo scopo del corso è formare degli studiosi di diritto costituzionale che conoscono la Costituzione perché sono in grado di apprezzare i valori su cui si fondano le regole costituzionali e di discuterne l’attualità.
Gli argomenti del corso sono:

  • Cenni di storia costituzionale: dallo Statuto albertino all'esperienza repubblicana (fino al le più recenti revisioni costituzionali del triennio 2020-2023)
  • Il funzionamento dell’UE
  • Il corpo elettorale
  • Parlamento
  • Governo
  • Presidente della Repubblica
  • Corte costituzionale
  • CSM e referendum
  • le regioni
  • le fonti del diritto
  • le libertà

Nessuna in particolare, al di là delle nozioni di cultura generale che dovrebbero essere possedute al termine della Scuola media superiore.

Il corso stimola una cittadinanza attiva

Modalità d'esame

Durante il corso si affronteranno tematiche di attualità per illustrare gli istituti costituzionali

Esame orale

Testi di riferimento

A scelta uno dei seguenti Manuali:

  • R. Bifulco, Diritto costituzionale, Torino, Giappichelli, ultima edizione.
  • C. Pinelli, Diritto pubblico, Bologna, il Mulino, ultima edizione.

Per tutti

A. Pertici, Presidenti della Repubblica. Da De Nicola al secondo mandato di Mattarella, Bologna, il Mulino, 2022.

Codice insegnamento 71931

Diritto dell'impresa agraria 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/B · 0 file
Diritto dell'innovazione biotecnologica nella prospettiva europea 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file
Diritto dell'insolvenza civile e commerciale 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Diritto della crisi dell'impresa e dell'insolvenza 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file
Diritto della mediazione civile e commerciale 5° anno · 6 CFU · GIUR-12/A · 0 file
Diritto della previdenza e della sicurezza sociale 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
Diritto delle obbligazioni e dei contratti 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Diritto delle organizzazioni internazionali 5° anno · 6 CFU · GIUR-09/A · 0 file
Diritto dello sport - ordinamento, giustizia amministrativa e responsabilità penali 5° anno · 6 CFU · GIUR-06/A · 0 file
Diritto dell’informatica 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Diritto dell’intermediazione finanziaria 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file
Diritto e amministrazione universitaria 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Diritto e cinema 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file
Diritto e genere 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file
Diritto e geopolitica 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/B · 0 file
Diritto e letteratura 5° anno · 6 CFU · GIUR-17/A · 0 file

Il corso di Diritto e letteratura si propone, in primo luogo, di far prendere conoscenza delle diverse connessioni esistenti tra il diritto e la letteratura; in secondo luogo, di far acquisire la capacità di analizzare…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Il corso di Diritto e letteratura si propone, in primo luogo, di far prendere conoscenza delle diverse connessioni esistenti tra il diritto e la letteratura; in secondo luogo, di far acquisire la capacità di analizzare il diritto e i problemi giuridici con uno sguardo attento alla dimensione umana tipicamente presente nelle opere letterarie.

Programma

Il corso si svolgerà con alcune lezioni introduttive, tese a presentare l’approccio di diritto e letteratura, e proseguirà con lezioni di carattere seminariale. Interverranno sia ospiti esterni, specialisti di questioni rilevanti nell’ambito della disciplina, sia i partecipanti, che saranno chiamati a presentare analisi giuridiche di opere rilevanti della storia letteraria.

Il corso presuppone un’adeguata conoscenza delle principali tematiche di carattere filosofico-giuridico, acquisite tramite l’esame di filosofia del diritto. Gli studenti e le studentesse che avranno correttamente acquisito le nozioni analizzate durante il cor-so avranno attitudine a prendere posizione in modo argomentato e coerente sulle questioni affrontate.

Modalità d'esame

Durante il corso verrà verificata la capacità dello studente di utilizzare l’approccio Law and Literature nell’analisi dei problemi giuridici.

Testi di riferimento

Il testo di riferimento sarà: • Law and Humanities. Una prospettiva di teoria del diritto, a cura di A. Andronico, A. Condello, P. He-ritieri, Carocci, Roma 2026.

Codice insegnamento 71228

Diritto internazionale privato 5° anno · 6 CFU · GIUR-09/A · 0 file
Diritto materiale dell’unione europea 5° anno · 6 CFU · GIUR-10/A · 0 file
Diritto penale d'impresa 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file
Diritto penale dell’economia 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file
Diritto penale e gestione del rischio 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file

Le società odierne traggono stabilmente vantaggio da beni e servizi realizzati attraverso filiere globali, complesse e tecnologicamente avanzate (come nel caso delle infrastrutture digitali, dei sistemi industriali…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Le società odierne traggono stabilmente vantaggio da beni e servizi realizzati attraverso filiere globali, complesse e tecnologicamente avanzate (come nel caso delle infrastrutture digitali, dei sistemi industriali automatizzati o delle biotecnologie), governabili soltanto attraverso un fitto reticolo di normative di diversa natura e livello (nazionali, sovranazionali, settoriali, tecniche). Questi processi generano rischi significativi, diffusi e spesso non facilmente riconducibili a una singola condotta individuale, dai quali possono derivare persino eventi catastrofici (si pensi alle conseguenze che possono avere errori di programmazione e/o di addestramento quando vanno a inficiare il funzionamento di dispositivi medici intelligenti destinati a essere commercializzati su larga scala [v. l’incidente con la pompa d’insulina t:slim X2 2.7, che ha ferito oltre 200 persone]; ancora, alle negligenze nella gestione transnazionale della rete elettrica, che possono portare a black-out di interi Paesi [v. Black out italiano del 2003]; oppure, all’impatto che regolazioni e decisioni amministrative sbagliate possono avere sulla vita d’intere comunità, come quelle che riguardano la salubrità delle acque [v. crisi idrica di Flint]). Anche per questo, il diritto penale è ormai sempre più sollecitato a intervenire non solo a valle del danno, ma per contribuire alla regolazione dei rischi e alla tutela anticipata dei beni giuridici esposti a pericoli sistemici. 

Durante il corso, gli studenti si confronteranno con l'evoluzione del quadro normativo e dottrinale che contraddistingue quello che è già stato efficacemente denominato come “diritto penale del rischio”, acquisendo gli strumenti conoscitivi fondamentali per orientarsi criticamente al suo interno. Il percorso formativo offre una prospettiva interdisciplinare, che coniuga l'analisi dogmatica con gli apporti della sociologia del diritto e della criminologia. Particolare attenzione verrà riservata allo studio dei presupposti empirici e ordinamentali che hanno permesso lo sviluppo di questa peculiare forma di diritto penale, nonché ai suoi fondamenti legittimanti sia dal punto di vista costituzionale che politico-criminale. Verranno inoltre criticamente delineate le caratteristiche sia della parte generale che speciale del diritto penale del rischio. Infine, si prenderanno in considerazione le modalità attraverso le quali il sistema penale è stato chiamato a gestire alcuni rischi paradigmatici: quello d'impresa, quello tecnologico (con particolare riferimento alle applicazioni dell’intelligenza artificiale) e quello clinico. L'obiettivo formativo è quello di fornire agli studenti una chiave di lettura unitaria per comprendere le trasformazioni in corso nel diritto penale contemporaneo, sviluppando al contempo una capacità di analisi critica e di gestione pratica delle relative problematiche teoriche e applicative.

Programma

MODULO I - FONDAMENTI TEORICI

1. Il diritto penale nella società del rischio e dello Stato post-regolatorio

1.1 La società del rischio e le trasformazioni dello Stato

1.2 Lo stato post-regolatorio e il diritto penale del rischio (il diritto penale amministrativo, la tutela delle funzioni e la gestione dei rischi)

1.3 Il ruolo del diritto penale nella gestione dei rischi sistemici

2. La nascita del concetto di rischio e la sua evoluzione nel diritto penale

2.1 Evoluzione storico-concettuale: dal pericolo al rischio

2.2 Le tre dimensioni del rischio nel diritto penale: il rischio di reato, nel reato e come reato.

MODULO II - LEGITTIMAZIONE E PRINCIPI

3. La legittimazione costituzionale e politico-criminale della tutela penale dal rischio

3.1 Fondamenti costituzionali

3.2 Prospettive politico-criminali nello stato post-regolatorio

3.3 Il dibattito dottrinale contemporaneo

4. Autorizzazione del rischio e gestione delle conseguenze lesive illecite

4.1 La teoria dell'autorizzazione del rischio

4.2 Responsabilità per le conseguenze lesive

MODULO III - PARTE GENERALE DEL DIRITTO PENALE DEL RISCHIO

5. I punti di tensione con le categorie del diritto penale classico

5.1 Offensività

5.2 Causalità

5.3 Colpevolezza 

MODULO IV - PARTE SPECIALE: SETTORI DI APPLICAZIONE

6. Il rischio d'impresa

7. Il rischio tecnologico: l’avvento dell’Intelligenza Artificiale

8. Il rischio clinico e la responsabilità medica

MODULO V – LE PROSPETTIVE FUTURE

9. Dal diritto penale amministrativo al diritto penale del rischio

10. Lineamenti politico-criminali di una nuova forma di diritto penale

Per la comprensione della materia appaiono indispensabile l’acquisizione delle conoscenze impartite durante il corso di diritto penale, nonché una sufficiente competenza nel diritto amministrativo e commerciale. È opportuno, inoltre, il possesso quantomeno di nozioni basilari di storia moderna e contemporanea.

Al termine del corso, gli studenti saranno in grado di condurre autonomamente ricerche approfondite sulle tematiche oggetto di approfondimento. Saranno inoltre in grado di elaborare proposte originali e soluzioni innovative a partire dalle problematiche analizzate. Durante il corso, gli studenti saranno stimolati al confronto critico, sia in forma orale che scritta, con il docente e i compagni di corso.

Modalità d'esame

Le capacità saranno verificate attraverso il costante coinvolgimento degli studenti durante le lezioni, mediante la discussione guidata di materiali normativi, giurisprudenziali e dottrinali. Verrà inoltre dato spazio all’analisi di casi pratici, con esercitazioni individuali e collettive finalizzate a stimolare la capacità argomentativa e il ragionamento critico. La partecipazione attiva alle attività didattiche costituirà un momento essenziale di verifica del livello di autonomia e consapevolezza maturato dagli studenti.

L’esame si svolge in forma orale dinanzi a una commissione presieduta dal docente titolare; la durata è orientativamente compresa tra 20 e 30 minuti. Il colloquio è articolato in più domande rappresentative delle diverse parti del programma.

Il colloquio è strutturato per accertare, in modo integrato, le diverse tipologie di apprendimento e i relativi risultati attesi. In particolare:

  1. Conoscenze: domande volte a verificare il possesso del lessico tecnico, la conoscenza delle categorie fondamentali del “diritto penale del rischio”, l’inquadramento delle principali fonti e dei nodi dottrinali/giurisprudenziali (accertamento di conoscenze dichiarative e comprensione di concetti e assetti normativi). 
  2. Capacità di applicare le conoscenze e competenze: domande (anche in forma di caso) finalizzate a verificare la capacità di qualificare giuridicamente situazioni problematiche, individuare i profili di rischio rilevanti e argomentare soluzioni coerenti con i modelli di imputazione e con i principi penalistici (accertamento di conoscenze procedurali e applicative). 
  3. Competenze trasversali e autonomia di giudizio: domande di sintesi volte a valutare la capacità di integrare fonti, dottrina e giurisprudenza, formulare valutazioni critiche (anche politico-criminali) e sostenere un ragionamento autonomo su problemi complessi o inediti connessi alla gestione del rischio (accertamento di competenze trasversali). 

Criteri di composizione del voto finale (in trentesimi)

Il voto finale è espresso in trentesimi ed è determinato sulla base della prova orale, secondo una ponderazione trasparente dei seguenti elementi:

Conoscenze e comprensione (0–12 punti): accuratezza e completezza dei contenuti; correttezza dell’inquadramento delle fonti; padronanza dei concetti fondamentali.

Capacità applicative (0–12 punti): capacità di analisi del caso/problema; correttezza del ragionamento giuridico; coerenza dell’argomentazione rispetto a principi, categorie e modelli di imputazione.

Autonomia di giudizio e qualità dell’argomentazione (0–6 punti): capacità critica, chiarezza espositiva, uso di linguaggio tecnico appropriato, capacità di collegamento tra moduli/temi.

Il punteggio complessivo (somma dei tre punteggi parziali) viene convertito nel voto finale in trentesimi. L’eventuale lode è attribuita in presenza di un punteggio pieno (30/30) e di una prova eccellente sotto tutti i profili di valutazione.

Le attività svolte durante il corso (discussioni guidate di materiali, esercitazioni individuali e collettive, analisi di casi) hanno funzione formativa e di autoverifica del percorso di apprendimento e non concorrono al voto finale, salvo diversa indicazione esplicita comunicata in apertura del corso. 

Tassonomia dei range di valutazione (criteri guida)

18–21 (sufficiente): conoscenze essenziali ma parziali; comprensione complessivamente adeguata dei concetti di base; applicazione guidata e non sempre sicura; lessico tecnico minimo. Il superamento richiede almeno un livello elementare di conoscenze/competenze. 

22–24 (discreto): conoscenze corrette sui nuclei principali; buona comprensione dei temi; capacità applicativa presente ma non sempre autonoma; argomentazione lineare con limitata capacità di collegamento tra profili.

25–27 (buono): conoscenze solide e ben organizzate; applicazione coerente anche su casi non standard; buona capacità di collegare fonti, dottrina e giurisprudenza; linguaggio tecnico appropriato. La fascia superiore presuppone il soddisfacimento pieno di tutti gli aspetti valutativi considerati. 

28–30 (ottimo): conoscenze complete e approfondite; applicazione sicura e autonoma; argomentazione rigorosa e criticamente orientata; eccellente padronanza del lessico e capacità di sintesi.

30 e lode (eccellente): prova pienamente eccellente per completezza, precisione tecnico-giuridica, autonomia critica e capacità di gestire la complessità, anche mediante collegamenti originali e ben fondati tra moduli/settori.

Testi di riferimento

Il corso ha carattere monografico, la frequenza è raccomandata.

Gli studenti frequentanti potranno sostenere l’esame sulla base dei contenuti effettivamente svolti a lezione.

Gli studenti non frequentanti dovranno invece prepararsi sui seguenti materiali didattici obbligatori:

C. Piergallini, Danno da prodotto e responsabilita' penale profili dommatici e politico-criminali, Milano, Giuffrè, 2004, pp. 1-464.

N. Amore – E. Rossero, Robotica e intelligenza artificiale nell'attività medica. Organizzazione, autonomia, responsabilità. Una ricerca sociologica e giuridico-penale, Bologna, Il Mulino, 2023, pp. 101-251

Codice insegnamento 76041

Diritto penitenziario 5° anno · 6 CFU · GIUR-13/A · 0 file

Il corso si propone, anzitutto, di rendere note agli studenti le conoscenze di base della materia: il senso della pena nella sua conformazione costituzionale, il regime carcerario, il rispetto dei diritti delle persone…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso si propone, anzitutto, di rendere note agli studenti le conoscenze di base della materia: il senso della pena nella sua conformazione costituzionale, il regime carcerario, il rispetto dei diritti delle persone recluse, la proiezione rieducativa della detenzione, i regimi speciali, le interconnessioni con le fonti e le corti internazionali. Gli argomenti di base troverano sviluppo essenzialmente attraverso un duplice filone di indagine. In un primo momento ci si dedicherà a una sintetica ricostruzione delle vicende storiche che hanno caratterizzato la nascita dell’istituzione carceraria in senso moderno. Verrà esaminato, poi, il significato ed esplorate le ricadute sistematiche del finalismo rieducativo che il Costituente ha voluto assegnare alla pena. Infine, sarà illustrato il sistema europeo di protezione dei diritti dei detenuti, con particolare riguardo alla giurisprudenza della Corte di Strasburgo. In una seconda fase, si procederà allo studio sistematico della disciplina penitenziaria (distribuita essenzialmente fra la l. 354/1975 e il codice di procedura penale), allo scopo di fornire i necessari strumenti di conoscenza delle fonti nonché un’adeguata guida metodologica per affrontare la casistica applicativa. L'insegnamento ha l’obiettivo di fornire le conoscenze giuridiche avanzate che sono indispensabili non solo al professionista della giustizia penale, ma anche a chi operi nell’ambito delle strutture pubbliche che si occupano di esecuzione della pena (personale delle istituzioni carcerarie e uffici dell’esecuzione penale esterna)

Programma

Gli argomenti sviluppati durante il corso saranno i seguenti:

1) La pena detentiva: dal disegno dei Riformatori fino ai giorni nostri. Il problema teorico della sua stessa ragione di esistere.

2) L’ordinamento penitenziario: principi sovranazionali e costituzionali.

3) Le regole di umanizzazione della vita carceraria. La disciplina dei permessi.

4) Trattamento penitenziario e trattamento rieducativo.

5) Il regime disciplinare.

6) Sicurezza penitenziaria e meccanismi di differenziazione dell’esecuzione.

7) Le misure alternative alla detenzione. La remissione del debito.

8) La magistratura di sorveglianza: organizzazione e funzioni.

9) Il procedimento di sorveglianza. I riti “atipici” disciplinati nella l. 354/1975.

10) L’organizzazione dell’Amministrazione penitenziaria.

11) Il regime speciale di accesso ai “benefici” penitenziari (art. 4-bis l. 354/1975).

12) Il c.d. carcere duro (art. 41 bis l. 354/1975).

13) La sospensione dell’esecuzione della pena detentiva e le nuove opportunità di fruizione anticipata delle misure alternative (art.656 c.p.p.).

14) Il Regolamento di esecuzione (d.P.R. 230/2000): profili sistematici

15) Le misure di sicurezza: i presupposti e la gestione.

16) Il sovraffollamento carcerario: la giurisprudenza della Corte Edu e le sue ricadute nell'ordinamento interno.

17) Il progressivo affermarsi della tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti.

18) Il carcere al tempo della pandemia

19) Le prospettive di una riforma organica della legge di ordinamento penitenziario e del sistema sanzionatorio (cenni alla giustizia riparativa).

Per una più proficua partecipazione al corso, lo studente dovrebbe avere già acquisito alcune conoscenze di base dei precetti costituzionali posti a garanzia della libertà personale, in materia di assetto della magistratura (indipendenza, imparzialità, pre-costituzione del giudice e organizzazione interna degli uffici), nonché relativamente ai canoni del giusto processo. È altresì raccomandata la padronanza di alcune nozioni fondamentali del diritto penale (in particolare: la teoria generale del reato, la colpevolezza, la imputabilità, il sistema delle sanzioni alla luce del c.d. doppio binario) e del diritto processuale penale (in specie, il concetto di giudicato e i profili essenziali della disciplina della fase dell’esecuzione).

Lo studente dovrà possedere una adeguata conoscenza degli argomenti “istituzionali” trattati durante il corso e dimostrare di essere in grado di affrontare con il necessario spirito critico le singole questioni che gli verranno sottoposte alla luce dei principi di ordine sistematico e costituzionale che fanno da cornice alla materia.

Modalità d'esame

In sede di esame finale, agli studenti sarà chiesto non solo la conoscenza degli istituti giuridici che caratterizzano la legge di ordinamento penitenziario, ma anche la capacità di interpretare la disciplina e gli orientamenti della giurisprudenza nel contesto di una normativa che, disegnata nelle sue linee di fondo dalla l. 26/6/1975 n. 354, presenta oggi una fisionomia sempre più complessa e tortuosa, in conseguenza di frequenti operazioni di riforma parziale, di significative pronunce di incostituzionalità e di un crescente “interventismo” della Corte Edu.

L’esame consiste in una prova orale che si sostanzia in un colloquio tra il candidato e il docente titolare. Dal momento che l’esame verterà esclusivamente sugli argomenti illustrati durante le lezioni dal docente e ulteriormente sviluppati dagli esperti in occasione delle lezioni integrative (ciò che rende possibile, fra l’altro, una preparazione basata esclusivamente sugli appunti), allo studente è richiesta una buona conoscenza delle tematiche trattate durante il corso, dimostrando altresì di essere in grado di “gestire” consapevolmente, e anche in una prospettiva sistematica, le conoscenze acquisite. Il punteggio della prova d’esame è attribuito mediante un voto espresso in trentesimi a partire dal voto di 18/30, conferito quando le conoscenze sono almeno elementari, fino al voto 30/30 con eventuale lode quando vi sia eccellente padronanza delle conoscenze e una spiccata capacità di argomentazione e spiegazione, anche in riferimento all’applicazione delle conoscenze acquisite. La prova orale non potrà ritenersi superata se il candidato mostri di non aver appreso le nozioni fondamentali ovvero di non essere in grado di esprimere una valutazione critica degli istituti giuridici che caratterizzano la materia e comunque nel caso in cui non riesca a esprimersi in modo chiaro e con terminologia appropriata.

Testi di riferimento

In vista della pubblicazione di una dispensa dal titolo “Diritto penitenziario – Appunti dalle lezioni”, che riprodurrà i contenuti degli argomenti sviluppati in questi anni durante il corso, e precisato che gli studenti potranno proficuamente assumere come riferimento per la preparazione anche in via esclusiva gli appunti tratti dalle lezioni, lo studio della materia può avvenire, per le parti corrispondenti agli argomenti sopra enunciati, su qualunque manuale. Si segnalano, fra gli altri, AA.VV., “Manuale della esecuzione penitenziaria”, a cura di P. CORSO (Monduzzi editore); S. ARDITA - L. DEGL’INNOCENTI - F. FALDI, “Diritto penitenziario” (Laurus Robuffo editore); AA.VV., "Manuale di diritto penitenziario", a cura di F. Della Casa e G. Giostra (Giappichelli editore); F.Fiorentin - C. Fiorio, "Manuale di diritto penitenziario" (Il foro italiano - La tribuna editore)); G.Forti - F. Giunta - G. Varraso, "Manuale di diritto penitenziario" (Wolters Kluwer editore). Molti dei manuali più diffusi, peraltro, non risultano sempre “al passo” con le ultime novità legislative e i più recenti orientamenti della giurisprudenza. Anche per questo motivo, è vivamente raccomandata quanto meno la consultazione di testi di legge aggiornati. Da questo punto di vista, dopo aver ricordato che la l. 354/1975 e il Regolamento di esecuzione (d.P.R. 230/2000) sono normalmente riprodotti nelle edizioni più recenti del codice penale (e di procedura penale), un’organica raccolta della normativa (anche di natura secondaria) in materia penitenziaria è reperibile in “Codice di diritto penitenziario", a cura di G.Di Rosa e G. Varraso, (ed. La Tribuna).

In ogni caso, allo studente è richiesta la conoscenza (ancorché per sommi capi) delle novità legislative e delle pronunce di illegittimità costituzionale che siano eventualmente sopravvenute almeno sino a tre mesi prima della prova di esame. A tal fine si suggerisce la lettura sistematica di riviste on line (si ricorda, fra le altre, www.penalecontemporaneo.it, www.archiviopenale.it, www.lalegislazionepenale.eu) che forniscono tempestivi ed esaustivii commenti in ordine agli interventi di riforma e alle più significative decisioni della Corte costituzionale.

Codice insegnamento 68663

Diritto privato degli animali 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Diritto privato della robotica e dell’intelligenza artificiale 5° anno · 6 CFU · GIUR-17/A · 0 file

Il corso ha per oggetto lo studio del diritto privato delle nuove tecnologie, con particolare riferimento alla robotica e all’intelligenza artificiale. Lo sviluppo tecnologico e l’emersione di nuove applicazioni…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso ha per oggetto lo studio del diritto privato delle nuove tecnologie, con particolare riferimento alla robotica e all’intelligenza artificiale.

Lo sviluppo tecnologico e l’emersione di nuove applicazioni pongono il problema di identificare quale sia il diritto applicabile, se la disciplina vigente sia adeguata e quali riforme possano rendersi necessarie per governare l’innovazione in modo responsabile, ad un tempo facilitando lo sviluppo di un nuovo settore economico e garantendo il rispetto dei fondamentali principi posti alla base del nostro ordinamento.

Il corso, prendendo le mosse dal Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e dalla sua progressiva applicazione, introdurrà gli studenti al quadro regolatorio europeo e italiano, con particolare riferimento ai temi dell’approccio basato sul rischio, della responsabilità civile e dell’imputazione delle condotte algoritmiche, della tutela dei dati e dei diritti fondamentali, della contrattazione algoritmica e della tutela del consumatore, della standardizzazione tecnologica e della relazione uomo-macchina.

A tal fine, si farà riferimento alle nozioni fondamentali del diritto privato e del diritto privato europeo e si prenderanno in esame le discipline normative nazionali, europee ed internazionali applicabili – dalla nuova direttiva sulla responsabilità da prodotto difettoso (dir. UE 2024/2853) alla legge n. 132/2025, dal quadro europeo sui dati alla disciplina delle piattaforme – valutandone l’adeguatezza e il reciproco coordinamento nel governo dei fenomeni tecnologici.

Programma

1. La regolazione della robotica e dell’IA in ambito europeo: dagli antecedenti all’AI Act (reg. UE 2024/1689), alla revisione con il Digital Omnibus, alla legge nazionale di regolazione dell’IA 2. La nozione di robot, di sistema di IA e di modello per finalità generali, e la loro classificazione 3. La natura della macchina alla luce delle caratteristiche tecniche di autonomia, intelligenza e capacità di apprendimento 4. L’approccio basato sul rischio: pratiche vietate, sistemi ad alto rischio, obblighi di trasparenza. Il piano dei rimedi e la struttura di governance 5. La personalità giuridica ed elettronica 6. Decisioni automatizzate e trattamento algoritmico dei dati personali. Trasparenza, spiegabilità e complementarietà tra GDPR e AI Act 7. Intelligenza artificiale e diritti fondamentali: identità personale, riservatezza, tutela del minore 8. Intelligenza artificiale e riflessi sulla disciplina del contratto. Contratto algoritmico, machine-to-machine contracts, smart contracts 9. Pratiche algoritmiche e tutela del consumatore: personalizzazione, discriminazione dei prezzi, dark patterns, vulnerabilità digitale 10. La fornitura di contenuti e servizi digitali 11. La disciplina delle piattaforme digitali e dei mercati online (DSA e DMA): sistemi di raccomandazione e responsabilità degli intermediari 12. Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale: dati di addestramento e tutela dei risultati generati 13. L’eredità digitale 14. La responsabilità civile, i modelli di responsabilità applicabili alle macchine alla luce dei diversi sistemi normativi. La riforma della responsabilità da prodotto difettoso e le soluzioni interne 15. L’impiego di sistemi di IA in ambito sanitario: la confluenza di MDR e AI Act, il consenso informato, la giustizia algoritmica 16. Il sistema europeo di standardizzazione tecnologica e di certificazione dei prodotti 17. Il potenziamento umano nel dibattito bioetico (transumanesimo, postumanesimo e bioconservazione) Principali istituti del diritto privato, con particolare riferimento alla disciplina della responsabilità civile, alla teoria generale del contratto e ai soggetti. Nozioni di diritto europeo e diritto privato europeo. Utile una buona conoscenza della lingua inglese al fine di poter consultare materiali ed articoli pubblicati in quella lingua.

Lo studente svilupperà autonomia di giudizio e capacità critica nell’analisi delle questioni giuridiche poste dalle nuove tecnologie, imparando a confrontarsi in modo consapevole e responsabile con le implicazioni etiche, sociali ed economiche dell’innovazione tecnologica.

Modalità d'esame

L’esame finale si svolgerà in forma orale.

L’esame finale si svolgerà in forma orale.

Testi di riferimento

Verranno forniti materiali a lezione e attraverso la pagina Moodle del corso.

Codice insegnamento 75677

Diritto processuale della famiglia 5° anno · 6 CFU · GIUR-12/A · 0 file
Diritto processuale tributario 5° anno · 6 CFU · GIUR-08/A · 0 file
Diritto pubblico degli animali 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Diritto pubblico italiano e comparato 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Diritto societario comparato 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file
Diritto sportivo. contratti di lavoro e processo 5° anno · 6 CFU · GIUR-04/A · 0 file
Diritto tributario dell’impresa 5° anno · 6 CFU · GIUR-08/A · 0 file
Diritto tributario e mercati digitali 5° anno · 6 CFU · GIUR-08/A · 0 file

Il corso ha ad oggetto il processo di adeguamento del sistema tributario sovranazionale e nazionale all'economia digitale. In particolare, dal momento che le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di produrre…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso ha ad oggetto il processo di adeguamento del sistema tributario sovranazionale e nazionale all'economia digitale. In particolare, dal momento che le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di produrre ricchezza - peraltro in un contesto sempre più globale in cui quasi perde di significato il concetto di sovranità territoriale - ci si chiederà come i sistemi di imposizione dei tributi si stiano adeguando a tali mutamenti. I nuovi modelli di business delle imprese, il loro svincolarsi dalla materialità e dalla territorialità proprie dell’industria e del commercio “tradizionali”, l’innesto di questo nuovo paradigma imprenditoriale in un contesto politico – economico – giuridico “globalizzato” ha, infatti, reso i paradigmi degli ordinamenti tributari contemporanei, nazionali e sovra-nazionali inadeguati. Verranno quindi esaminate le vie di riforma finora percorse e le prospettive di soluzione al problema della "giusta" tassazione delle imprese multinazionali. Sono previsti approfondimenti con riferimento alla tassazione degli influencers e alla tassazione delle cripto attività. Con particolare riferimento ai procedimenti amministrativi di contrasto all'elusione ed evasione, ci si chiederà, inoltre, come l’impiego delle nuove tecnologie e i sistemi di intelligenza artificiale stiano modificando le funzioni amministrative. Ci si concentrerà, in particolare, sui processi di informatizzazione della PA, l’implementazione delle reti e delle infrastrutture pubbliche, e l’utilizzo delle nuove tecniche (anche di IA) nella formazione della decisione dell’organo pubblico e dell’autorità giudiziaria. Dopo questa premessa di carattere generale, si esamineranno le potenzialità/problematiche relative alla digitalizzazione della funzione amministrativa tributaria.

Programma

1. Dall'economia tradizionale all'economia digitale; la crisi dei due paradigmi fondamentali della tassazione internazionale (residenza e fonte); 2. Dalla doppia imposizione alla doppia non imposizione fiscale: il fenomeno della tax competion fra Stati e della pianificazione fiscale aggressiva. Il caso Google, il caso Apple, il caso Amazon; 3. I rimedi proposti dall'OCSE: il progetto BEPS (2013). 4. La successiva intesa, nel 2021, dei Paesi del G20 verso una tassazione ripartita dei redditi dell'impresa multinazionale: Pillar one e Pillar two; 5. I rimedi proposti dall'UE: le direttive finora adottate. 6. La Cooperazione fiscale internazionale ed il ruolo degli accordi contribuente /amministrazioni finanziaria nel riparto della base imponibile delle multinazionali tra gli Stati; 7. Le criptovalute ed il loro inquadramento tributario. Inquadramento del fenomeno a livello sovranazionale. Il regime di tassazione italiano. 8. la tassazione degli influencers 9.I procedimenti di accertamento, riscossione e sanzionatori alla luce delle nuove tecnologie.

E' consigliato avere conoscenze di base di diritto dell'Unione Europea e di diritto internazionale.

Lo studente acquisirà conoscenze adeguate alla nuova realtà digitale per poter svolgere attività di consulenza o per operare presso le amministrazioni finanziarie nell'ambito della funzione di contrasto all'elusione e all'evasione fiscale.

Modalità d'esame

Durante le lezioni verranno svolti degli approfondimenti da parte degli studenti (facoltativi) sulla base di letture fornite dal docente. Gli ergomenti oggetto di approfondimento daranno diritto ad esoneri in sede di esame finale orale.

La prova orale consiste in un colloquio tra il candidato e il docente, o anche tra il candidato e altri collaboratori del docente titolare. La prova non è superata se il candidato mostra di non essere in grado di esprimersi in modo chiaro e di usare la terminologia corretta, o anche se il candidato non risponde correttamente almeno alle domande sugli argomenti principali.

Testi di riferimento

Il testo di riferimento per la preparazione dell'esame è il seguente: Del Federico- Paparella, Diritto tributario digitale, Pacini giuridica, 2023, 1-270. Verranno inoltre fornite letture più aggiornate dalla docente ad integrazione del testo.

Codice insegnamento 76719

Diritto tributario internazionale 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/B · 0 file
E-justice 5° anno · 6 CFU · GIUR-12/A · 0 file

Al termine del corso lo studente avrà acquisito le conoscenze in merito all'uso di forme digitali ed elettroniche nell'ambito del processo penale e del processo civile, alla luce delle normative europee e delle recenti…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Al termine del corso lo studente avrà acquisito le conoscenze in merito all'uso di forme digitali ed elettroniche nell'ambito del processo penale e del processo civile, alla luce delle normative europee e delle recenti riforme interne.

Programma

L'insegnamento avrà ad oggetto le seguenti tematiche:

  • ICT e amministrazione della giustizia: premesse definitorie;
  • Indicazioni dalla “Grande" e dalla “Piccola” Europa;

A) profili processual-penalistici

  • Le fonti del PPT;
  • La (nuova) forma dell'atto processuale penale;
  • Il deposito telematico;
  • I fascicoli e i registri informatici;
  • Le nuove forme di documentazione delle attività
  • Il sistema delle videoconferenze.

B) profili processual-civilistici

  • la forma elettronica dell'atto nella teoria dell'invalidità degli atti processuali civili; - il mandato elettronico; - la notifica e comunicazione elettronica; - la formazione elettronica degli atti processuali civili e dei provvedimenti del giudice; - la produzione elettronica di documenti. Cenni alle prove elettroniche; - l'intelligenza artificiale nel processo civile; - le impugnazioni e il giudizio in cassazione.

Nell'ottica di una partecipazione più consapevole dello studente alle lezioni, è consigliabile il possesso delle nozioni essenziali di diritto pubblico.

Lo studente potrà maturare una particolare sensibilità rispetto alle tematiche concernenti l'incontro tra ICT e giustizia.

Modalità d'esame

Allo studente saranno sottoposte specifiche quaestiones iuris dalla cui risoluzione potrà essere apprezzata la capacità di dare concretezza alle categorie studiate fino a quel momento.

L’esame si svolge attraverso una prova orale consistente in un colloquio tra il candidato e i docenti, o anche tra il candidato e altri collaboratori dei docenti titolari. Lo studente dovrà dimostrare la conoscenza delle tematiche affrontate durante il corso. La prova orale non è superata se il candidato non mostra una sufficiente padronanza delle fonti normative di riferimento, dei principi che presiedono la materia e degli istituti trattati. È altresì necessaria la capacità di esprimersi in modo chiaro e tecnicamente corretto.

Testi di riferimento

- B. GALGANI, Forme e garanzie nel prisma dell'innovazione tecnologica. Alla ricerca di un processo penale "virtuoso", Cedam, Milano, 2022, Cap. II, Sez. I, pp. 115-135.
  • > • B. GALGANI, Innovazione tecnologica e tradizione personalistica. Dalla partecipazione “a distanza” alle cc.dd. “Metaverse Courtrooms”?, in Archivio penale:https://archiviopenale.it/File/DownloadArticolo?codice=862b6e43-5529-4c24-8a2c-2d5e11a1fcc2&idarticolo=41565 • B. GALGANI, Il processo penale telematico, in E.M. Mancuso-G. Varraso (diretto da), Diritto processuale penale, Vol. I – Soggetti. Atti. Prove. Cautele, Giuffrè, Milano, 2026, p. 529 ss. - B. GALGANI-L. AGOSTINO, L’impiego dei collegamenti audiovisivi ai fini della partecipazione e dell’assunzione probatoria, in Riforma Cartabia. Le modifiche al sistema penale, diretto da G.L. Gatta, M. Gialuz, vol. I, Il procedimento penale tra efficienza, digitalizzazione e garanzie partecipative, a cura di M. Caianiello, M. Gialuz, S. Quattrocolo, Giappichelli, Torino, 2024, p. 213-245;
  • G. RUFFINI (a cura di), Il processo telematico nel sistema del diritto processuale civile, Giuffré Francis Lefebvre, Milano, 2019, pp. 1-35; pp. 97-259; pp. 329- 346; pp. 461-470; pp. 369- 383; pp. 909-920.

Codice insegnamento 77821

ECONOMIA PUBBLICA 5° anno · 6 CFU · ECON-03/A · 0 file
Economia della regolamentazione 5° anno · 6 CFU · ECON-02/A · 0 file
European economic law 5° anno · 6 CFU · GIUR-02/A · 0 file
European law and gender 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file

Lo/la studente che completa con successo il corso sarà in grado di dimostrare una conoscenza, almeno introduttiva, delle principali tematiche rilevanti per gli studi di genere, in una prospettiva particolarmente…

Scheda dell'insegnamento

Scheda dell'a.a. 2025/2026: quella dell'anno in corso non è ancora pubblicata.

Obiettivi formativi

Lo/la studente che completa con successo il corso sarà in grado di dimostrare una conoscenza, almeno introduttiva, delle principali tematiche rilevanti per gli studi di genere, in una prospettiva particolarmente transdisciplinare seppure orientata all'approccio giuridico.

Programma

Gli/le studenti miglioreranno la propria consapevolezza a livello di studi interdisciplinari e di gender issues.

Gli/le studenti (che frequentano il corso) miglioreranno la propria capacità di svolgere presentazioni orali e gestire una discussione pubblica.

Modalità d'esame

Le abilità saranno valutate attraverso discussioni partecipate all'interno della classe. Ogni lezione terminerà con una discussione generale sugli argomenti e la richiesta agli/alle studenti di esprimere le loro impressioni e valutazioni anche critiche sugli elementi più problematici sottolineati durante la lezione.

Gli/le studenti saranno chiamati a redigere paper di approfondimento e presentazioni su tematiche specfiche, misurandosi in particolare con la forma del position paper su questioni assegnate.

Codice insegnamento 76848

FONDAMENTI DEL DIRITTO EUROPEO 5° anno · 6 CFU · GIUR-15/A · 0 file
FONDAMENTI DEL DIRITTO PRIVATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Federalismo e regionalismo comparati 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/B · 0 file

Il corso affronterà le caratteristiche e l'evoluzione del federalismo e del regionalismo, con particolare attenzione agli ordinamenti europei e attraverso un metodo comparatistico. Nel corso delle lezioni saranno…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso affronterà le caratteristiche e l'evoluzione del federalismo e del regionalismo, con particolare attenzione agli ordinamenti europei e attraverso un metodo comparatistico.

Nel corso delle lezioni saranno affontati in primo luogo alcuni concetti giuridici fondamentali come la nozione di spazio giuridico europeo, i diversi sistemi di governo (Stato unitario, regionale e federale), il decentramento, l'integrazione regionale e la secessione. Si tratterà poi di acuni nuovi concetti giuridici (federalismo etnico, sovranità condivisa, federalismo giudiziario, e costituzionalismo internazionale) per comprendere le tensioni di sovranità e lo scontro tra localismo e globalizzazione che caratterizzano molto esperienze costituzionali.

Gli studenti saranno in grado di gestire questi concetti e saranno introdotti ai principali dibattiti accademici.

Frequentando il corso, potranno altresì comprendere - nella prospettiva degli Stati regionali e federali - la divisione dei poteri tra i diversi livelli di governo e come la forma di stato incida sullo stato sociale, la redistribuzione delle risorse, la governance di sistemi sempre più pluralistici e società divise, la tutela dei diritti fondamentali in una prospettiva multilivello, il sistema delle fonti del diritto (e in particolare la modifica costituzionale e le fonti primarie). Infine, gli studenti saranno introdotti alle dinamiche degli Stati federali e regionali nelle relazioni internazionali (nelle forme di cooperazione, competizione e processi federalizzanti). Sul piano delle soft skills, gli studenti potranno sviluppare autonomia in termini di riconoscimento delle teorie affrontate nel corso e un'utile capacità di applicarle in altri contesti.

Programma

Il corso si propone di affrontare i presupposti teorici del federalismo e del regionalismo nello spazio giruidico europeo in una prospettiva di diritto comparato.

Le prime settimane di lezione avranno ad oggetto teorie e argomenti di natura generale, come la nozione di spazio giuridico europeo, i diversi sistemi di governo (Stato unitario, regionale e federale), il decentramento, l'integrazione regionale e la secessione. Si tratterà poi di acuni nuovi concetti giuridici (federalismo etnico, sovranità condivisa, federalismo giudiziario, e costituzionalismo internazionale) per comprendere le tensioni di sovranità e lo scontro tra localismo e globalizzazione che caratterizzano molto esperienze costituzionali.

Nelle settimane successive il corso affronterà le singole esperienze di federalsmo e di regionalismo, sulle diverse forme di organizzazione e sulla autonomia costituzionale delle entità subnazionali, la loro rappresentanza ed il loro ruolo nel federal decision making process, la ripartizione delle competenze legislative, l'esecizio del potere giurisdizionale, la cooperazione tra i diversi livelli di governo, gli strumenti di tutela del federalismo ed il tema del federalismo fiscale. Saranno inoltre affrontati anche attraverso casi giurisprudenziali temi specifici come la secessione, la tutela dei diritti, la politiica estera. Attenzione verrà infine data a temi di attualità costituzionale straniera.

Considerato l'oggetto e la natura del corso (opzionale) si raccomanda agli studenti di aver sostenuto gli esami di Diritto Costituzionale I e II per la LMG o di diritto costituzionale per il DILPA e l'esame di Sistemi giuridici comparati (per la LMG) o di diritto comparato pubblico (per il DILPA).

dal momento che il materiale fornito e discusso durante le lezioni sarà in parte in lingua inglese, è raccomandata una adeguata conoscenza della lingua inglese

Lo studente maturerà un approccio critico rispetto ai temi trattati. A tal fine, sarà incoraggiato, sia durante le lezioni che nell'esame finale, a illustrare le proprie opinioni personali e discutere in modo argomentato le sue deduzioni.

Modalità d'esame

Poichè il corso si propone di fornire la conoscenza dei profili teorici del federalismo e del regionalismo e la looro differente declinazione in diverse esperienze giuridiche, le capacità saranno verificate in primo luogo attraverso la discussione in aula di casi giurisprudenziali e contributi dottrinali. Nella prova finale (sia in forma scritta che in forma orale) i criteri di valutazione saranno: la capacità di comprensione e di esposizione; l’autonomia di giudizio; le abilità argomentative. Ai fini di affinare tali capacità la partecipazione in aula è raccomandata, da interpretare come un’opportunità di apprendimento, tenuto conto che parte del materiale che sarà discusso e la cui conoscenza è necessaria per l'esame sarà in lingua inglese.

L'esame finale è orale. Agli studenti frequentanti sarà offerta la possibilità di sostenere prove scritte le cui modalità verranno concordate a lezione.

Testi di riferimento

Bibliografia e materiale didattico

Per gli studenti frequentanti i docenti metteranno a disposizione del materiale didattico (casi giurisprudenziale e scritti dottrinali) su cui, unitamente agli appunti, gli studenti potranno prepararsi per l'esame finale. Il materiale verrà caricato sulla pagina del corso sulla piattaforma di E-Learning de dipartimento di giurisprudenza.

Per questo motivo, come già precisato, la frequenza dellle lezioni è altamente raccomandata.

Gli studenti non frequentanti potranno invece prepararsi studiando i seguenti testi:

1.A. Di Giovine A. Algostino F. Longo A. Mastromarino Lezioni di diritto costituzionale comparato, Cap. IV, Le Monnier, 2017, 92-109

2.S. Ventura, Voce "Federalismo", Enciclopedia del Novecento, https://www.treccani.it/enciclopedia/federalismo_(Enciclopedia-del-Novecento)/

3.A. Vespaziani, Voce "Federalismo" (dir. cost), Enciclopedia Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/federalismo-dir-cost_(Diritto-on-line)/

Codice insegnamento 78686

GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA 5° anno · 6 CFU · IUS/10 · 0 file

Il corso si propone di fornire conoscenze approfondite del sistema di giustizia amministrativa nazionale che offra un quadro complessivo degli strumenti di tutela disponibili dai soggetti che entrino in un rapporto…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Il corso si propone di fornire conoscenze approfondite del sistema di giustizia amministrativa nazionale che offra un quadro complessivo degli strumenti di tutela disponibili dai soggetti che entrino in un rapporto qualificato con la pubblica amministrazione (intesa nella moderna accezione del termine) ed ai quali la Costituzione e l'ordinamento riconoscono l'accesso alla via giurisdizionale.

Il corso persegue l’obiettivo di fornire una conoscenza approfondita degli istituti del sistema italiano di giustizia amministrativa, analizzando sia i rimedi amministrativi sia - soprattutto - i rimedi giurisdizionali, attraverso lo studio del processo amministrativo e dell'esercizio della giurisdizione ordinaria nei confronti della pubblica amministrazione. In tale direzione, il Corso contribuisce agli obiettivi formativi del Cds fornendo allo Studente la conoscenza di tutti gli strumenti che consentono il controllo dell'esercizio dei poteri amministrativi per la cura degli interessi pubblici, compatibilmente con la salvaguardia degli interessi privati.

Programma

Il corso si propone di esaminare, in modo approfondito e critico, il sistema della tutela giurisdizionale offerta dall’ordinamento ai cittadini privati pregiudicati dagli atti e comportamenti delle Pubbliche Amministrazioni.

La giustizia amministrativa costituisce un complesso sistema di tutela giurisdizionale e di garanzie per i cittadini affidata alla cognizione di un giudice speciale e di un sistema processuale speciale.

Il corso muoverà dall’analisi sistematica del nuovo codice del processo amministrativo, entrato in vigore nel 2010 e già riveduto e corretto da recentissimi interventi legislativi, per ricostruire i caratteri, la struttura, lo svolgimento del processo amministrativo in ogni sua componente, fino al giudizio di ottemperanza.

Nel percorso di ricostruzione del nuovo processo amministrativo sarà osservato come il sistema di giustizia amministrativa abbia subito, negli ultimi anni, profonde innovazioni in termini di apertura di tutela e di potenziamento degli strumenti posti a vantaggio del privato a difesa della propria situazione soggettiva pregiudicata dall’esercizio illegittimo o dal comportamento illecito dei pubblici poteri.

Da un lato, la nuova configurazione dell’interesse legittimo come situazione soggettiva potenzialmente risarcibile in caso di lesione da parte dell’Amministrazione, dall’altro, il lungo percorso di integrazione e completamento delle regole della giustizia amministrativa, che hanno portato alla codificazione del processo amministrativo, anche alla luce dei nuovi precetti costituzionali del giusto processo, permettono oggi al processo amministrativo di ridurre le distanze, in termini di garanzia e di tutela, rispetto agli ordinari ambiti di giurisdizione.

L’analisi del processo amministrativo codificato dalla recente legislazione del 2010 avrà come necessario punto di avvio l’esame della normativa codicistica e come indispensabile chiave interpretativa l’esame della giurisprudenza amministrativa che ha avut spesso un ruolo propulsivo per il legislatore-codificatore.

Il corso si pone, quindi, l’obiettivo di inquadrare le parti del processo amministrativo, gli organi di giustizia amministrativa, le azioni proponibili dinnanzi al giudice amministrativo e la tipologia di atti che caratterizzano questo processo.

Lo studio proseguirà, poi, con l’esame della fase dinamica del processo amministrativo di primo grado, con particolare attenzione sia alla fase cautelare, sia alla fase istruttoria, sia alla fase conclusiva.

Saranno, infine, esaminati alcune particolarità del processo aventi ad oggetto la semplificazione temporale e procedurale di alcuni riti, nonché le vicende estintive ed interruttive del processo.

Un particolare attenzione, da ultimo, sarà dedicata alla modalità di esecuzione delle sentenze del giudice amministrativo ed al giudizio di ottemperanza.

le conoscenze richieste comprendono la capacità di orientamento nell'ambito dei principi del diritto processuale ed una inevitabile base di conocenza acquisita sui principali istituti del diritto amministrativo sostanziale, nonchè l'utilizzo di un corretto linguaggio giuridico

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate, che gli consentiranno un approccio informato e documentato alle vicende giuridiche attuali

Sono oggetto di studio, in particolare:

  • le origini del sistema italiano di giustizia amministrativa;
  • l’affermazione e lo sviluppo della giurisdizione amministrativa;
  • la nozione di interesse legittimo;
  • i principi costituzionali sulla tutela giurisdizionale del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione;
  • la giurisdizione ordinaria nei confronti della pubblica amministrazione;
  • i ricorsi amministrativi;
  • le classificazioni generali della giurisdizione amministrativa (giurisdizione di legittimità, giurisdizione c.d. esclusiva, giurisdizione estesa al merito);
  • l’azione nel processo amministrativo;
  • gli elementi preliminari allo studio del processo amministrativo (competenza del giudice amministrativo, parti, capacità processuale, patrocinio legale, principi generali del processo amministrativo, rapporto con la disciplina del processo civile);
  • il giudizio di primo grado;
  • la tutela cautelare;
  • la sentenza e le impugnazioni;
  • i riti speciali;
  • il giudicato amministrativo e l’esecuzione della sentenza.

Lo Studente, per affrontare lo studio della giustizia amministrativa, necessita del possesso delle conoscenze relative al diritto amministrativo sostanziale italiano ed europeo.

Modalità d'esame

La modalità di verifica viene attuata mediante la prova di esame finale, che si svolge oralmente e che permetterà di valutare la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l’insegnamento. Lo studente dovrà aver acquisito la capacità di orientarsi nell'utilizzo degli strumenti giuridici necessari all'approfondimento delle tematiche inerenti la giustizia amministrativa, con particolare riferimento alla capacità di lettura critica del codice del processo amministrativo ed alla capacità di analisi della giurisprudenza di settore.

Esame finale con svolgimento prova orale, non condizionato dal previo svolgimento della prova di verifica intermedia.

Ai fini della preparazione dell'esame e della modalità di svolgimento dello stesso NON E' OPERATA ALCUNA DISTINZIONE fra studenti frequentanti e studenti non frequentanti

L'esame si svolge mediante un colloquio orale con la docente o con i collaboratori della docente riuniti in apposite commissioni.

Durante lo svolgimento del colloquio saranno sottoposte al candidato una serie di domande rappresentative dei principali argomenti trattati nel corso di studio e svolti nel testo di esame.

L'articolazione delle domande presuppone che il candidato, nel fornire la propria risposta, dimostri una adeguata capacità di inquadramento della tematica richiesta, una buona capacità di espressione attraverso un linguaggio giuridico appropriato ed una sviluppata capacità di analisi critica dell'istituto oggetto di indagine, anche in rapporto al coordinamento con lo strumento codicistico e con la principale giurisprudenza formata in materia

il superamento dell'esame, il cui voto finale viene espresso in trentesimi, è subordinato all'esito positivo del colloquio orale, rispetto al quale si richiede che il candidato sia in grado di affrontare in modo almeno sufficiente tutte le macro questioni introdotte con le domande generali proposte dal docente

Le capacità verranno verificate in sede di esame finale, oralmente, secondo le indicazioni fornite di seguito.

La prova di esame consiste in un colloquio orale, vertente sugli argomenti del Programma, ed è sostenuta dinanzi ad una Commissione, presieduta dal Docente titolare del corso.

La prova di esame si considera superata se il candidato, utilizzando un linguaggio concettualmente corretto e tecnicamente preciso, nonché dimostrando sicure competenze di metodo, dimostra adeguate conoscenze circa gli argomenti del Programma, coi necessari riferimenti sistematici anche agli istituti fondamentali del diritto amministrativo sostanziale.

La votazione della prova orale è espressa dalla Commissione esaminatrice in trentesimi, con possibilità di lode. Più in particolare, per la formulazione della votazione viene adottata la seguente scala qualitativa indicativa:

  • 18–21: conoscenza essenziale degli argomenti, capacità applicative limitate e argomentazione semplice;
  • 22–25: conoscenza complessivamente adeguata, discreta capacità di applicazione degli istituti e argomentazione corretta ma non approfondita;
  • 26–28: conoscenza buona e articolata, capacità di applicazione consapevole degli istituti e argomentazione critica coerente;
  • 29–30: conoscenza molto approfondita, piena padronanza degli istituti, autonomia di giudizio e capacità argomentativa matura;
  • 30 e lode: eccellente conoscenza dei contenuti, uso particolarmente efficace e critico degli istituti, elevata capacità di analisi e di rielaborazione autonoma.

Non sono contemplate prove intermedie di verifica.

Si rammenta che ai sensi del vigente regolamento del Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, per sostenere l’esame di Giustizia amministrativa è necessario aver già superato l’esame di Diritto amministrativo I e II. Anche alla luce dei rinvii operati dal Codice del processo amministrativo al Codice di procedura civile, si consiglia, ad ogni modo, di intraprendere lo studio della Giustizia amministrativa allorché già si disponga di una conoscenza basilare del diritto processuale civile.

Testi di riferimento

  1. F. G. SCOCA (a cura di), Giustizia amministrativa, Giappichelli, Torino, ultima edizione, 2023

LIMITATAMENTE ALLE SEGUENTI PARTI:

  • PARTE 1, CAPITOLI 1 E 2
  • PARTE 2, CAPITOLI 3, 4 E 5
  • PARTE 3, CAPITOLO 1, sez. 2; CAPITOLO 2, SEZIONE PRIMA E SECONDA
  • PARTE 4, CAPITOLO 1( TUTTE LE SEZIONI); CAPITOLO 2, CAPITOLO 3 (sezione prima e seconda)
  • PARTE 5, CAPITOLO 1, CAPITOLO 2 (tutte le sezioni) , CAPITOLO 4 (tutte e sezioni); CAP. 6 (solamente sezione 1, paragrafo 3)
  • PARTE 6, CAPITOLO 2, fino a pg. 683.

Se si è in possesso di edizioni precedenti a quella aggiornata al 2023, l'esame potrà essere sempre sostenuto ed il programma rimane il medesimo i ordine agli argomenti: va solo condotto l'adeguamento delle parti da studiare alla pagine di testo realmente corrispondenti all'argomento, potendosi verificare una piccola variazione nell'indicazione numerica della stessa fra le edizioni differenti.

E’ OBBLIGATORIO L’UTILIZZO DI UN CODICE DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO AGGIORNATO (A titolo MERAMENTE INDICATIVO, si suggerisce il seguente codice, A. Pagano, Codice del processo amministrativo e norme complementari, Ed. Simone, VI ed., 2017).

ESAMI PROPEDEUTICI OBBLIGATORI

Ai fini della sostenibilità dell’esame di giustizia amministrativa E’ NECESSARIO AVER SOSTENUTO L’ESAME DI DIRITTO AMMINISTRATIVO I-II.

PROGRAMMA RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AGLI STUDENTI ERASMUS:

A. TRAVI, LEZIONI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA, Giappichelli, Torino, 2019, da pag. 169 a pag. 303.

oppure

A. TRAVI, LEZIONI DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA, Giappichelli, Torino, 2021, da pag. 179 a pag. 307.

Non si segnalano indicazioni speciali per gli studenti non frequentanti

Per la preparazione dell’esame di profitto è necessaria la conoscenza della disciplina contenuta nel Codice del processo amministrativo, nonché della disciplina contenuta nel d.p.r. n. 1199 del 1971.

Per la preparazione dell'esame di profitto, inoltre, è consigliato, oltre alla frequenza delle lezioni, lo studio di UNO dei seguenti Manuali:

  • A. TRAVI, Lezioni di giustizia amministrativa, Torino, 2024, da pag. 1 a pag. 415;
  • M. CLARICH, Manuale di giustizia amministrativa, Bologna, 2025, da pag. 19 a pag. 358;

-C.E. GALLO, Manuale di giustizia amministrativa, Torino, 2025 da pag. 1 a pag. 394.

*********************************************************************************

Esclusivamente per gli STUDENTI del Programma ERASMUS si consiglia, oltre alla frequenza delle lezioni, lo studio di: TRAVI, Lezioni di giustizia amministrativa, Torino, 2024, da pag. 175 a pag. 363.

Codice insegnamento P750599543

Giustizia costituzionale italiana e sovranazionale 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Giustizia penale e nuove tecnologie 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file
Giustizia penale riparativa 5° anno · 6 CFU · GIUR-13/A · 0 file
INTERPRETAZIONE E ARGOMENTAZIONE GIURIDICA CON ELEMENTI DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE 5° anno · 6 CFU · IUS/20 · 0 file
ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO 5° anno · 1 file
Archivio Globale
Inglese giuridico 5° anno · 5 CFU · 0 file
LEGISLAZIONE PENALE COMPLEMENTARE 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file
LIBERTA' COSTITUZIONALI 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
MEDICINA LEGALE 5° anno · 6 CFU · MEDS-25/A · 0 file
Mutilazioni genitali femminili: profili medico-penali e culturali 5° anno · 6 CFU · GIUR-14/A · 0 file

Acquisire competenze interdisciplinari per comprendere e analizzare le mutilazioni geitali femminili nel profilo medico, psicologico e giuridico, con particolareattenzione alla tutela dei diritti umani e delle vittime in…

Scheda dell'insegnamento

Obiettivi formativi

Acquisire competenze interdisciplinari per comprendere e analizzare le mutilazioni geitali femminili nel profilo medico, psicologico e giuridico, con particolareattenzione alla tutela dei diritti umani e delle vittime in un contesto multiculturale.

Programma

  • Definizione e classificazione delle mutilazioni genitali femminili ,diffusione epidemiologica e contesti socio-culturalwe
  • Profili antropologici e multiculturali : tradizioni dinamiche sociali, migrazioni e mediazione culturale.
  • aspetti medici: tipologie di MGF, complicanze immediate e a lungo termine , gravidanza, parto e presa in carico sanitaria.
  • Aspetti psicologici : trauma, conseguenze psicopatologiche , sostegno psicologico e percorso di cura
  • Quadro normativo internazionale , europeo e italiana: diritti umani, tutela delle vittime e strumenti di preenzione e contrasto.
  • Profili penalistici: responsabilità penale , protezione delle vittime e obblighi degli operatori.
  • L'approccio interdisciplinare:collaborazione tra professionisti sanitari, giuristi, assistenti sociali e mediatori culturali
  • Analisi e discussione di casi pratici
Non sono richiesti prerequisiti specifici Sviluppare un approccio eticamente consapevole, rispettoso delle differenze culturali ma orientato alla tutela dei diritti fondamentali e della digità della persona

Modalità d'esame

Colloquio orale volto a verificare la capacità di integraregli aspetti medici, psicologici e giuridici nell'analisi dei casi

Esame orale con domande sugi argomenti trattati e discussione di casi pratici

Testi di riferimento

La bibliografia richiesta: 1) Francesco di Pietro Le norme sul divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, in www.diritto.it 2) F. Basile, Il reato di “pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili” alla prova della giurisprudenza: un commento alla prima (e finora unica) applicazione giurisprudenziale dell'art. 583-bis c.p., in Diritto penale contemporaneo - Rivista trimestrale, n. 4/2013 3) CONSIGLIO Antonio, MASSARIOLO Elisa, MAESTRANZI MORO Silvia, Il dolore e la sofferenza del corpo: una riflessione socio-antropologica per il sapere dello psicoterapeuta, in Scienze dell’interazione – Rivista di psicologia clinica e psicoterapia (ISSN: 1722-1021), 1-2, 2014. 4) Cristiano Barbieri, Alessandra Luzzago Il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili fra cultura, sessualità e distruttività, in Rassegna italiana Criminologia 2011

Codice insegnamento 79862

ORDINAMENTO GIUDIZIARIO ITALIANO E COMPARATO 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Conoscenze Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze rispetto ai contenuti della materia "ordinamento giudiziario" con particolare riguardo alle tematiche riguardanti i principi costituzionali sulla…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Conoscenze

  • Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze rispetto ai contenuti della materia "ordinamento giudiziario" con particolare riguardo alle tematiche riguardanti i principi costituzionali sulla magistratura, le fonti dell’ordinamento giudiziario, il principio di unità della giurisdizione, il principio di precostituzione per legge del giudice, l’attività del Consiglio superiore della magistratura, i rapporti tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato, il ruolo e le funzioni della Corte di cassazione, il pubblico ministero e la magistratura onoraria, la responsabilità dei magistrati, l’ordinamento forense, il funzionamento dell'ufficio per il processo.

Programma

Programma (contenuti dell'insegnamento)

  • Il corso è dedicato allo studio della materia ordinamento giudiziario italiano e comparato e affronta in particolare le tematiche riguardanti:
  • le fonti dell’ordinamento giudiziario;
  • il principio di unità della giurisdizione;
  • il principio di precostituzione per legge del giudice;
  • l’attività del Consiglio superiore della magistratura;
  • i rapporti tra la magistratura e gli altri poteri dello Stato;
  • il ruolo e le funzioni della Corte di cassazione;
  • il pubblico ministero e la magistratura onoraria;
  • la responsabilità dei magistrati,;
  • l’ordinamento forense.
  • I riferimenti comparatistici tendono principalmente ad inquadrare il modello di ordinamento giudiziario italiano fra i principali modelli che hanno trovato applicazione nei paesi il cui ordinamento giuridico è paragonabile a quello italiano.
  • Nel corso saranno esaminate e commentate la l. 25 luglio 2005 n. 150, di riforma dell’ordinamento giudiziario (c.d. legge Castelli), le successive modifiche apportate alla stessa, e la legge. 17 giugno 2022, n. 71 (cd legge Cartabia) e successivi decreti delegati di attuazione
  • Il corso sarà integrato, per alcuni profili della materia, da lezioni a carattere seminariale professionalizzante tenute da esperti particolarmente qualificati quali avvocati, giudici e pubblici ministeri.
  • Sarà dedicato uno specifico approfondimento al tema dell'ufficio per il processo

Prerequisiti (conoscenze iniziali)

  •  Per affrontare il corso è necessaria la conoscenza degli argomenti riguardanti i programmi di Diritto costituzionale I e di Diritto costituzionale II.

Comportamenti

  •  Lo studente potrà acquisire conoscenza e sensibilità alle problematiche giuridiche trattate nel corso, nonché autonomia di giudizio, capacità di divulgazione delle conoscenze acquisite.

Modalità d'esame

Modalità di verifica delle capacità

  • In sede di esame finale sarà valutata la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l’insegnamento e lo studente sarà chiamato a dimostrare di conoscere gli istituti implicati nell'ordinamento giudiziario.

Modalità d'esame

  • La verifica dell'apprendimento è finalizzata a verificare il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, in coerenza con gli obiettivi formativi del corso e con i Descrittori di Dublino.
  • In particolare, la prova finale è volta ad una verifica integrata delle diverse conoscenze richieste e a dimostrare autonomia e consapevolezza nell'utilizzo delle stesse.
  •  La prova è orale consiste in un colloquio tra il candidato e il docente, o anche tra il candidato e altri collaboratori del docente titolare. La prova orale intende verificare, in particolare, la conoscenza e comprensione degli istituti giuridici che caratterizzano l'ordinamento giudiziario, la capacità di argomentare in modo autonomo, consapevole, critico, con terminologia corretta, le conoscenze acquisite.
  • La prova orale è ritenuta la più idonea alla tipologia di apprendimento richiesto, che sollecita lo studente a manifestare e mettere in pratica soprattutto in forma orale le proprie conoscenze e capacità.
  • Il voto finale è espresso in trentesimi e consta delle seguenti dimensioni: conoscenza e comprensione dei contenuti del corso, capacità di autonomia di giudizio e capacità critica, abilita comunicative ed espositive.
  • Ai fini dell'attribuzione del voto finale la performance dello studente è valutata sulla base della seguente scala: 18-21 conoscenza essenziale degli argomenti, argomentazione basilare, capacità applicative essenziali; 22-25, conoscenze adeguate, discreta capacità di argomentare in modo corretto e autonomo; 26-28, conoscenza approfondita, piena capacità e autonomia nell'argomentare e divulgare le conoscenze; 30 e 30 e lode, eccellente conoscenza, capacità di argomentazione critica notevole.
  • L'esame ha esito positivo se tutte le richiamate dimensioni sono almeno sufficienti.

Testi di riferimento

Bibliografia e materiale didattico

Testo consigliato per seguire con profitto il corso:

F. DAL CANTO, Lezioni di ordinamento giudiziario, Torino, Giappichelli, 2024

Codice insegnamento P532762409

ORGANIZZAZIONE DEL GOVERNO E DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file

Il Corso ha ad oggetto lo studio delle funzioni e della struttura del Governo e della Pubblica Amministrazione a livello centrale e con riferimenti anche all’organizzazione degli enti locali, tenendo conto del contesto…

Scheda dell'insegnamento

Scheda dell'a.a. 2025/2026: quella dell'anno in corso non è ancora pubblicata.

Obiettivi formativi

Il Corso ha ad oggetto lo studio delle funzioni e della struttura del Governo e della Pubblica Amministrazione a livello centrale e con riferimenti anche all’organizzazione degli enti locali, tenendo conto del contesto europeo in cui l’Italia è collocata.

Al termine del corso lo studente potrà acquisire conoscenze sull’organizzazione del governo e della P.A. alla luce dei vincoli che derivano dall’Unione europea e dalle implicazioni connesse alle competenze regionali.

Negli scorsi anni il corso é stato inserito nel programma dei progetti speciali per la didattica che ha consentito l'approfondimento di alcuni temi specifici di interesse del corso ed in particolare del ruolo del Governo nella realizzazione del contenuto del PNRR. Quest'anno rimane valido il controllo e la verifica sugli effetti del PNRR, ma l'interesse si estenderà e si concentrerà in modo particolare all'uso delle nuove tecnologie nell'azione governativa.

Programma

  • – L’evoluzione del governo e della pubblica amministrazione e definizioni generali
  • – il Governo nello Statuto Albertino, nello stato liberale e nello stato fascista; il dibattito in Assemblea Costituente. Evoluzione nell’organizzazione della p.a.
  • – principi costituzionali in materia di Governo e di Pubblica amministrazione
  • – l’evoluzione della struttura e delle funzioni del Governo dagli anni ’80 del XX secolo
  • – vicende del governo (formazione, attività, crisi)
  • – la Presidenza del Consiglio dei Ministri: poteri e strutture interne
  • – i Ministeri (organizzazione centrale). Distinzione fra organizzazione per dipartimenti e direzioni profili connessi alle procedure per il controllo interno, nuclei di valutazione ed il d.lgs. n. 286/99 e succ. modifiche.
  • – gli apparati tecnici nella p.a.
  • – ruolo del governo nell’attività normativa.
  • – rapporti fra Governo ed UE
  • – rapporti fra Governo e Regioni
  • - L’Amministrazione centrale
  • – Gli organi ausiliari del Governo
  • - IA e attività di governo

E’ utile la conoscenza dei principi fondamentali del diritto pubblico, che possono essere acquisiti con lo studio del diritto costituzionale, del diritto amministrativo o del diritto pubblico o con un particolare interesse alla materia.

Lo studente potrà acquisire e/o sviluppare sensibilità alle problematiche giuridiche trattate che si caratterizzano per l’interdisciplinarietà del settore. Profili di diritto costituzionale e di diritto amministrativo che caratterizzano il corso terranno conto anche delle problematiche di diritto UE e delle conseguenze economiche.

Modalità d'esame

In sede di prove intermedie o di esame finale sarà valutata la capacità applicativa degli studenti delle nozioni apprese durante l’insegnamento per gli studenti frequentanti o delle nozioni apprese dal mero studio "ragionato" per quelli non frequentanti.

Codice insegnamento P033240986

POLITICA ECONOMICA 5° anno · 6 CFU · ECON-02/A · 0 file
POLITICA ECONOMICA DELL'UNIONE EUROPEA 5° anno · 6 CFU · ECON-02/A · 0 file

Al termine del corso la/lo studentessa/studente avrà acquisito le nozioni essenziali della teoria delle unioni monetarie, a partire dal concetto di area valutaria ottimale, e gli strumenti teorici per la valutazione…

Scheda dell'insegnamento

Scheda ripresa da un altro corso di laurea dello stesso ateneo.

Obiettivi formativi

Al termine del corso la/lo studentessa/studente avrà acquisito le nozioni essenziali della teoria delle unioni monetarie, a partire dal concetto di area valutaria ottimale, e gli strumenti teorici per la valutazione dei costi e dei benefici dell’adesione a una unione monetaria incompleta (cioè priva di una sostanziale unione fiscale) qual è l’Unione Monetaria Europea (UME). Un secondo livello di conoscenze che verranno acquisite durante il corso riguarda il funzionamento della politica monetaria e delle politiche fiscali nazionali all’interno dell’UME. A questo scopo, gli studenti acquisiranno in particolare i concetti analitici essenziali all’analisi del funzionamento della Banca Centrale Europea (BCE) e delle regole del patto di stabilità e crescita (PSC).

Programma

Richiamo di alcune nozioni di base di economia politica, in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro, i fallimenti macroeconomici del mercato e le politiche macroeconomiche.

Costi e benefici delle unioni monetarie alla luce della teoria delle aree valutarie ottimali (teoria avo) e delle critiche alla teoria avo.

caratteristiche generali delle unioni monetarie incomplete.

L'UME come unione monetaria incompleta, il suo processo di formazione e i suoi possibili sviluppi.

La banca Centrale Europea.

Il Patto si Stabilità e Crescita.

Politica monetaria nell'UME.

Politiche fiscali nazionali all'interno dell'UME.

Avere già sostenuto il corso di Economia politica facilita la comprensione dei temi affrontati al corso, ma non esiste alcun vincolo di propedeuticità, formale o sostanziale, tra i due corsi.

Il corso mira a incoraggiare e sviluppare, in ciascuna/o studentessa/studente, l’attitudine a porre in prospettiva economica le regole che determinano il funzionamento delle principali istituzioni dell’UME. Questo tipo di comportamento può inoltre stimolare un ulteriore approfondimento dei temi sia legali che economici che riguardano l’UME.

Modalità d'esame

La verifica delle capacità mira a valutare la preparazione teorica dello studente e la sua capacità di porre in relazione la teoria della politica economica delle unioni monetarie con le principali istituzioni che regolano politica monetaria e politiche fiscali all’interno dell’UME. L’uso corretto della terminologia economica da parte dello studente è essenziale a svolgere in modo adeguato questa verifica.

La verifica dell’apprendimento è finalizzata a valutare, nel quadro fornito dai Descrittori di Dublino, i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi formativi del corso. In particolare, la prova d’esame è strutturata in modo da poter valutare le conoscenze teoriche acquisite.

Il voto è in trentesimi. L’esame si svolge in forma orale e consiste in un colloquio volto a verificare, oltre alla conoscenza dei singoli argomenti, anche la capacità di porre in relazione e confrontare tra loro, con autonomia di giudizio e proprietà di linguaggio, la teoria e l’analisi delle istituzioni monetarie e fiscali europee considerate durante le lezioni.

Sono materia di esame il manuale indicato in bibliografia e uno tra i libri indicati in bibliografia come “Letture a scelta”.

Gli studenti frequentanti possono, se lo desiderano, svolgere in classe una presentazione di circa 45 minuti su uno dei testi tra quelli indicati come “letture a scelta” in bibliografia. La presentazione in classe, del tutto facoltativa, sostituisce la prova di esame per quanto riguarda la parte sulla lettura a scelta e vale come metà esame ai fini della valutazione finale.

Testi di riferimento

Manuale di riferimento: Paul De Grauwe, Economia dell'unione monetaria, Il Mulino, dodicesima edizione, ad eccezione del paragrafo 2.3 (pp. 59-61) e dei paragrafi 7-9 del cap. IV.

LETTURE A SCELTA:

Celi, A. Ginzburg, D. Guarascio, A. Simonazzi, Una Unione divisiva. Come salvare il progetto europeo, Il Mulino, 2020.

Saraceno, La Riconquista: perché abbiamo perso l’Europa e come possiamo riprendercela, Luiss University Press, 2020.

Padoa Schioppa, La lunga via per l’euro. Il mulino, 2004 (estratti da concordare con il docente)

Spaventa e V. Chiorazzo, Astuzia o Virtù? Come accadde che l’Italia fu ammessa all’Unione monetaria, Donzelli Editore, Roma, 2000.

(altro materiale su argomenti specifici caricato online durante il corso)

Codice insegnamento P638690431

POLITICHE DELL'UNIONE 5° anno · 6 CFU · GIUR-10/A · 0 file
Politica monetaria e finanziaria 5° anno · 6 CFU · ECON-02/A · 0 file
Politiche comunitarie 5° anno · 6 CFU · GIUR-10/A · 0 file
Procedura penale europea 5° anno · 6 CFU · GIUR-13/A · 0 file
Prova finale 5° anno · 21 CFU · 0 file
REGOLAZIONE PUBBLICA DEI MERCATI FINANZIARI 5° anno · 6 CFU · GIUR-03/A · 0 file
SOCIOLOGIA DEL DIRITTO 5° anno · 6 CFU · GIUR-17/A · 0 file
STORIA COSTITUZIONALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
STORIA DEGLI ORDINAMENTI DEGLI ANTICHI STATI ITALIANI 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
STORIA DEL DIRITTO COMMERCIALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-16/A · 0 file
STORIA DEL DIRITTO COMMERCIALE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
STORIA DEL PENSIERO ECONOMICO 5° anno · 6 CFU · STEC-01/A · 0 file
STORIA DEL PENSIERO GIURIDICO 5° anno · 6 CFU · GIUR-16/A · 0 file
STORIA DEL PENSIERO GIURIDICO 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Sistemi giuridici dell’asia orientale 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file
Storia comparata degli ordinamenti giuridici contemporanei 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/B · 0 file
TECNICA DELLA LEGISLAZIONE 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
TEORIA GENERALE DEL DIRITTO 5° anno · 6 CFU · GIUR-17/A · 0 file
TEORIA GENERALE DEL PROCESSO 5° anno · 6 CFU · GIUR-12/A · 0 file
TUTELA MULTILIVELLO DEI DIRITTI FONDAMENTALI 5° anno · 6 CFU · GIUR-05/A · 0 file
Teoria dei diritti fondamentali 5° anno · 6 CFU · GIUR-17/A · 0 file
The law and ethics of a.i.-driven biomedical innovation 5° anno · 6 CFU · GIUR-11/A · 0 file

THE LAW AND ETHICS OF A.I.-DRIVEN BIOMEDICAL INNOVATION è un corso tenuto nel quadro della Cattedra Jean Monnet Health Law & Development in the European Union (HeLDEn), finanziato dalla Commissione Europea. Il corso…

Scheda dell'insegnamento

Scheda dell'a.a. 2025/2026: quella dell'anno in corso non è ancora pubblicata.

Obiettivi formativi

THE LAW AND ETHICS OF A.I.-DRIVEN BIOMEDICAL INNOVATION è un corso tenuto nel quadro della Cattedra Jean Monnet Health Law & Development in the European Union (HeLDEn), finanziato dalla Commissione Europea.

Il corso introduce gli studenti alle questioni etiche e legali fondamentali dell'I.A., con particolare attenzione alla biomedicina: la tensione tra le procedure di consenso informato, la responsabilità medica e gli algoritmi "black-box"; il modo in cui i requisiti di sicurezza e trasparenza dei dati variano, a seconda dei compiti delle applicazioni e dei rischi; il potenziale di discriminazione e ingiustizia insito in alcune applicazioni di apprendimento automatico; i rischi per la privacy dei pazienti, al di là del rapporto medico-paziente; il problema della proprietà dei dati.

La risposta dei sistemi giuridici a questi problemi sarà analizzata con un approccio comparativo e un'attenzione specifica alle leggi e alle politiche dell'Unione Europea.

Gli studenti che frequentano il corso acquisiranno competenze giuridiche e interdisciplinari che possono guidarli nello svolgimento della loro attività professionale con un approccio multidisciplinare e centrato sull'uomo.

Obbiettivi di apprendimento:

  • sviluppare una conoscenza approfondita dei principali principi etici e legali alla base della regolamentazione dell'IA e applicare queste conoscenze all'analisi della regolamentazione dell'IA;
  • conoscere il processo di sviluppo, sperimentazione, commercializzazione e sorveglianza post-vendita di dispositivi e applicazioni mediche basate sull'IA all'interno del quadro giuridico dell'UE;
  • essere in grado di partecipare attivamente ai gruppi di lavoro e alle discussioni sulla regolamentazione delle tecnologie avanzate.

Programma

1.Introduzione. Le ragioni di un corso sull'IA applicata alla biomedicina.

2.'Salute' come diritto fondamentale e interesse della collettività.

L'impatto della rivoluzione algoritmica sulla salute pubblica e privata.

Il problema epistemico: correlazione vs causalità nelle applicazioni dell'IA in biomedicina.

Focus: Discriminazione algoritmica e diritto alla salute.

3.La distinzione tra diritto ed etica nella regolamentazione delle tecnologie avanzate.

Il ruolo della competenza etica nella regolamentazione delle tecnologie avanzate.

Focus: Modifiche ereditarie del genoma umano.

4.I principi dell'etica medica: non-maleficence, beneficence, autonomy, justice.

L'uso di algoritmi per scopi biomedici: “spiegare” gli algoritmi.

L'IA e il problema del consenso informato alle terapie.

Gli agenti di IA sono davvero “agenti”? IA e personalità giuridica.

Focus: I principi dell'etica medica applicati all'IA. Questioni e prospettive normative.

5.La regolamentazione della salute nel mercato interno dell'UE.

Il ruolo delle competenze tecniche e scientifiche nella regolamentazione delle tecnologie avanzate.

I sei principi dell'IA: Agenzia e supervisione umana; solidità e sicurezza tecnica; privacy e governance dei dati; trasparenza; diversità, non discriminazione ed equità; benessere sociale e ambientale.

Focus: Un quadro normativo in evoluzione: GDPR, legge sull'IA e spazio dei dati sanitari.

5.Analisi comparativa dei modelli regolatori: UE, USA, Repubblica Popolare Cinese.

Focus: La raccomandazione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sull'IA.

6. Chi è il proprietario?

IA e diritti di proprietà intellettuale.

Focus: IA e potere di mercato (con Luca Arnaudo, AGCOM).

7. Chi paga?

Il problema della responsabilità civile per i danni causati dalle tecnologie basate sull'IA.

Responsabilità penale

Focus: IA come dispositivo medico: responsabilità civile e governo del rischio.

Conoscenza della lingua inglese. Livello: intermedio (B1)

N/A

Codice insegnamento 77647

Tutela civile dei diritti 5° anno · 6 CFU · GIUR-01/A · 0 file
Spagnolo giuridico 5 CFU · 0 file
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