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Biochimica clinica della nutrizione

Università degli Studi di Perugia scienze della alimentazione e della nutrizione umana 2020
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La biochimica clinica nella nutrizione umana collega l'anamnesi al paziente con la corretta interpretazione delle analisi, distinguendo tra anemia da carenza di ferro e altre forme come quella mediterranea. Il percorso diagnostico comprende fasi pre-preanalitiche (tipologia richiesta: screening o diagnosi), analitiche e post-analitiche, dove fattori come l'alimentazione recente influenzano i risultati. I laboratori devono rispettare rigorosi requisiti organizzativi e strutturali sotto la responsabilità del direttore tecnico-sanitario per garantire accuratezza e sicurezza.
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  • La biochimica clinica della nutrizione si articola in quattro fasi fondamentali che partono dal paziente e dall'anamnesi, includendo la pre-preanalitica (definizione del quesito clinico), la pre-analitica (preparazione del campione), l'analisi vera e propria su matrici come sangue o urine, e infine la post-analitica per interpretare i risultati in relazione alla dieta.
  • Le analisi vengono richieste con diverse motivazioni: screening preventivo a tappeto sulla popolazione, controllo dello stato di salute periodico, diagnosi specifica dopo anamnesi, monitoraggio terapeutico durante interventi chirurgici o farmacologici, e gestione delle urgenze reali o differibili nel pronto soccorso.
  • L'organizzazione del laboratorio richiede un direttore tecnico-sanitario responsabile che vigila sui metodi analitici, sul personale qualificato, sulle attrezzature strumentali, sulla qualità dei reattivi e sul rispetto delle normative sanitarie per garantire l'esattezza dei risultati refertati.
  • I requisiti strutturali di un laboratorio includono locali adeguati al volume d'attività, aree distinte per il deposito di materiale pulito e sporco, spazi per la sterilizzazione, superfici impermeabili e disinfettabili fino a due metri dal pavimento, nonché l'osservanza della privacy dell'utente durante i prelievi.
  • Il nutrizionista deve collaborare strettamente con il medico di base per interpretare correttamente le analisi (come emoglobina o transaminasi), distinguendo tra anemia ferro-carenziale trattabile e condizioni come l'anemia mediterranea, evitando errori terapeutici basati solo sui dati numerici.
  • Le scelte analitiche devono essere mirate considerando i costi del laboratorio e la tipologia di struttura (ospedaliero vs privato) per ottimizzare le risorse economiche senza compromettere la qualità diagnostica necessaria alla preparazione di piani dietetici corretti.

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