Domande d'esame VERIFICATO

domande e risposte prof d'onofrio

Università degli studi di Pisa viticoltura ed enologia 2019
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Il documento tratta la gestione del reimpianto valutando storia, suolo e clima, definendo sformi e strategie di allevamento per bilanciare meccanizzazione e qualità. Vengono analizzati i parametri idrici come capacità di campo ed evapotraspirazione, le tecniche di potatura (cordone speronato tardivo, Guyot) e defogliazione per ottimizzare maturazione e aerazione. Si confrontano metodi di stima della superficie fogliare, si valutano pro e contro della vendemmia meccanica e si discutono la scelta dei vitigni e portainnesti in base a terroir, fertilità e obiettivi enologici.
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  • Le osservazioni preliminari per il reimpianto valutano storia dell'appezzamento, stanchezza del suolo, clima ed erosione, mentre l'analisi della stratigrafia e le analisi chimiche definiscono fertilità e caratteristiche fisico-chimiche, evitando errori come i sformi che causano disuniformità produttiva.
  • Nell'emisfero australe si preferisce esposizione Nord-Est per zone fresche, mentre in quella boreale calda si limita l'esposizione solare diretta; la gestione dell'acqua considera costante idrica massima (CIM), capacità di campo (CC) e punto di appassimento (PA) per calcolare acqua utile ed evapotraspirazione tramite metodi come Penman-Monteith o Hargreaves.
  • L'ispessimento della chioma aumenta la fotosintesi ma rischia ombreggiamento, mentre l'aumento distanza tra file riduce la densità radicale; la potatura ramificata garantisce omogeneità vegeto-produttiva e riduzione delle malattie del legno, sebbene sia costosa e non meccanizzabile.
  • La defogliazione intermedia migliora aerazione e colore ma aumenta rischi di bruciature, mentre quella apicale rallenta la maturazione; il deficit idrico pre-invaiatura riduce le dimensioni delle bacche, mentre quello post-invaiatura è meno rischioso grazie al floema.
  • I portainnesti deboli come 420 A anticipano la maturazione su terreni specifici, mentre quelli diffusi (1103 Paulsen, Kober 5BB) variano per vigore e resistenza; il monitoraggio nutrizionale tramite analisi del picciolo e Spad rileva carenze come la clorosi ferrica.
  • Le strategie contro le gelate includono vitigni a germogliamento tardivo, forme alte e mezzi fisici come fumi o irrigazione antibrina, mentre le potature tardive in Toscana riducono l'espressione vegetativa per concentrare fenoli; il metodo Da Silva e POINT QUADRAT quantificano la superficie fogliare e i vuoti nella chioma.
  • Il sistema COMBI massimizza l'efficienza fotosintetica, la vendemmia meccanica riduce costi ma richiede chiome uniformi, e la scelta del vitigno bilancia adattamento al terroir, epoca di maturazione e obiettivi enologici considerando fattori come fertilità-suolo e densità d'impianto.

Riassunto generato con l'intelligenza artificiale a partire dagli appunti. Come lo facciamo

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