Sindrome coronarica
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Di cosa parla
- I pazienti affetti da sindrome coronarica acuta subiscono una terapia farmacologica trombolitica mirata a mimare il sistema fibrinolitico endogeno per indurre la lisi del trombo e ripristinare rapidamente il flusso ematico nell'arteria ostruita.
- I farmaci di prima generazione come la streptochinasi, derivante da batteri e priva di attività proteolitica diretta, differiscono dal t-PA ricombinante per meccanismo d'azione e immunogenicità, ma entrambi attivano il plasminogeno in presenza o meno della fibrina.
- I farmaci trombolitici di seconda generazione come reteplase e tenecteplase sono stati sviluppati per migliorare l'emivita plasmatica e la somministrazione tramite bolo singolo, riducendo i tempi di infusione complessi rispetto all'alteplase tradizionale.
- L'efficacia della terapia fibrinolitica è valutata attraverso il parametro TIMI che misura il grado di riperfusione vascolare, dove un valore ottimale corrisponde a una riduzione significativa della mortalità post-infarto del miocardio.
- Oltre alla lisi chimica del trombo, la gestione clinica prevede anche interventi meccanici come l'angioplastica coronarica per rimuovere fisicamente l'ostruzione arteriosa e prevenire danni irreversibili al tessuto cardiaco ischemico.
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