Verso la città moderna
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Di cosa parla
- Il passaggio dall'antichità alla modernità, a partire dall'anno 1000, fu influenzato dal millenarismo e da un crescente colonialismo che favorì il capitalismo e l'esportazione di prodotti.
- L'aumento dei commerci e della mobilità umana rese necessaria una pianificazione urbana razionale, con statuti per la manutenzione stradale, l'igiene e la prevenzione degli incendi, e un'accresciuta importanza estetica della città.
- In Italia, lo sviluppo di principati coincise con la rivoluzione culturale dell'Umanesimo, che pose l'uomo al centro, promuovendo nuove scienze come l'archeologia e la filologia, portando a un rinnovato interesse per l'antico.
- La prospettiva divenne uno strumento chiave nell'arte e nell'architettura, trasformando le città medievali irregolari in spazi studiati geometricamente e misurati sull'uomo, creando scorci suggestivi.
- Le "città ideali" rinascimentali, teorizzate intorno al 1450 e rappresentate in luoghi come Urbino, Baltimora e Berlino, erano utopiche, basate su forme razionali, scala umana, effetti scenografici e un carattere classico.
- Firenze, grazie a figure come Brunelleschi e al mecenatismo delle famiglie aristocratiche (Medici, Rucellai), fu un centro di innovazione dove si studiò l'antico e si applicò la prospettiva nell'urbanistica.
- Esempi notevoli di trasformazione urbana umanista includono Pienza (ricostruita dal Papa Piccolomini con una piazza trapezoidale e un canale prospettico) e Urbino (ampliata e ruotata verso Roma sotto Federico da Montefeltro).
- I trattati architettonico-urbanistici del Rinascimento, ispirati a Vitruvio, furono fondamentali:
- Leon Battista Alberti (De re Aedificatoria) descrisse l'edificio come un organismo e la città come una "grande casa", enfatizzando il ruolo unificante delle strade e la necessità di piazze.
- Francesco di Giorgio (Trattato di architettura civile e militare) propose una città radiocentrica con forma poligonale, organi di giustizia accessibili centralmente e attività rumorose ai margini, modellando la città sul corpo umano.
- Filarete (Sforzinda) teorizzò una città ideale a otto punte stellari e circolare, con spazi pubblici ortogonali centrali e vie interne complesse.
- Leonardo Da Vinci contribuì con idee per città sane e razionali, come i progetti di canali a Milano per la rimozione delle acque sporche, fondendo concetti di natura, città e uomo.
- Questi cambiamenti, sebbene lenti a causa della decrescita demografica, furono resi possibili dalla presenza di committenti illuminati, risorse economiche e intellettuali.
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