La Ricostruzione post bellica
Di cosa parla
- Il secondo conflitto mondiale rappresentò una profonda cesura, combinando distruzione ("tabula rasa") con l'eredità di idee preesistenti, come il razionalismo in urbanistica e architettura, e un'accelerazione tecnologica che portò a innovazioni come le costruzioni per la difesa aerea o le strutture smontabili.
- Nel dopoguerra, la Carta d'Atene promosse un approccio funzionalistico e razionalistico alla pianificazione urbana, consolidatosi anche negli Stati Uniti.
- In Inghilterra, il Town and Country Planning Act (1944) precedette la fine del conflitto. Il Greater London Plan di Abercrombie, basandosi su precedenti proposte di Unwin, introdusse un modello radiocentrico per contenere l'espansione urbana.
- Il piano di Abercrombie divise Londra in quattro zone: un centro da riorganizzare con aree bombardate trasformate in spazi pubblici, un anello urbano da riqualificare, una cintura verde e una quarta fascia per le "New Towns", progettate per essere autonome, vicine alla metropoli ma non congestionate, con circa 60.000 abitanti e standard abitativi moderni, enfatizzando la mobilità e l'uguaglianza sociale.
- La divisione geopolitica post-bellica, con la Cortina di Ferro, influenzò drasticamente lo sviluppo urbanistico. In Occidente, la ricostruzione avvenne con risorse americane e una trasformazione dell'architettura moderna, come visto a Le Havre (Perret) con l'impiego di prefabbricazione e l'Unità d'Abitazione di Marsiglia.
- In Italia, il piano INA-Casa (1943) fu centrale per la ricostruzione, mirando a combattere la disoccupazione e fornire alloggi economici. Le realizzazioni del piano, come il quartiere Falchera a Torino, si basarono su principi di città-giardino e quartieri autosufficienti, con spazi comuni (giardini, scuole, chiese) per favorire la crescita delle comunità e una ricostruzione sociale.
- Nei regimi totalitari dell'Est, dominò l'impronta statale e comunista, con minimi beni di consumo e beni sociali prevalenti. La ricostruzione di Mosca vide la realizzazione di super-blocchi e grattacieli monumentali, simboli della superiorità sul capitalismo, come anche per Berlino Est.
- Dagli anni '50, il dopoguerra vide la destalinizzazione e, in Occidente, l'affermazione della mobilità privata e delle infrastrutture (es. Seagram Building). Gli anni '60 furono caratterizzati dal boom economico e dalla costruzione di grandi opere come le autostrade.
- Successivamente, si verificò una crisi dei grandi piani urbanistici, con un passaggio a interventi più puntuali. Questo condusse all'emergere della dimensione postmoderna, che critica l'urbanistica modernista basata su piani ampi e razionali, riconoscendo la frammentazione del tessuto urbano e promuovendo un design sensibile alle tradizioni locali e ai bisogni specifici, con forme architettoniche "su misura".