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"Teorie della Persuasione" per esame Psicologia dei Processi di Cambiamento (Psicologia della Comunicazione Persuasiva)

Università degli studi di Firenze psicologia clinica e della salute e neuropsicologia curriculum psicologia clinica e della salute 2020
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Anteprima pagina 1 — "Teorie della Persuasione" per esame Psicologia dei Processi di Cambiamento (Psicologia della Comunicazione Persuasiva)

Di cosa parla

  • Il documento introduce i "fear appeal" come messaggi persuasivi volti a modificare comportamenti non salutari (es. fumo) suscitando paura.
  • Questi messaggi sono composti da una componente di minaccia (conseguenze negative) e una di risposta raccomandata (azioni per evitare la minaccia).
  • Drive Model (Howland, Janis & Kelly, anni '50):

    • La paura agisce come "drive" emotivo che motiva a cercare risposte per ridurre la tensione.
    • Propone una relazione curvilineare tra paura e persuasione: una paura moderata porta al maggior cambiamento, mentre troppa o troppo poca paura sono inefficaci.
    • Attribuiva un ruolo forte alle emozioni nei processi cognitivi.
  • Modello delle Risposte Parallele (Leventhal, 1970):

    • Criticò il Drive Model, ponendo meno enfasi sull'emozione e più sui processi cognitivi.
    • Suggerisce due processi distinti in parallelo: il controllo del pericolo (problem solving, adattivo) e il controllo della paura (emotivo, disadattivo come diniego).
    • La conoscenza media l'emozione, non viceversa.
  • Teoria della Motivazione alla Protezione (PMT) (Rogers, 1975, rivista 1983):

    • Si concentra sul "controllo del pericolo" di Leventhal.
    • Identifica componenti del messaggio (probabilità e gravità della minaccia, efficacia della risposta, auto-efficacia) e mediatori cognitivi.
    • Propone due valutazioni: quella disadattiva (della minaccia) e quella adattiva (delle strategie di coping).
    • La motivazione alla protezione è stimolata da processi cognitivi, non dalla paura direttamente.
    • L'equazione chiave è: [Premi – (gravità + suscettibilità)] × [(risposte efficaci + auto-efficacia) – costi] = risultato.
  • Modello Esteso dei Processi Paralleli (EPPM) (Witte, 1992):

    • Considerato un'integrazione delle precedenti teorie, è il modello più accreditato.
    • Promuove due valutazioni cognitive: della minaccia (suscettibilità e gravità) e dell'efficacia (auto-efficacia e efficacia della risposta).
    • Gli esiti possibili sono: assenza di reazione, controllo del pericolo (quando l'efficacia percepita è alta, si adotta il comportamento raccomandato) o controllo della paura (quando l'efficacia percepita è bassa, si adottano strategie difensive).
    • I messaggi sono efficaci quando attivano il controllo del pericolo, portando a cambiamenti di atteggiamento, intenzioni e comportamenti.

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