Appunti VERIFICATO

agroecosistema

Università degli studi di Pisa viticoltura ed enologia 2019
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Anteprima pagina 1 — agroecosistema

Di cosa parla

  • Agroecosistema: Un ecosistema agricolo finalizzato alla produzione, dove l'uomo modifica la biocenosi e il biotopo (Forzatura dell'ecosistema) per creare campi coltivabili, diventando il fattore ecologico predominante. L'obiettivo è aumentare la produttività, svincolandola dalle sole capacità naturali dell'habitat, tramite apporti energetici/materiali supplementari e la riduzione di fattori limitanti o rapporti trofici indesiderati.
  • Confronto Agroecosistema vs Ecosistema: Entrambi sono localizzati in un ambiente fisico con fattori abiotici (suolo, clima, idrologia) e seguono il modello delle piramidi alimentari. Le differenze principali includono il grado di biodiversità (maggiore negli ecosistemi naturali) e il controllo antropico, elevatissimo nell'agroecosistema per la produzione. Il flusso energetico principale è la radiazione solare per entrambi, e tendono all'evoluzione per mantenere un equilibrio.
  • Agronomia: La scienza che studia il complesso di norme per la conduzione dei campi. Le scelte operative in agricoltura si basano su indicazioni agronomiche, ispirandosi a ragioni economiche, politiche, sociali e ambientali.
    • Agronomia generale: Comprende conoscenze di diverse discipline come idraulica agraria, chimica del terreno, ecologia agraria, meccanizzazione agricola, patologia vegetale e miglioramento genetico.
    • Agronomia speciale: Riguarda la conoscenza specifica delle varie coltivazioni (erbacee, arboree, orticole, floricole).
  • Fattori di variabilità in agricoltura: Due di tipo ambientale (clima e terreno) e due di tipo gestionale (scelte delle colture e tecnica colturale).
  • Interventi agronomici: I vegetali richiedono elementi nutritivi (acqua, ossigeno, anidride carbonica, radiazione solare) e un ambiente con fattori climatico-edafici adeguati. L'agronomo sceglie la coltura più idonea all'ambiente o interviene geneticamente sulla coltura, oppure modifica l'ambiente per renderlo più “ospitale”.
  • Come si sceglie cosa coltivare:
    • Ordinamento colturale (scelta dell'indirizzo produttivo).
    • Scelta delle colture in successione.
  • Come coltivare: Tramite sistemazioni idraulico-agrarie, lavorazioni del terreno, utilizzo di fertilizzanti, semina/trapianto, difesa dalle piante infestanti/parassiti/malattie (trattamenti erbicidi, insetticidi, fungicidi), irrigazioni. L'obiettivo finale è la raccolta e conservazione dei prodotti.
  • Come vendere: Implica la raccolta del prodotto primario, la sua trasformazione, il confezionamento e la vendita, considerando la domanda, la distribuzione e l'eccedenza.
  • Comparti colturali:
    • Colture seminate: cereali (invernali ed estivi), industriali, leguminose da granella.
    • Colture foraggere: pascoli, prati, erbai, foraggi freschi, affienati, insilati, concentrati, disoleati.
    • Colture arboree e arbustive: vite, olivo, agrumi, drupacee (pesco, susino, albicocco, ciliegio), pomacee (melo, pero), piccoli frutti (more, ribes, mirtilli).
    • Colture orticole, floricole, ornamentali.
    • Colture da biomassa e da legno.

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