Il declino dell'Impero Romano d'Occidente nel V secolo fu un processo complesso, non un singolo evento, attribuibile a molteplici cause.
Tra le cause principali si annoverano l'incapacità di governare un territorio troppo vasto, il calo demografico dovuto a guerre, carestie ed epidemie (come la peste), variazioni climatiche sfavorevoli e l'espansione del Cristianesimo.
Le invasioni di popoli barbari, come Longobardi e Franchi, contribuirono alla frammentazione dell'Impero e all'inizio del Medioevo.
L'indebolimento dell'Impero portò le città a perdere sicurezza, trasformandosi in centri fortificati (Incastellamento), abbandonando il commercio marittimo per spostarsi nell'entroterra.
L'Impero d'Oriente (bizantino) continuò a prosperare, conservando sapere e arte e sviluppando soluzioni ingegneristiche come gli acquedotti sotterranei.
Il Cristianesimo ridefinì le città, promuovendo la costruzione di edifici religiosi e spostando il fulcro cittadino verso i cimiteri, con l'abbandono dello stile classico in favore del romanico e gotico.
In Occidente, la contrazione demografica ridusse drasticamente la popolazione di Roma e di altre città, con la popolazione che si adattava alle strutture esistenti (es. abitando in fori o anfiteatri).
Le città medievali, dal X secolo, svilupparono un sistema gerarchico tra signori e contadini, diventando policentriche con luoghi specifici per la vita spirituale, amministrativa, economica, di potere e culturale.
A differenza delle polis greche, le città medievali erano chiuse, con diritti disuguali per gli abitanti della campagna e una maggiore complessità edilizia.
L'Europa fu divisa in aree: mediterranea (su tracce romane, es. Firenze, Bologna), meridionale (demolizione di strutture romane, es. Napoli con influenze arabe) e settentrionale (nuove fondazioni).
La crescita demografica ed economica portò allo sviluppo verticale delle città e alla nascita delle case-torri, simbolo di potere familiare.
Le città furono anche centri di innovazione, con la nascita delle università per formare burocrazie e specialisti.
La prosperità fu interrotta da una crisi demografica ed economica nel XII-XIV secolo, aggravata dalla peste, che svuotò le città ma portò a cambiamenti sociali (es. disponibilità di terre, aumento salari, innovazioni tecniche come la stampa di Gutenberg).
La fase portò alla nascita delle prime cartografie oggettive, un aspetto fondamentale per lo studio urbanistico.
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