Anticoagulanti
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Di cosa parla
- I farmaci anticoagulanti agiscono sulla cascata coagulativa interferendo con i fattori dipendenti dalla vitamina K o bloccando l'attivazione di specifici enzimi, prevenendo la formazione del trombo e differenziandosi dai fibrinolitici che rompono il coagulo già formato.
- L'eparina non frazionata attiva l'antitrombina formando un complesso ternario con la trombina per inibirla nel plasma, ma presenta una variabilità di risposta significativa e rischio di trombocitopenia indotta da eparina (HIT), richiedendo il monitoraggio del tempo di protrombina.
- L'eparina a basso peso molecolare offre un profilo farmacologico più prevedibile con migliore biodisponibilità, minore interazione piastrinica e assenza necessità di monitoraggio continuo, mentre la fondaparinux agisce esclusivamente sul fattore Xa attivato risultando più sicura in termini emorragici.
- I nuovi anticoagulanti orali (NOACs) come rivaroxaban ed apixaban sono inibitori diretti del fattore Xa o della trombina con effetto rapido, dose-risposta lineare e antidoti specifici disponibili, superando i limiti di interazione alimentare e variabilità genetica dei warfarin.
- I farmaci antitrombotici come le irudine ricombinanti inibiscono la trombina sia nella fase fluida che legata al coagulo agendo su più siti della proteasi, bloccando contemporaneamente l'aggregazione piastrinica e la formazione di fibrina.
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